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Hotel, investimenti in Italia per 1,5 miliardi nel 2021. Mandarin approda a Roma

Le prospettive per il settore sono positive, anche se si data la piena ripresa al 2024

di Paola Dezza

Gargnano (lago di Garda). Panorama dell’hotel Lefay appena acquistato da Cdpi Sgr per 59 milioni di euro

3' di lettura

Antiche ville immerse nella natura, resort in riva al lago, ma anche hotel in città da valorizzare e rilanciare. Sono le prede ambite nella caccia alle opportunità di investimento nel mondo dell’ospitalità italiana.

Si è tornati a viaggiare per lavoro o per piacere, si valutano viaggi per il prossimo anno e per la prossima estate. Con i limiti e le regole che il Covid ci ha imposto. E la débâcle del mondo dell’hôtellerie, che agli esordi della pandemia ha dovuto chiudere i battenti senza sapere quando riaprire, con i problemi finanziari che ne sono conseguiti, sembra arginabile. Le prospettive sono positive, anche se si data la piena ripresa al 2024. Intanto gli operatori, investitori e catene di gestione, si posizionano. La pressione sui valori, dati in un primo momento in forte calo, riguarda strutture piccole e non di pregio.

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«Il 2021 dovrebbe chiudere con investimenti a circa 1,5 miliardi di euro – racconta Claudia Bisignani, head of JLL Italy, hotel & hospitality –. Un ottimo risultato, superiore alla media degli ultimi dieci anni, che è pari a circa un miliardo. Sono state realizzate oltre 20 transazioni nell’arco dell’anno, tutte relative a strutture 4-5 stelle».

L’indiscrezione più rilevante degli ultimi giorni riguarda l’apertura di Mandarin Oriental (di proprietà di Jardine Matheson Group) a Roma, terza location dopo Milano e il lago di Como. La struttura scelta potrebbe essere quella dei Villini Sallustiani che Merope ha acquistato qualche mese fa da Colony Capital. Dieci villini, in un parco secolare, che rappresentano uno dei principali trophy asset della Capitale. L’acquisto di Merope vale cento milioni, oltre a 80 milioni per la ristrutturazione. Negli ultimi giorni è stato firmato il passaggio della società Bluserena al gruppo spagnolo Azora, si dice per 280 milioni di euro. Bluserena gestisce 13 hotel, di cui otto di proprietà, in Sardegna, Sicilia, Puglia, Abruzzo, Piemonte e Calabria. Azora ha un programma di investimenti di 30 milioni per rinnovare gli hotel. Tra i resort negli ultimi mesi sono passati di mano anche Il Cristallo di Cortina, oggi del fondo inglese Attestor, ma si è chiusa anche l’acquisizione del Lefay resort della famiglia Leali da parte di Cdpi Sgr nell’ambito del Fondo nazionale del turismo (operazione anticipata da Il Sole 24 Ore a giugno 2021, Ndr) per 59 milioni. In città si sta definendo la vendita del Four point by Sheraton di Milano, che sarà acquistato da Oaktree, già proprietario degli alberghi Italian hospitality collection.

«L’appeal delle principali città rimane elevato – dice Bisignani –, ma sale l’interesse per i resort, storicamente percepiti come investimenti più rischiosi e oggi invece attenzionati dai principali investitori di settore, anche in considerazione della più veloce crescita dei flussi vacanzieri attesa nel mercato. In generale i capitali fanno rotta soprattutto su opportunità added value legate a riposizionamento e rebranding». Alla ripresa fa da contraltare la situazione di molte famiglie proprietarie, che per via dei mesi di chiusura avranno davanti anni complessi e in diversi casi sono costrette a valutare la dismissione.

Ci sono anche progetti che nascono dalla riconversione di uffici o residenziale, come quello di Milano che vede Hines protagonista. Il colosso Usa ha acquistato a giugno gli uffici che sono stati di Versace e aprirà nel 2024 un hotel gestito da JK Place.

Sempre in tema di resort il Britannia sul lago di Como è diventato di Bain Capital e Omnam Group. L’hotel, 285 camere, sarà riqualificato per trasformarlo in un 5 stelle. Secondo voci la proprietà sta discutendo con tre brand, tra cui Edition di Marriott e The One group, per la gestione.

Al sud l’attesa è per Four Seasons in Puglia, vicino a Ostuni. Un arrivo che renderà la regione ancora più ambita.

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  • Paola DezzaCaposervizio Responsabile Real Estate

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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