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Hong Kong, arrestato il tycoon Jimmy Lai: la sua Next Digital vola in Borsa, +277%

Lai è a capo di un impero dell'editoria sotto la holding Next Digital

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(EPA)

Lai è a capo di un impero dell'editoria sotto la holding Next Digital


2' di lettura

Il tycoon Jimmy Lai, tra le figure di maggior rilievo del fronte democratico di Hong Kong, è stato arrestato questa mattina 10 agosto con il sospetto di violazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino per controllare il dissenso a Hong Kong, provincia speciale autonoma, ex colonia britannica che secondo gli accordi con Londra avrebbe dovuto mantenere una autonomia dalla Cina fino al 2037, accordi disattesi dal regime cinese. La polizia ha riferito sulla sua pagina Facebook di aver eseguito in tutto 7 arresti, a carico di persone di età compresa tra i 39 e i 72 anni, in base all'accusa «di collusione con forze straniere e cospirazione per commettere frodi», parte di un'operazione su larga scala.

Lai è a capo di un impero dell'editoria sotto la holding Next Digital, che vola alla Borsa di Hong Kong dove, a un'ora circa dalla chiusura degli scambi, segna un balzo del 277,78%, a 0,340 dollari di Hong Kong: i titoli della holding specializzata su editoria e pubblicità decollano dopo l'arresto di questa mattina del patron del gruppo, con le accuse legate alla violazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale per “collusione con forze straniere e cospirazione per commettere frodi”.

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Lai è uno delle figure più di spicco del fronte democratico dell'ex colonia britannica. Sembra che il balzo in Borsa sia dovuto a diversi post sui social media che chiedevano agli investitori di comprare azioni della società del magnate arrestato. Così le azioni della Next Digital sono prima crollate del 17% all’annuncio dell’arresto per poi toccare punte di +344% nel pomeriggio, raggiungendo il livello più alto dal giugno 2019.

A fine maggio il Congresso nazionale del popolo ha dato il via libera all'adozione della legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong. Legge contestata non solo dall’opposizione interna ma criticata da Stati Uniti, Regno Unito e Ue.

L’arresto di Lai, 71 anni, segna la fine della libertà di stampa a Hong Kong, dichiara l’attivista prodemocrazia Nathan Law. Gli fa eco Joshua Wong, altro famoso attivista che resiste alla Cina e che “condanna con forza l'arresto gli Jimmy Lai”. In vari tweet dedicati alla vicenda del magnate dell’editoria, Wong, uno dei volti più noti tra gli attivisti democratici, ha anche postato alcune immagini delle perquisizioni fatte a Next Digital ed Apple Daily, testata del gruppo del tycoon, dicendo che “questa è la fine della libertà di stampa e il giorno più buio per i giornalisti. Potete immaginare le redazioni di New York Times e Guardian andare incontro a qualcosa di simile?”.

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