SFIDA ALLA CINA

Hong Kong, le proteste non si fermano. La polizia usa i lacrimogeni

Ragazzi con le t-shirt nere e le maschere antigas di nuovo in piazza nonostante il divieto a manifestare. Primi scontri con la polizia che ha usato anche i cannoni d’acqua

Hong Kong, migliaia di manifestanti in strada nonostante divieto

Ragazzi con le t-shirt nere e le maschere antigas di nuovo in piazza nonostante il divieto a manifestare. Primi scontri con la polizia che ha usato anche i cannoni d’acqua


3' di lettura

Hong Kong ancora bloccata dalle proteste, (per il 13° week end consecutivo) nonostante il divieto a manifestare. Ieri due importanti leader del movimento pro-democrazia erano stati arrestati e liberati su cauzione e gli attivisti del Civil Human Rights Front avevano deciso di cancellare l’ennesima marcia.

Migliaia di persone invece si sono radunate Southorn Playground di Wan Chai per un nuovo corteo che con il passare delle ore si è trasformato in guerriglia. Negli intenti degli organizzatori il raduno doveva essere di carattere religioso e non prevedeva un via libera da parte delle autorità.

«Qui si pratica la libertà religiosa - ha dichiarato alla Reuters Sally Yeung, 27, una giovane che si professa cristiana- siamo qui per pregare per la giustizia. Se la polizia ci attacca infrange un nostro diritto fondamentale». Un altro studente in piazza ha aggiunto: «Dire che non possiamo protestare è come obbligarci a non respirare. Ho il dovere di manifestare per la democrazia. Forse vinceremo, forse perderemo. Ma continueremo a lottare».

La polizia reagisce con i lacrimogeni e cannoni d’acqua
Le autorità dell'ex colonia hanno bloccato il servizio di trasporto pubblico e la metro intorno alla sede di rappresentanza della Cina e ai palazzi governativi e hanno iniziato a usare lacrimogeni e cannoni con acqua colorata di blu a Harcourt Road per rispondere alle provocazioni dei manifestanti che hanno lanciato pietre, bombe molotov e usato i puntatori laser. Alcuni di questi hanno anche innalzato barricate per poi disperdersi. La polizia di Hong Kong ha poi ripreso il controllo dell'area intorno al parlamento, il Consiglio legislativo, e i manifestanti sono indietreggiati verso Wan Chai e Causeway Bay.

Alcuni manifestanti invocano l’aiuto di Trump
Un piccolo gruppo di manifestanti ha sventolato bandiere a stelle e strisce e cantato l'inno nazionale degli Stati Uniti esortando il presidente Donald Trump a “liberare” la città dall’influenza cinese. La Cina a sua volta ha accusato gli States di aver alimentato le proteste iniziate a giugno contro un disegno di legge che autorizza le estradizioni sulla terraferma.
“Vorremmo che il presidente Trump liberasse Hong Kong”, ha detto Chris, un ragazzo che ha rifiutato di dare il suo nome completo ai giornalisti.

Turisti in fuga e segnali di recessione
Con i primi segni di recessione economica dopo decenni si moltiplicano le voci che il governo possa imporre la legge marziale e altre forme più dure di repressione per far cessare ogni forma di protesta.
Intanto gli arrivi turistici in città, secondo l’ente del turismo, sono diminuiti a 5,2 milioni a luglio, con un -4,8% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Gli arrivi di visitatori dall'entroterra cinese sono diminuiti del 5,5% su base annua, fino a circa 4,16 milioni.

Le statistiche hanno anche evidenziato che gli arrivi di visitatori dai mercati a corto raggio come Singapore e la Repubblica di Corea, così come dai mercati a lungo raggio come gli Stati Uniti e il Canada, sono tutti diminuiti a luglio. Al 28 agosto, oltre 30 Paesi, compresa la Farnesina, hanno pubblicato avvertimenti per invitare i turisti a prestare molta attenzione durante il soggiorno e di evitare assembramenti, monitorare lo stato dei voli e dei servizi pubblici, nonché la situazione in generale, attraverso i media locali e in caso di emergenza contattare il numero di reperibilità del Consolato Generale d'Italia ad Hong Kong.

Il governo critico con le dichiarazioni della Mogherini

L'Ufficio del Commissario del Ministero degli Esteri cinese nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong ha espresso oggi forte disapprovazione e la ferma opposizione della Cina nei confronti della “flagrante ingerenza” degli affari interni della Cina. La polizia ha spiegato chiaramente i recenti arresti, che sono solidamente fondati, coerenti con la legge e indiscutibili. Il portavoce afferma che: “distorcendo la verità ed esprimendo le cosiddette preoccupazioni, un alto esponente dell'UE ha cercato di ostacolare i normali sforzi della polizia di Hong Kong per far rispettare la legge e lo stato di diritto. Ha dimostrato parzialità e ha tollerato la violenza illegale e si è immischiata grossolanamente negli affari di Hong Kong”. Il portavoce ha aggiunto: “Ci chiediamo se questi politici smetteranno di preoccuparsi solo se ai trasgressori saranno autorizzati a fare a modo loro e a continuare a rovinare Hong Kong impunemente”. Le osservazioni sono indirizzate alle recenti affermazioni dell'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, secondo cui “gli sviluppi a Hong Kong, specialmente in queste ultime ore, sono estremamente preoccupanti”.


Scontri a Hong Kong tra polizia e manifestanti

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