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Hotel di lusso: sfida per Belmond Dopo Lvmh muovono Qatar e fondi

di Paola Dezza


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Hotel Cipriani a Venezia del gruppo Belmond

4' di lettura

L’interesse per gli alberghi italiani infiamma la battaglia tra i grandi gruppi internazionali. L’acquisizione, annunciata ieri, del marchio dell’ospitalità di lusso Belmond da parte del colosso francese Lvmh potrebbe essere destinata a non finire qui.

Il gruppo Belmond passerà dunque ai francesi, che con una mossa a sorpresa hanno spiazzato concorrenti del calibro di Blackstone, KSL Capital Partners e fondi sovrani mediorientali e asiatici anch’essi interessati a mettere le mani sul brand dell’ospitalità di lusso specializzato in hotel e viaggi (via treno e nave) di altissima gamma. Ma secondo voci di mercato non si potrebbe escludere del tutto un eventuale rilancio da parte di altri pretendenti. Ad attirare l’interesse è soprattutto il portafoglio italiano, composto da sette strutture “iconiche” situate in alcune delle più belle location della penisola.

D’altronde il business alberghiero in Italia fa gola a molti, come hanno dimostrato in passato le diverse acquisizioni di hotel di pregio da parte di gruppi internazionali. Negli anni il Principe di Savoia a Milano è stato acquistato dal sultano del Brunei e oggi è parte della catena Dorchester, St. Regis e The Westin Excelsior sono passati da Starwood a Nozul Hotels & Resorts (già proprietaria del Gritti Palace a Venezia), gli hotel della Costa Smeralda, il Four Seasons di Firenze e il Gallia di Milano sono finiti nella cassaforte del fondo sovrano del Qatar e più di recente gli americani di Varde hanno acquistato gli asset del gruppo Boscolo. Soggetti del Qatar peraltro si erano mostrati interessati in passato proprio ai due hotel di Taormina di proprietà di Belmond.

L’operazione valorizza il gruppo alberghiero quotato alla Borsa di New York per 3,2 miliardi di dollari. L’offerta preliminare è stata formalizzata al valore di 25 dollari per azione (2,6 miliardi di equity), con un premio di sette dollari (+40%) sul prezzo che il titolo ha registrato alla chiusura di giovedì 13 dicembre. Nelle scorse settimane l’imprenditore Giuseppe Statuto ha acquistato circa il 5% del gruppo sul mercato.

L’Italia rappresenta una fetta importante del portafoglio in termini di valore. Delle 36 strutture alberghiere, le sette italiane da sole generano circa 40 milioni di euro di Ebidta (su un totale di 140 milioni).

Tra gli immobili di pregio nel nostro Paese ci sono il Cipriani di Venezia, dove si danno ogni anno appuntamento i divi internazionali acclamati alla mostra del cinema, Villa San Michele di Fiesole, in origine un monastero, l’hotel Splendido di Portofino dove si innamorarono Elisabeth Taylor e Richard Burton. A questi si aggiungono il Caruso di Ravello, gli hotel Timeo e Villa Sant’Andrea a Taormina e ultimo arrivato nel portafoglio il Castello di Casole in Toscana, che fu di Luchino Visconti e che è stato acquisito all’inizio del 2018 per circa 40 milioni di euro.

Il portafoglio di Belmond, che nell’esercizio chiuso al 30 settembre ha realizzato ricavi di 572 milioni di dollari , è composto anche da attività quali treni (tra i quali il Venice-Simplon Orient Express, che propone viaggi “retro” extra lusso da Venezia a Londra, ma altri itinerari includono destinazioni come Budapest, Istanbul, Praga, Vienna e Stoccolma) e crociere fluviali in Europa e Asia. Gli hotel più noti nel mondo sono Copacabana Palace a Rio de Janeiro, Le Manoir aux Quat’Saisons nell’Oxfordshire, Grand Hotel Europe a San Pietroburgo e Cap Juluca nell’isola caraibica di Anguilla.

Il valore del portafoglio immobiliare rappresentato dagli hotel si aggira intorno ai 2-2,2 miliardi di dollari, di cui il 50-60% è rappresentato dal valore degli immobili italiani.

Il deal è stato deciso da Lvmh per rafforzarsi nel mondo dell’hotellerie. Lvmh già possiede gli hotel a marchio Bulgari (a Milano, Londra, Bali, Beijing, Dubai e Shanghai) e la catena Cheval Blanc, una collezione di proprietà di lusso da Courchevel (la prima aperta nel 2006) alle Maldive e a Saint-Barthélemy.

Attraverso l’acquisizione i vertici di Lvmh puntano a una collaborazione sempre più stretta tra tutti i brand acquisiti negli anni. «Il futuro del mercato del lusso sarà sempre più orientato alle esperienze e non solo ai prodotti - dicono dal gruppo francese -. Per questo motivo abbiamo colto l’opportunità di partecipare a tale trend attraverso l’acquisizione di un marchio che negli ultimi anni ha raggiunto importanti successi». Non solo. «Belmond è ben diversificato nel mondo - continuano dalla società -. Il nostro obiettivo adesso è incrementare la presenza in Asia e conquistare un maggior numero di clienti asiatici, che possano soggiornare nelle strutture europee e non solo».

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