dopo le proteste

Hong Kong, il fronte democratico stravince le elezioni. Affluenza boom

I candidati democratici hanno conquistato quasi il 90% dei seggi. L'affluenza è stata del 71,2%. Ascolteremo «certamente con umiltà le opinioni dei cittadini», assicura la governatrice Lam. «Hong Kong è parte integrante della Cina, a prescindere dal risultato elettorale», commenta il governo di Pechino


default onloading pic
Dalle proteste alle urne: un gruppo di candidati ai 18 consigli distrettuali fa campagna elettorale

2' di lettura

Hong Kong fa sentire forte e chiara la sua voce alle autorità cinesi. Nelle elezioni distrettuali svoltesi domenica, i candidati anti-governativi (e pro-democrazia) hanno conquistato quasi il 90% dei seggi, 396 sui 452 in palio, assestando un duro colpo alla governatrice Carrie Lam e al governo centrale di Pechino. Mentre è in ballo ancora l’assegnazione di due seggi, riportano i media locali, il fronte pro-establishment ha perso più di 240 seggi rispetto alla tornata elettorale del 2015.

Un segnale chiaro di quanto queste elezioni siano state sentite dalla popolazione locale viene dal dato dell’affluenza, che ha registrato un vero e proprio boom: oltre il 71% degli aventi diritto, con 2,94 milioni di votanti, il doppio degli 1,47 milioni della tornata elettorale del 2015, chiusa con l'affluenza del 47 per cento.

Il governo di Hong Kong ascolterà «certamente con umiltà le opinioni dei cittadini e rifletterà su di loro con serietà», è l'impegno della governatrice Carrie Lam affidato a una nota, nel primo commento dopo la pesantissima sconfitta alle elezioni distrettuali. Il governo, ha assicurato Lam, «rispetterà il risultato del voto».

Dopo quasi sei mesi di proteste antigovernative, spesso violente, di saccheggi, di paralisi dei trasporti e assedi all’università, di duri confronti con le forze di polizia, il voto è stato da tutti letto come un referendum sul governo della chief executive di Hong Kong, e sulla sua gestione della crisi, anche perché i consigli distrettuali eletti domenica sono il gradino più basso dell’amministrazione cittadina, con scarsi poteri reali per i consiglieri che ne fanno parte, consulenti del governo sulle attività e sui problemi sociali dei singoli quartieri, controllori dei budget locali.

La Lam ha riconosciuto che il risultato del voto ha alimentato le discussioni sul fatto che «i cittadini sono insoddisfatti per l’attuale situazione sociale e i problemi ben sedimentati», senza però fornire ulteriori dettagli.

Il movimento anti-governativo è partito a giugno in risposta alla contestatissima legge sulle estradizioni in Cina, puntando poi a sollecitare il varo di riforme democratiche. Il governo di Hong Kong ha accettato di ritirare la legge, ma troppo tardi però per soddisfare i dimostranti che ormai avevano alzato la portata delle richieste - un sistema realmente democratico - e la sfida alla leadership cinese. Che ribadisce l’impegno a rispettare il principio con cui nel 1997 la Gran Bretagna aveva riportato l’ex colonia sotto il dominio cinese, in base alla formula “un Paese, due sistemi”. Il presidente Xi Jinping, tuttavia, ha lasciato capire nei giorni scorsi di non essere disposto a tollerare di veder mettere a rischio la stabilità.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...