I FILM DEL FINE SETTIMANA

«Honey Boy», Shia LaBeouf racconta la sua infanzia

Su Chili il film scritto dal celebre attore americano, che descrive la sua vita e veste i panni del suo stesso padre

di Andrea Chimento

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Su Chili il film scritto dal celebre attore americano, che descrive la sua vita e veste i panni del suo stesso padre


3' di lettura

Uno dei progetti più curiosi degli ultimi mesi è protagonista su Chili: «Honey Boy», un'idea del celebre attore Shia LaBeouf, che ha scritto la sceneggiatura ispirandosi direttamente alle sue esperienze personali e al rapporto turbolento e conflittuale con suo padre. LaBeouf, però, un po' a sorpresa, veste proprio i panni della figura paterna, in questa sorta di seduta di (auto)psicanalisi in cui cerca di mettere a nudo le sue paure e i suoi esordi nel mondo dello spettacolo.

Diretto da Alma Har'el, questo interessantissimo esperimento era atteso nelle nostre sale lo scorso marzo, ma l'emergenza Coronavirus l'ha portato ad approdare direttamente on demand.

La struttura narrativa del lungometraggio, che alterna presente e passato, è piuttosto scolastica e banale, ma il film ha numerosi passaggi incisivi e fin sorprendenti, sia per i dialoghi del copione, sia per la prova degli attori in scena (molto bravo anche il piccolo Noah Jude nei panni di LaBeouf da bambino).

Un progetto ambizioso
Il risultato è un progetto tanto ambizioso quanto rischioso, che riesce ad affascinare e colpire per la sincerità con cui l'attore ha messo a nudo se stesso.

Da evidenziare inoltre il fatto che «Honey Boy» rimane credibile fino alla fine e, soprattutto, riesce ad appassionare e coinvolgere anche chi non è un fan di LaBeouf.

Va poi ricordato che il film ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Sundance Film Festival 2019 ed è stato presentato in diverse altre kermesse importanti, tra cui l'ultima Festa del Cinema di Roma.

Nel cast anche Lucas Hedges, attore classe 1996 che sta facendo sempre più strada nel cinema a stelle e strisce, dopo aver ricevuto la nomination agli Oscar per «Manchester By the Sea» e partecipato ad altre pellicole come «Mid90s» o «Boy Erased».

Tornare
Altro film previsto in sala nei mesi scorsi è «Tornare» di Cristina Comencini con Giovanna Mezzogiorno.

L'attrice romana interpreta Alice, una donna che torna in Italia dopo moltissimo tempo per partecipare al funerale del padre. Si ritroverà così nella casa in cui è cresciuta e in lei inizieranno a riaffiorare ricordi che sembravano sepolti.

Presentato come film di chiusura all'ultima Festa del Cinema di Roma, «Tornare» è un lungometraggio che gioca con la psiche della protagonista, in un dialogo tra passato e presente eccessivamente ambizioso e contorto.

I propositi hanno finalità addirittura metafisiche, ma l'ispirazione narrativa è piuttosto carente e col passare dei minuti si perde il coinvolgimento verso ciò che viene mostrato.

I Miserabili
Dopo aver ottenuto il Premio della Giuria al Festival di Cannes 2019 e diversi altri riconoscimenti importanti (tra cui il César come miglior lungometraggio francese dell'anno), è ora possibile vedere anche in Italia «I Miserabili» di Ladj Ly, primo film a essere lanciato sulla nuova piattaforma MioCinema.

Il regista francese riprende lo spunto di un suo cortometraggio del 2017 e realizza un lungometraggio impegnato, che mette in evidenza con forza le condizioni in cui versano quartieri come quello al centro del film.

Non si tratta quindi di una nuova trasposizione del capolavoro omonimo di Victor Hugo, ma di una fotografia delle condizioni odierne delle strade in cui era ambientato il romanzo del 1862.

Dopo un incipit dedicato ai festeggiamenti a Parigi per la vittoria della Francia agli ultimi mondiali di calcio, il film prosegue nel mostrare un paese (al contrario) molto conflittuale, dove le differenze etniche e religiose continuano a essere portatrici di un odio feroce: gli scontri tra la polizia e gli abitanti delle periferie francesi si trasformano infatti, spesso, in vere e proprie guerriglie urbane.

Se qualche passaggio è poco incisivo e studiato a tavolino, le scene dei combattimenti sono ben girate e coinvolgenti, a dimostrazione della buona mano dell'esordiente Ladj Ly nel muovere la macchina da presa in maniera libera e concitata.

Una menzione positiva per il cast, composto per la maggior parte da giovani attori non professionisti, che regala una valida prova collettiva.

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