il lavoro dei soccorritori

Hotel Rigopiano: 11 sopravvissuti e 5 vittime. Sono 24 i dispersi

di Laura Di Pillo

(REUTERS)

7' di lettura

Sono 11 i sopravvissuti, cinque corpi senza vita recuperati e 24 i dispersi: è questo il bilancio attuale della tragedia dell'hotel Rigopiano. Quattro persone - due donne e due uomini, uno dei quali ferito - sono state estratte vive nella notte dalle rovine dell'hotel e tre dei sopravvissuti sono stati trasportati all’Ospedale di Pescara. I soccorritori continuano a scavare per salvare anche la quinta individuata ieri.

Sale invece a cinque il numero dei morti dopo che dal cumulo di neve e macerie sono stati portati alla luce nella notte i corpi di due donne, non ancora identificate. Un terzo corpo, di un uomo, è stato estratto all’alba.

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Ai due sopravvissuti recuperati all'alba di giovedì si aggiungono i 9 accertati nelle ultime ore: tra questi quattro bambini, estratti dai soccorritori quasi 48 ore dopo il crollo provocato da un fronte di 300 metri di neve. Il primo gruppo di sei sopravvissuti individuati si trovava nella zona dell'hotel con il bar e la sala biliardo: sono salvi hanno spiegato i soccorritori grazie ad una sacca d'ossigeno che si è creata e ai cinque metri di neve che hanno isolato la stanza dalle temperature sotto zero dell'esterno. Proseguono intanto le ricerche dei dispersi che sarebbero 24, secondo la Prefettura di Pescara. Le presenze registrate in questura al momento della valanga, erano di 22 ospiti e 7 dipendenti. A questi dovrebbero aggiungersi altre persone che non erano registrate ma che erano lì e porterebbero il totale a 35.

Hotel Rigopiano: nella notte estratti altri tre superstiti

Le nove persone estratte dai resti dell'hotel e ricoverate a Pescara sono quattro bambini, Gianfilippo e Ludovica Parete, Edoardo Di Carlo, Samuel Di Michelangelo, e cinque adulti, Adriana Vranceanu, Francesca Bronzi, Vincenzo Forti, Giorgia Galassi, Giampaolo Matrone.

Matrone, mia moglie per mano poi niente
Mano nella mano con la moglie, Valentina Cicioni, fino a quando i vigili del fuoco lo hanno salvato. Lo ha raccontato ai suoi soccorritori Giampaolo Matrone
l'ultimo dei superstiti arrivato poco dopo le 8 di sabato all'ospedale di Pescara. «Le stringevo la mano e le parlavo per tenerla sveglia perché volevo che rimanesse sempre vigile. La chiamavo, poi a un certo punto non l'ho sentita più e ho capito che mi stava lasciando». Vicino a lui, Matrone ha raccontato di un'altra
donna che non dava segnali di vita.

Identificata sabato pomeriggio la terza vittima recuperata della tragedia di Rigopiano. Si tratta di Nadia Acconciamessa, mamma del piccolo Edoardo Di Carlo, ricoverato in ospedale, e moglie di Sebastiano Di Carlo, ancora disperso. Lo ha confermato il direttore sanitario dell'ospedale di Pescara, Rossano Di Luzio, durante il bollettino sanitario. In corso il riconoscimento di altre due salme arrivate sabato in ospedale. Tra le vittime, già identificate, trovate la prima notte, Alessandro Giancaterino, capo cameriere del resort, e Gabriele D'Angelo, anch'egli cameriere del Rigopiano.

Rigopiano: medici, «condizioni superstiti buone»
Le condizioni dei superstiti sono state definite “buone” dal direttore sanitario dell'ospedale di Pescara, Rossano Di Luzio. Solo uno è in sala operatoria per un intervento chirurgico al braccio destro. Oltre alle cinque persone arrivate in ospedale ieri, stamani ne sono state ricoverate altre quattro.

Vf, altri segnali da sotto la neve, verifica in corso
«Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie, stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell'albergo che si muovono sotto il peso della neve» ha detto il dirigente dei
vigili del fuoco Alberto Maiolo al centro operativo di Penne (Pescara), in un aggiornamento sulle ricerche dei dispersi .«Vista la situazione, già avere estratto
diverse persone vive è una grossa soddisfazione - ha aggiunto Maiolo - dobbiamo muoverci con molta cautela perché lo stato dei luoghi è pericoloso anche per noi».

Edoardo: noi in un'altra stanza, giocavamo a biliardo

Rigopiano: Samuel, «ciao zio»
«Ciao zio...». Sono le prime parole che Samuel Di Michelangelo, 7 anni, il bambino estratto vivo dalle macerie dell'hotel ha detto allo zio Alessandro, agente della Digos di Chieti, che ieri l'ha scortato con i soccorritori nell'ospedale di Pescara. «Gli ho chiesto vengono mamma e papà?' - racconta l'agente all'ANSA - e lui ha fatto sì con la testa. Ma gli psicologi mi hanno subito bloccato, e spiegato che i bambini sotto choc possono annullare uno spazio temporale nella loro memoria. Il bimbo ha trascorso ha trascorso la notte accanto alla nonna materna, sedato, e sotto la stretta tutela degli psicologi. Il papà Domenico, è ancora disperso con la moglie Marina Serraiocco.

Nella corsa contro il tempo hanno giocato un ruolo chiave anche le sofisticate tecnologie in uso alla Polizia Scientifica: strumentazioni elettroniche che vengono abitualmente utilizzate dalla Polizia per la geolocalizzazione dei cellulari e che sono state posizionate nella mansarda dell'albergo per catturare i segnali provenienti da una lista di undici cellulari forniti dalla squadra mobile di Pescara e appartenenti ai dispersi. Le strumentazioni, nonostante il buio, il freddo e la neve, hanno consentito di individuare il punto preciso in cui scavare, dando una traccia preziosa ai soccorsi.

Inchiesta in corso: i pm a Rigopiano

La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo, sta acquisendo testimonianze e documenti per valutare le responsabilità della tragedia. Sui ritardi nei soccorsi, sull’allerta valanghe non ascoltato. Il procuratore aggiunto di Pescara Cerisina Tedeschini e il sostituto Andrea Papalia stanno raggiungendo l'hotel Rigopiano, accompagnati dai carabinieri forestali, per un sopralluogo. I magistrati hanno aperto un'inchiesta, al momento senza indagati, per i reati di omicidio plurimo colposo e disastro colposo. Ieri erano stati sequestrati alcuni documenti in Provincia e in Prefettura: tra questi il Piano neve dell'ente e i bollettini meteo degli ultimi giorni. Nella stessa giornata era emerso che una turbina della Provincia era fuori uso. Sempre ieri, i magistrati avevano ascoltato diverse persone in qualità di testimoni.

Gentiloni pronto a riferire in Parlamento

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è pronto a riferire in Parlamento sull'emergenza che ha colpito il centro Italia, a causa delle nuove scosse di terremoto e delle forti nevicate. Lo si è appreso in serata da fonti di Palazzo Chigi. Il premier ha dato la disponibilità a intervenire nei tempi e nei modi che decideranno i presidenti di Camera e Senato.

Rischio valanghe 4 su Appennino abruzzese
L'Appennino abruzzese a rischio 4 su 5 (Forte) per caduta valanghe. Lo comunicano la Protezione Civile regionale ed il Comando Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare. «L'ondata di maltempo che ha colpito l'Abruzzo
ha comportato infatti l'accumulo di strati di neve fresca su strati di neve precedentemente compattata e già trasformata. Questa condizione del manto nevoso provoca un aumento della instabilità di pendii montani caratterizzati da accumuli di neve con diversa consistenza, umidità e temperatura .

Ma anche il Centro Funzionale Multirischi della Protezione civile delle Marche raccomanda a Comuni e enti locali di '«prestare la massima attenzione al possibile innesco di fenomeni valanghivi anche di piccole dimensioni non solo nelle aree già conosciute e/o perimetrate nel Piano di assetto idrogeologico, ma anche su tutti i versanti con forti accumuli di neve lungo le scarpate delle reti viarie».

Grandi Rischi, possibili forti scosse in aree vicine
«Ad oggi non ci sono evidenze che sia in esaurimento» la sequenza sismica iniziata con il terremoto dello scorso 24 agosto nell'Appennino Centrale e proseguita poi con altre scosse il 26 ed il 30 ottobre e, da ultimo, il 18
gennaio. Lo ha indicato la Commissione Grandi rischi che si è riunita
ieri mettendo in guardia da possibili nuovi eventi ancora più intensi nelle zone vicine, fino ad una magnitudo 6-7.
La Commissione identifica in particolare tre aree contigue alla faglia principale responsabile della sismicità in corso, che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (M 6-7). Questi segmenti - localizzati rispettivamente sul proseguimento verso Nord e verso Sud della faglia del Monte Vettore-Gorzano e sul sistema di faglie che collega le aree già colpite dagli eventi di L'Aquila del 2009 e di Colfiorito del 1997 - rappresentano «aree sorgente di possibili futuri
terremoti».

Rigopiano: Comune Farindola querela Charlie Hebdo
In riferimento alla vignetta pubblicata dal periodico francese Charlie Hebdo, in cui viene rappresentata la tragedia dell'hotel Rigopiano, il sindacon di Farindola, Ilario Lacchetta, rende noto di aver dato mandato affinché venga predisposta una querela nei confronti della rivista e degli autori della rappresentazione. Quanto deciso, è in linea con la decisione dei mesi scorsi presa a seguito della
tragedia di Amatrice (Rieti).

Terremoto: Cantone, chi accusa vuole le mani libere
Raffale Cantone si dice “esterrefatto” dalle polemiche sui ritardi nella ricostruzione post-terremoto, al punto, sottolinea, da chiedersi «se dietro
certe affermazioni palesemente strumentali non ci sia la voglia di tornare alla politica delle mani libere». Intervistato dal Corriere della Sera, il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione si mostra rammaricato: «Questo è uno strano Paese dove chi oggi invoca il diritto di agire senza vincoli in nome dell'emergenza, domani sarà il primo a indignarsi davanti al primo imprenditore che paga una mazzetta o è colluso con la mafia».

Intanto, chiarisce, “è falso” che la nuova legislazione messa in campo per prevenire gli scandali rallenta gli interventi. «Per il semplice motivo che in tutto ciò che si è fatto dal terremoto a oggi, l'Anac non c'entra niente» spiega. «Stiamo
lavorando alacremente, in continuo contatto con il commissario straordinario, per prevenire problemi quando comincerà la ricostruzione. A cominciare dalle scuole. La Protezione civile, sottolinea, può agire in deroga alle regole, «soprattutto nei primi interventi: se bisogna rimuovere le macerie in fretta non si può aspettare lo svolgimento di una gara. Dopodiché, siccome in passato su queste premesse non tutto è filato sempre liscio, il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio si è mosso con un minimo di cautela; a noi ha chiesto,
come previsto dal codice, un parere su alcuni prezzi, che abbiamo fornito in brevissimo tempo. Ha deciso di darsi comunque delle regole, credo in maniera corretta. E di coinvolgere le Regioni».

Sulle casette, dice, «penso che ci siano difficoltà con le Regioni coinvolte, perché comunque si tratta di strutture che vanno inserite in una realtà che abbia un minimo di urbanizzazione. Bisogna prevedere un piano, progettare infrastrutture, interventi che spettano agli enti locali. Scelte amministrative che hanno i loro tempi. Anche perché ci sono rischi di speculazione». «Sfido chiunque», ripete, «a indicare un solo atto di competenza dell'Anac che abbia provocato un pur minimo ritardo».

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