le misure per il covid-19

Hotel requisibili per la quarantena Mutui sospesi per chi non lavora

Le ultime misure approvate dal Consiglio dei ministri di ieri che incidono sul settore immobiliare

di Laura Cavestri

default onloading pic
(AFP)

Le ultime misure approvate dal Consiglio dei ministri di ieri che incidono sul settore immobiliare


3' di lettura

Alberghi requisibili per farne temporanee “case di cura”, mutui sospesi per i lavoratori in difficoltà ma anche per gli autonomi (a certe condizioni) ed estensione dei voucher per le disdette dei soggiorni turistici.
Nel cosiddett0 decreto “Cura Italia”, approvato ieri dal Consiglio dei ministri, c’è anche un pacchetto di provvedimenti che riguarda il mondo immobiliare.

Hotel requsibili
Se la Protezione civile potrà requisire «presidi sanitari e medico-chirurgici, da soggetti pubblici e privati» per far fronte all’emergenza e alla carenza di letti, le Prefetture, invece, potranno requisire «strutture alberghiere e altri immobili con analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare». In alberghi e strutture ricettive saranno sistemati anche i malati che hanno superato la fase più acuta e che, per ragioni di prudenza, non possono tornare a casa. La requisizione in uso può potrarsi sino al 31 luglio 2020 (salvo proroghe che non possono in ogni caso andare oltre 6 mesi dalla data di presa del bene) e lo Stato corrisponderà una somma di denaro a titolo di indennità di requisizione.

Mutui sospesi
Non solo. Il decreto conferma l’indiscrezione, circolata in questi giorni, di sospensione, per 18 mesi, dei mutui per la prima casa, che potrà essere, innanzitutto, richiesta dai lavoratori dipendenti che si troveranno in difficoltà a causa del coronavirus. Potranno chiederla coloro che saranno messi in cassa integrazione o avranno riduzioni sensibili dell’orario di lavoro e del reddito. Il meccanismo è quello dell’attuale Fondo Gasparrini che prevede la possibilità di sospendere finanziamenti fino a 250mila euro. A differenza, però, delle regole sino ad ora vigenti per il Fondo, non ci saranno limiti di Isee e vi potranno accedere anche i lavoratori autonomi. Ma a condizione di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo tra la data della domanda e quella attuale, un calo del proprio fatturato superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019, come conseguenza della chiusura dell’attività o del suo sensibile ridimensionamento a causa del coronavirus. La misura è finanziata con 500 milioni di euro.

Infine, prevista anche per gli hotel la sospensione dei versamenti contributivi e previdenziali così come estesi i rimborsi con voucher già previsti per viaggi e pacchetti turistici annullati a seguito dell’emergenza Covid-19 vengono estesi anche ai contratti di soggiorno e riguardano pertanto anche alberghi e altre strutture ricettive.

Federalberghi: «Hotel requisiti? Non arriveremo a tanto»
«Non ci sarà nessuna necessità di requisire gli alberghi. Eravamo già pronti a questa eventualità e saremo i primi a fare la nostra parte per supportare l'emergenza sanitaria del Paese mettendoci a disposizione per tutto ciò che rientri nelle nostre possibilità». Così il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ha commentato le disposizioni contenute nel decreto legge che prevede, tra i numerosi punti, la possibilità di requisire strutture alberghiere per ospitare persone in quarantena.
Bocca ricorda che «gli albergatori italiani sono sempre stati vicini alla popolazione e al fianco della protezione civile nelle situazioni di emergenza, ospitando decine di migliaia di persone ogni qualvolta si sono verificati eventi gravi quali terremoti o alluvioni».
«Se si renderà necessario e così sembra – ha concluso Bocca – ci metteremo al lavoro, insieme alle autorità, per individuare soluzioni che consentano di soddisfare le esigenze sanitarie senza turbare il normale svolgimento dell’attività d’impresa». Già in varia località, fa sapere Federalberghi, tra cui a Torino e in Toscana, le organizzazioni territoriali stanno collaborando con le Regioni e le prefetture, per una cernita che riguardi le soluzioni più idonee.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti