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Horizon Forbidden West è spettacolare. Gli open world non sono più tutti uguali

Il nuovo titolo di Guerilla Games non è il solito sequel, è l’open world che Playstation aspettava. Complesso all’inizio ma alla fine vi sorprenderà

di Luca Tremolada

Horizon Forbidden West - Cinematic Trailer

2' di lettura

Aloy non è il massimo dell’empatia, è impegnata e serissima, tanto coraggiosa quanto fricchettona, un eroina che tiene un po’ le distanze. Ed è forse l’unico anello debole del nuovo gioco di Guerrilla Games che per sorprende sopratutto a livello tecnico. Horizon Forbidden West (esclusiva Ps4 e Ps5) non è solo un sequel, è l’open world che Playstation aspettava. Un gioco spettacolare, vivo e profondo che finalmente mostra le potenzialità di Ps5.

La storia finora

Siamo intorno all’anno 3000, negli Stati Uniti, o in quello che rimane. Un cataclisma ha riportato l’umanità in un tempo sospeso, selvaggio, popolato di animali-robot dall’aspetto di dinosauri violenti e spietati. La specie dominante sono le Macchine che sfuggite al controllo dell’uomo hanno consumato la biomassa fermando l’orologio dell’evoluzione. La popolazione è regredita e si è divisa in fazioni tribali, Aloy è una guerriera, emarginata fin dalla nascita, che scopre di essere un clone della dottoressa Elisabet Sobeck, una scienziata vissuta nel Mondo Antico, a capo di Zero Dawn un progetto finalizzato a spegnere le macchine e riportare la vita sulla Terra. In questa nuova avventura sarà chiamata a salvare il mondo ancora una volta questa volta però da una piaga inarrestabile che sta trasformando le macchine in un pericolo globale.

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La complessità dell’Ovest Proibito

Horizon Zero Dawn è solo il punto di partenza. Il nuovo capitolo mostra miglioramenti in tutti i suoi aspetti. Non è una esperienza semplice, va sottolineato: la trama per quanto lineare mette il giocatore di fronte a una complessità nella comprensione del mondo di gioco che troviamo solo negli Assassin’s Creed più ispirati. Preparatevi quindi a fermarvi durante il gioco per “collegare i “puntini”, ne vale la pena. Ma non tutti i giocatori gradiranno.

Grafica, animazioni e luci

Parliamo della grafica: Aloy è credibile ed espressiva e non solo lei. Anche i personaggi che sembrano più ancillari rispetto al racconto sono più curati rispetto a quanto siamo stati abituati finora. Resterete a bocca aperta per la bellezza degli scontri con le macchine, sopratutto quelle più grandi, dalla natura stupefacente dell’Ovest Proibitoche rendono questo titolo unico nel suo genere. Il consiglio è quello di andare fino in fondo perché Horizon Forbidden West migliora di ora in ora.

Cosa ci è piaciuto.

La missioni secondarie come per Cyberpunk 2077 sono occasioni per approfondire la personalità di Aloy e rivelare frammenti di una società più ricca di quello che possiamo aspettarci. La cura che Guerilla Games ha mostrato nella progettazione di questo universo narrativo è davvero impressionante. Lasci il pad e vorresti approdondire gli aspetti culturale delle tribù incontrate. E scoprire cose c’è più a ovest del “Forbidden West”.

Cosa non ci è piaciuto.

Il lavoro tecnico sulle animazioni di tutti i personaggi di Horizon è impressionante. Aloy è imperfetta e naturale, le sue espressioni rivelano sfumatore che non troviamo spesso nella storia del videogioco. Proprio per questo ci saremmo aspettati una psicologia più profonda o quantomeno una personalità meno stereotipata. Aloy rivela di più dalle sue espressione che dai suoi dialoghi. E non sembra per una scelta stilistica.

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