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Hong Kong, tutte le ripercussioni finanziarie della protesta anti-Cina

Dal primo maggio, in coincidenza con l’inizio delle proteste, l’indice ha perso oltre il 12,6% contro il -3,36% fatto registrare dall’indice mondiale Msci World. Male anche il fronte Ipo dopo la cancellazione della maxi-operazione Budweiser

di Andrea Franceschi


Hong Kong sciopera e la leader avverte, fase pericolosa

3' di lettura

In questi giorni sta tenendo banco sui mercati la partita tra Stati Uniti e Cina sul commercio. Ma c’è anche un’altra vicenda che sta diventando sempre più incandescente ed è quella che riguarda le tensioni a Hong Kong tra manifestanti, autorità locali e governo cinese sulla controversa proposta di legge sull’estradizione (ora sospesa).

La protesta nell’ex protettorato britannico (dal 1997 tornato parzialmente sotto controllo cinese seppur con varie garanzie) sta andando avanti ormai da più di tre mesi. I manifestanti continuano a scendere in piazza anche dopo la decisione delle autorità locali di sospendere il provvedimento sull’estradizione e da battaglia contro un singolo disegno di legge si è trasformata in un più ampio movimento di protesta contro le autorità locali e i loro referenti in Cina.

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Pechino - tramite un portavoce dell'ufficio del governo centrale cinese nell'ex colonia britannica - ha messo oggi in guardia manifestanti dallo «scherzare con il fuoco» arrivando a ipotizzare la presenza di «registi anti-cinesi» dietro le quinte delle violenze avvenute in città. Nelle scorse settimane il ministro cinese della difesa aveva ammonito circa la possibilità legale che l’esercito dalla Repubblica Popolare potesse intervenire per sedare le proteste.

Hong Kong, gli scontri in diretta

La situazione insomma è carica di tensione. Ma quali e quante ripercussioni sta avendo questa prolungata fase di scontro su una delle maggiori piazze finanziarie al mondo quale appunto la Borsa di Hong Kong? I numeri parlano chiaro e dimostrano che un’effetto c’è ed è stato piuttosto serio. E lo si è visto sia sull’andamento dell’indice di Borsa sia sul numero di nuove quotazioni che si sono registrate nell’isola che, con oltre 2200 società per una capitalizzazione complessiva di 5138 miliardi di dollari, è la quarta piazza finanziaria al mondo dopo il Nyse e il Nasdaq di Wall Street e la Borsa di Tokyo.

L’indice Hang Seng che fino a maggio di quest’anno faceva registrare forti rialzi in scia al mercato azionario mondiale ha iniziato a sottoperformare da maggio in poi. Esattamente in coincidenza con l’escalation delle proteste. Dal primo maggio in poi l’indice ha perso oltre il 12,6% contro il -3,36% fatto registrare dall’indice mondiale Msci World.

TUTTI GLI INDICI DELLE PIAZZE ASIATICHE

L’Hang Seng oggi vale circa l’1% in più rispetto ai livelli di inizio anno mentre il mercato azionario globale, nonostante la volatilità degli ultimi giorni, continua a mantenere un rialzo di oltre l’11% da inizio anno. Hong Kong sta sottoperformando anche rispetto alle altre piazze asiatiche che in media stanno registrando un rialzo del 7% da inizio anno.

Sul fronte delle Ipo poi i numeri sono molto negativi. La piazza di Hong Kong in questi anni si è conquistata la nomea di “Ipo King” grazie alla sua capacità di attrarre grendi aziende, soprattutto tecnologiche, che l’hanno scelta come piazza preferenziale per quotarsi. Con operazioni per oltre 30 miliardi di dollari la Borsa di Hong Kong è stata l’anno scorso la migliore su questo fronte. Ma quest’anno non pare andare altrettanto bene. S&P Market Intelligence finora ha censito appena 76 operazioni per 8,6 miliardi di controvalore collocato. Di questo passo il 2019 rischia di essere la peggior annata dal 2012.

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Se le cose non stanno andando troppo bene in termini di Ipo è anche perché alcune grosse operazioni sono state cancellate proprio in ragione dell’incertezza alimentata dalle proteste. Quella più importante doveva essere messa a punto dal colosso della birra Anheuser-Busch InBev che aveva pianificato di collocare una quota di minoranza di Budweiser Brewing Company APAC (società controllata a cui fa riferimento il business asiatico della multinazionale) alla Borsa di Hong Kong. Un’operazione che, per l’ammontare collocato (9,8 miliardi di dollari), prometteva di essere la maggior Ipo dell’anno. Tutto rimandato a data da destinarsi.

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    Andrea Franceschiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Mercati, finanza, bond, azioni. obbligazioni, titoli di stato, banche, borsa, politica monetaria, Bce, Fed, tassi

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