ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil business dell’ospitalità

Hotel, boom degli investimenti: 2,3 miliardi a giugno (+310%)

di Paola Dezza


default onloading pic
Villa San Michele del gruppo Belmond, nei pressi di Firenze. La facciata, attribuita a Michelangelo, è circondata da giardini terrazzati

3' di lettura

Emiri e sultani mediorientali si mischiano oggi ai fondi internazionali, molti di matrice anglosassone, e a gruppi del lusso nella ricerca di hotel da acquistare in Italia.

Il segnale lanciato a fine 2018 con l’acquisizione del gruppo Belmond da parte del colosso francese Lvmh è stato inequivocabile: caccia aperta alle strutture di ospitalità di altagamma. E i numeri di questo primo semestre dell’anno non deludono. I volumi degli investimenti complessivi nell’hôtellerie del nostro Paese da gennaio a giugno segnano un record a quota 2,3 miliardi di euro, in crescita del 310% rispetto al fiacco primo semestre del 2018. «Con 32 transazioni per circa 6mila camere» sottolineano da EY, il cui team ha appena pubblicato un report sul settore evidenziando che quest’anno il 67% dei capitali è di matrice americana ed europea.

Sui volumi pesa anche la transazione relativa all’acquisizione da parte del fondo americano Oaktree di 16 strutture di Castello Sgr, tra cui alcuni resort di lusso come Fonteverde, Bagni di Pisa e Chia Laguna.

Solo negli ultimi giorni è stata definita la vendita, nota già da maggio, del Capri Palace, iconico albergo di Anacapri che il gruppo turco Dogus, in fase di ristrutturazione del debito, ha ceduto a un fondo di Dubai per una cifra che si aggira, secondo le indiscrezioni di mercato, sui 105 milioni di euro. Valore che secondo gli esperti di EY segnerebbe il record di 1,5 milioni di euro a camera.

E potrebbe cambiare proprietario entro la fine dell’anno anche l’hotel Bauer di Venezia. Il fondo Elliott, che a fine giugno è salito al 100% di Bauer Spa (affiancato dal gruppo finanziario londinese Blue Skye) avrebbe ricevuto, infatti, un’offerta per la parte alberghiera che si trova sull’isola della Giudecca, composta da tre strutture. Un’offerta che sarebbe pronto ad accettare. A questo punto Elliott avrebbe deciso di sondare il mercato per cedere anche Bauer Palazzo affacciato su Canal Grande in Venezia città. Ci sarebbero quindi in corso trattative preliminari con due fondi internazionali, qualcuno suppone di matrice anglosassone. Elliott, secondo indiscrezioni, vorrebbe ricavare circa 300 milioni da questa seconda vendita. Valore al quale l’acquirente deve però aggiungere investimenti per almeno cento milioni di euro.

«Il 38% degli investimenti recenti riguarda destinazioni di vacanza - fanno sapere da EY -, tra cui il Capri Palace (69 camere) e gli hotel di Taormina Mazzarò Sea Palace e Atlantis Bay (171 camere)».

Anche secondo JLL questo sarà un anno record per il segmento dell’ospitalità. Va però segnalato che nei volumi JLL inserisce solo il lusso e prevede per fine anno investimenti a quota 2,5 miliardi di euro.

Come si è evoluta nel tempo la provenienza geografica degli investitori? «Dal 2010 i soggetti in arrivo dal Middle East hanno contribuito al mercato con volumi pari a 1,6 miliardi di euro - dicono da JLL -. La componente degli investimenti domestici si è, invece, costantemente ridotta con una media del 30% del totale delle transazioni negli ultimi dieci anni». Il Paese è diventato quindi sempre più appetibile per i grandi investitori, che cercano oggi portafogli (merce rara sul mercato), con trophy asset posizionati in località chiave o destinazioni business. In questo contesto sono attivi soggetti americani e asiatici, con un’ottica però più speculativa.

A fare la parte del leone come destinazioni ambite sono sempre le quattro città di Roma, Milano, Venezia e Firenze.

Roma in particolare attira sempre più investimenti. Nei primi sei mesi del 2019 qui sono arrivati 220 milioni di euro (500 milioni nel 2018). Molti gli edifici che sono stati acquisiti per essere trasformati in hotel. In corso al momento c’è la gara per l’ex sede storica di Bnl in zona via Veneto. Il gruppo bancario ha già scelto Raffles (del gruppo Accor) per la gestione alberghiera e punta a una valorizzazione dell’immobile intorno ai 200-250 milioni di euro. Sempre in zona Kryalos per conto dell’investitore Kingstreet ha acquistato due palazzi che diventeranno un hotel a marchio W (Marriott), mentre di recente Orion ha comperato un palazzo di via del Corso dei Benetton destinato a diventare un hotel di lusso.

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...