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Hotel a Loano, prenotazioni estive al 90%: «Abbiamo perso tutto»

Riportiamo la testimonianza del titolare dell’impresa turistica di Loano, Casa Marina, Francesco Marchesin. L’imprenditore ha scritto a sosliquidita@ilsole24ore.com

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Riportiamo la testimonianza del titolare dell’impresa turistica di Loano, Casa Marina, Francesco Marchesin. L’imprenditore ha scritto a sosliquidita@ilsole24ore.com


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Non si fermano le richieste di aiuto che giungono alla mail sosliquidita@ilsole24ore.com. Chiarificazioni sulle procedure del decreto liquidità ma anche testimonianze di imprenditori che si trovano a fronteggiare una crisi epocale. Riportiamo la testimonianza del titolare dell’impresa turistica di Loano, Casa Marina, Francesco Marchesin.

«La nostra impresa - racconta Marchesin - fattura in media oltre 1,5 milioni. In estate riusciamo a dare lavoro a una trentina di persone ma attualmente abbiamo 15 dipendenti in cassa integrazione. L'estate era già prenotata per il 90%: con il coronavirus abbiamo perso quasi tutto».

L’imprenditore prosegue: «Due anni fa, ho fatto un investimento per l'acquisto di una attività. Sfortunatamente ora non ho tanta liquidità: devo pagare gli affitti, le utenze, una parte del personale. Nessun aiuto a fondo perduto. Il turismo, risorsa importante, è stato escluso anche dal credito d'imposta sugli affitti. Quello di cui possiamo godere è uno spostamento, non diminuzione, a fine giugno del pagamento delle imposte e contributi. Chi potrà pagarli? L'unico aiuto che danno è il debito, sotto forma di finanziamento. Ma non arriva neppure quello».

Il titolare di Casa Marina dice di volere aprire l’attività per l’estate, seguendo le indicazioni dell'OMS. «Io ho avuto paura - afferma -, ora cerco di avere un po' di coraggio, da solo sarà difficile, se non arriveranno presto delle misure di sostegno. Quando si lavorava, si percepivano le difficoltà burocratiche, la macchinosità dei procedimenti, la lentezza delle decisoni, l'inequità di tante leggi e decreti. Ora mi rendo conto che non è più tollerabile: la burocrazia rischia di essere pesante, opprimente, soffocante. Come il virus».

Per i dipendenti che chiedono un anticipo alla banca della cassa integrazione FIS si devono presentare 10 pagine - racconta a ancora l’imprenditore -. E aggiunge: «Per i finanziamenti previsti dal decreto, le banche non hanno informazioni precise e concrete per attivarli. Richiesta di un piccolo finanziamento, direttamente alla banca, 30.000 euro. La richiesta è stata inoltrata il 13 marzo: il 10 aprile è arrivata nel conto, 29 giorni dopo. Spero che la nostra associazione di categoria, insieme alle altre associazioni, ci possa indicare una strada per uscire, prima che sia troppo tardi».

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