in fuga dal regime

Hostages, il sogno imperfetto della libertà

di Nicola Barone

2' di lettura

«Cosa vi mancava qui?». In questa domanda, nel dolore sordo che avvolge Nino (Daredjan Kharshiladze) sta la misura della rassegnazione, della remissività, dell'adattamento allo stato ineluttabile del presente. Nino e tutti quelli della sua generazione devono pur aver sperato in qualcosa di meglio o anche solo di diverso, anni addietro. Ma ormai l'andare dell'età rende insostenibile il peso di chiedersi (e comprendere) cosa abbia infiammato le menti dei propri figli divenuti complici in un disegno strampalato di fuga.

I “ragazzi dell'aereo” nella memoria collettiva
Ha per base fatti realmente avvenuti Hostages di Rezo Gigineishvili. Georgia, 1983, piena influenza sovietica. Il racconto segue passo passo la preparazione del dirottamento di un volo regionale da parte di un gruppo di giovani che, allo scopo di sfuggire al regime oppressivo, tentano l'impresa alla volta del confine turco. Nika (Irakli Kvirikadze) e Anna (Tina Dalakishvili) si amano. E sono le ore successive al matrimonio a offrirsi come occasione ideale per realizzare il rischioso progetto, approfittando dall'inevitabile caos emotivo dei festeggiamenti in puro stile locale. Insieme, coloro che passeranno alla memoria collettiva del Paese come i “ragazzi dell'aereo” non mostrano cedimenti, mai. Scappare malgrado le loro vite materiali non siano poi così male agli occhi della gente. Studiano da artisti, attori, medici. Appartengono a tutti gli effetti all'élite georgiana con genitori influenti, ben inseriti nella nomenclatura al potere. Perciò come può Nino darsi pace e, assieme a lei, il sentire comune («Cosa vi mancava qui?») davanti agli esiti imprevisti del piano?

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Una possibilità dimenticata
Di certo i giovani non sono vittime inconsapevoli dell'indottrinamento di un cattivo maestro spirituale incontrato sulla strada come potrebbe credersi. E contano fino a un certo punto le sigarette americane e i dischi dei Beatles che circolano di nascosto. In realtà i “ragazzi dell'aereo” non sanno bene cosa si nasconda oltre quel confine. Del resto nemmeno lo sapevano padri e madri che, interpellati dai figli su quella possibilità dimenticata, rimangono muti, impietriti. Solo che una volta anch'essi hanno sperato. Prima che il tempo spegnesse per sempre in loro il sogno imperfetto della libertà.

Flavia Parnasi (Merlino): distribuire è stata quasi una necessità
A distribuire il film è la Merlino, società fondata da Flavia Parnasi e Vincenzo Palladino. «Passare dalla produzione alla distribuzione cinematografica è stata quasi una necessità. Ho voluto liberarmi dalla frustrazione che vivono i produttori con i loro film», ha detto Parnasi presentando il catalogo per la prossima stagione cinematografica. Distribuire «è un'impresa culturale che affronta con maggiore attenzione gli interessi e i gusti degli spettatori e sono certa che sarà un'esperienza utile alla mia formazione di produttrice».

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