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Hong Kong, primi arresti per violazione della nuova legge sulla sicurezza. Gli avvocati: a rischio autonomia e libertà

Il 1° luglio 1997 la regione passava dalla Gran Bretagna alla Cina, un anniversario festeggiato con una manifestazione non autorizzata e relative conseguenze

di Rita Fatiguso

Hong Kong, Pechino vara la legge sulla sicurezza nazionale: tornano le proteste

Il 1° luglio 1997 la regione passava dalla Gran Bretagna alla Cina, un anniversario festeggiato con una manifestazione non autorizzata e relative conseguenze


3' di lettura

Hong Kong festeggia i 23 anni dal passaggio dell’’ex colonia britannica alla Cina con la più severa legge sulla sicurezza varata ieri dal Parlamento di Pechino e immediatamente recepita da quello locale.

La protesta non autorizzata

Gli attivisti pro-democrazia avevano chiesto di poter manifestare, ma la richiesta è stata respinta al mittente. Sono scesi comunque per strada sventolando bandiere che inneggiavano all’indipendenza,ma la protesta non autorizzata ha portato ai primi arresti in base alla nuova legge, già in vigore. Circa 4mila agenti sono stati schierati nell’area più a rischio, Causeway Bay, per gestire l’ordine pubblico. Il primo arresto è stato un manifestante in possesso di una bandiera dell’indipendenza di Hong Kong, che per giunta indossava una maglietta con la scritta Free Hong Kong. La polizia ha usato spray al pepe per disperdere la folla, in manette anche il legislatore dell’opposizione Andrew Wan.

Gli arresti a Causeway Bay dall’introduzione della legge sono oltre 30 con addebiti che vanno dalla manifestazione illegale alla violazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale, fino all'ostacolo al rispetto delle leggi e al possesso di armi offensive.

Attivisti di spicco, tra cui gli ex leader studenteschi Joshua Wong e Agnes Chow, hanno stretto legami con gruppi politici nel tentativo di fare fronte comune. In un discorso in occasione dell’anniversario dell’handover la leader di Hong Kong, Carrie Lam, ha definito la legislazione lo sviluppo più importante nei rapporti tra Hong Kong e il governo centrale della Cina dai tempi del passaggio di consegne. «È un passo storico per migliorare il sistema di Hong Kong per salvaguardare la sovranità, l’integrità territoriale e la sicurezza del nostro Paese e mostra che il governo centrale è determinato a ripristinare la stabilità a Hong Kong, dopo un anno di crescenti violenze e rivolte dallo scorso giugno»

Un Paese, due sistemi

L’ex colonia diventata Regione amministrativa speciale in base al principio “one country two systems” non accetta la nuova realtà che è stata illustrata a Pechino nel corso di una conferenza del Consiglio di Stato. La nuova legge è stata definita una Spada di Damocle sulla testa di chi si oppone e critica la Cina. Nuovi e vasti poteri sono stati introdotti per frenare le fonti di opposizione, dai manifestanti democratici alle agenzie di stampa ai dissidenti all’estero.

La legislazione approvata dai legislatori in Cina e firmata dal presidente Xi Jinping prevede possibili condanne all’ergastolo per crimini tra cui sovversione del potere statale e collusione con forze straniere. Si estende alle azioni commesse da chiunque, indipendentemente dal fatto che siano residenti di Hong Kong, in qualsiasi parte del mondo e sembra coprire anche le tattiche non violente impiegate dai manifestanti in un’ondata di disordini che hanno messo sotto scacco l’ex colonia britannica l’anno scorso.

«La legge è una spada di Damocle sospesa su pochissimi criminali che stanno gravemente mettendo in pericolo la sicurezza nazionale», ha detto Zhang Xiaoming, vicedirettore dell’ufficio affari di Hong Kong e Macao a Pechino. «La legge scoraggerà le forze straniere che cercano di interferire con gli affari di Hong Kong. La legge è una svolta per riportare Hong Kong sulla sua giusta strada».

L'ordine degli avvocati di Hong Kong torna dal canto suo a criticare la legge sulla sicurezza nazionale, dicendosi “fortemente preoccupato” e mettendo in guardia dal pericolo di perdita dell'autonomia giudiziaria e delle libertà finora garantite.In una nota, esprimono i loro timori sia per i contenuti della legge sia per i modi della sua introduzione.

La preoccupazione internazionale

Iniziano a filtrare gli articoli del nuovo provvedimento, che ha sollevato preoccupazione per il controllo della Cina sui 7,5 milioni di residenti della città. La Gran Bretagna ha accusato Pechino di aver rotto la promessa scritta nel trattato del 1984 di preservare l’alto grado di autonomia di Hong Kong. Il primo ministro Boris Johnson ha dichiarato di essere profondamente preoccupato per la mossa, mentre l’amministrazione Trump ha promesso ulteriori azioni forti dopo il ritiro degli investimenti tecnologici già attuato da lunedì. La comunità imprenditoriale di Hong Kong, intanto, è rimasta pietrificata mentre in piazza i sostenitori pro-democrazia manifestavano e Pechino varava, seguendo un timing incredibilmente efficace, la nuova legge.

Cina: misure adeguate contro Londra su visti

La Cina prenderà “misure adeguate” se il governo britannico procederà con il suo piano di facilitare il regime dei visti verso gli abitanti di Hong Kong dotati dello status di “British overseas”, in modo di aprire per loro la strada verso la piena cittadinanza del Regno: lo ha reso noto l'ambasciata cinese a Londra. Boris Johnson aveva confermato alla Camera dei Comuni le intenzioni del governo in risposta all'introduzione da parte di Pechino della legge sulla sicurezza nazionale nell'ex colonia.

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