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Honeywell chiude la fabbrica di Atessa. A rischio 420 lavoratori

di Michele Romano


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(Epa)

2' di lettura

Non sono bastati quasi 60 giorni consecutivi di sciopero, un tavolo tecnico presso la Regione Abruzzo e il ministero dello Sviluppo economico, le risorse e la mediazione messe in campo dal Mise per evitare la procedura di mobilità ai 420 lavoratori dello stabilimento Honeywell Transportation System, che avrà un impatto anche sugli oltre 60 lavoratori della Travaglini, azienda che si occupa di imballaggi. La proprietà franco-statunitense ha comunicato ai sindacati la chiusura dello stabilimento di Atessa (Chieti) che produce turbo diesel e farà scattare dal prossimo 2 aprile la mobilità, a conclusione della procedura di solidarietà.

Una vertenza dura e complessa, che ora si chiude con una decisione «unilaterale e improvvisa» per i sindacati, che più volte avevano richiesto all’azienda un piano industriale, con Calenda, impegnato in prima persona e disponibile a mettere a disposizione risorse per 50 milioni di fronte a un solido progetto quinquennale e con gli amministratori locali pronti a sostenerlo attraverso la Zes (zone economiche speciali), che sono in via di definizione.

Al contrario, la multinazionale ha scelto una strada diversa, evitando le convocazioni a Roma e depotenziando il polo di Atessa, uno dei tre italiani, dove si producono turbocompressori, «tra i migliori al mondo del gruppo per il suo alto livello tecnologico», dicono le forze sindacali. Un cambio di business che si traduce con lo spostamento delle linee produttive in Slovacchia, dove è già stato realizzato uno stabilimento gemello di quello abruzzese.

Parla di «sordità a qualsiasi forma di dialogo» e di «catastrofe sociale, economica e industriale per l’Abruzzo, la provincia di Chieti e l’intero comprensorio di Chieti e del Frentano» Mario Pupillo, sindaco di Lanciano e presidente della Provincia, che parteciperà all’assemblea dei lavoratori, convocata nel pomeriggio ad Atessa.

La politica locale si mobilita, anche perché Honeywell è una delle aziende più significative all’interno del polo industriale della Val di Sangro, e fa appello al governo nazionale, perché «si faccia carico del presente e del futuro di ogni singola persona – dice Pupillo -, che paga le conseguenze di questa infausta scelta».

Arriva intanto una nota dell’azienda: «Honeywell ha comunicato alle Istituzioni e alle Organizzazioni Sindacali l’intenzione di ristrutturare il proprio stabilimento Honeywell Garrett Italia Srl di Atessa, operativo nella produzione di turbocompressori, nel corso del secondo trimestre del 2018. L’azienda ha preso questa difficile decisione a seguito di un’approfondita analisi dello stabilimento, che da diversi anni si trova ad affrontare problemi di sovraccapacità e di competitività a causa del declino dei motori diesel e della crescente concorrenza internazionale. L’azienda - conclude la nota - sarà disponibile fin da subito ad avviare il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori, per individuare le soluzioni migliori che possano minimizzare l’impatto su tutte le persone coinvolte».

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