ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa ex colonia britannica

Hong Kong si prepara alla riforma elettorale e condanna otto attivisti

Primi effetti della National security law, colpiti Jimmy Lai e il veterano Martin Lee. Bozza di Carrie Lam per la nuova legge elettorale

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Prime condanne per le proteste antigovernative del 2019 a Hong Kong. Nove sostenitori della democrazia sono stati condannati per aver organizzato e partecipato a un’assemblea illegale durante le proteste di massa che hanno sconvolto l’ex colonia britannica. Sono i primi effetti della National security law che prevede pene molto severe per chi mette in pericolo la sicurezza nazionale. Tra gli attivisti ci sono il magnate dei media e fondatore del tabloid Apple Daily, Jimmy Lai, e l’82enne Martin Lee, un veterano del movimento per la democrazia della città.

La tabella di marcia

Le condanne arrivano mentre Hong Kong cerca di dare attuazione alla riforma della legge elettorale varata dal Congresso nazionale del popolo l’11 marzo scorso.

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Il governo guidato da Carrie Lam, che cerca di risollevare le sorti dell’economia locale gravemente compromesse, presenterà una bozza di piano per la revisione del sistema elettorale della Regione amministrativa speciale entro metà aprile, da rivedere e approvare entro maggio.

Se il programma procede come previsto, le elezioni si terranno a settembre e i nuovi componenti del Consiglio legislativo si riuniranno a dicembre. Le elezioni del capo dell’esecutivo si terranno nel marzo del prossimo anno. Elezioni già slittate rispetto ai termini naturali a causa della pandemia, almeno formalmente.

Il mandato di Carrie Lam scadrà nel giugno 2022 con la possibilità per lei di poter beneficiare di un secondo mandato. La svolta elettorale è destinata a pesare su Hong Kong, in abbinata con la National security law.

Si tratta di due provvedimenti particolarmente importanti, in grado di ridisegnare le relazioni tra Hong Kong e Mainland China nel prossimo futuro.

Le condanne e la Security Law

Il gruppo di attivisti è stato condannato per il coinvolgimento in una protesta del 18 agosto 2019. Secondo gli organizzatori 1,7 milioni di persone hanno marciato proprio quel giorno per protestare contro la proposta di legge che avrebbe consentito l'estradizione di sospetti criminali sulla terraferma (in pratica, un anticipo della national security law che sarebbe stata approvata qualche mese dopo).

Pechino ha usato la linea dura contro ci ha protestato contro gli effetti della Security Law. Di fatto, prendere parte ad assemblee non autorizzate, può avere come conseguenza una condanna fino a oltre 10 anni di prigione.

In realtà è dal 2014, data di inizio della rivoluzione degli ombrelli, che l’ex protettorato britannico è teatro di continue manifestazioni e proteste contro il tentativo di Pechino di accelerare i tempi del reale passaggio di Hong Kong alla Cina e al suo sistema.

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