viaggi e letteratura

Hotel da romanzo: è boom per le camere letterarie amate dagli scrittori

Da Venezia a New Orleans, aumentano le richieste per dormire nelle stanze dove sono nati celebri libri. E i letti arrivano pure in libreria

di Chiara Beghelli


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3' di lettura

Lasciate ogni speranza, voi che sognavate di poter passare la notte di Halloween in una delle stanze d'albergo più terrificanti del globo, la n.217 del The Stanley, fra le montagne del Colorado: è dormendo lì che Stephen King, dopo una notte infestata da incubi, nel 1974 ebbe l'idea per “Shining”, il suo primo bestseller. Lasciate ogni speranza perché la 217 è sempre “sold out”, anche nel pieno dell'estate. Sarà per la densità di storie che a volte da secoli si sviluppano fra le loro mura, per le collocazioni e interior design spettacolari, ma ciò che lega gli scrittori agli alberghi va oltre la mera ispirazione.

La stanza 217 de The Stanley in Colorado

Suggestioni d’America
Truman Capote era talmente innamorato del Monteleone, storico hotel della sua New Orleans che ospitò tutti gli autori del “Southern Gothic,” da Eudora Welty a Tennessee Wiliams, da raccontare di esserci addirittura nato (anche se non era vero); e sempre in un hotel, il Plaza di New York, Capote celebrò il culmine del suo successo con lo stravagante Black & White Ball del 1966. Nello stesso hotel affacciato su Central Park (che nel frattempo la nuova proprietà, la società immobiliare El Ad, sta trasformando in condominio di lusso), Francis Scott Fitzgerald ambientò molti passaggi del Grande Gatsby.

Indirizzi a Londra, Parigi e Ginevra
Anche la vita di Oscar Wilde fu segnata dagli hotel: al Langham di Londra una targa ricorda la cena del 30 agosto 1899, che diventò una data miliare per la letteratura britannica, dal momento che fra una portata e l'altra Wilde e Arthur Conan Doyle presero accordi con l'editore del Lippincott's Magazine per pubblicare il Ritratto di Dorian Gray e Il Segno dei Quattro. Nella stanza n. 16 dell'hotel d'Alsace, a Parigi (oggi L'Hôtel, con interni di Jacques Garcia) Wilde sarebbe poi morto nel 1900.

Anche Jorge Luis Borges avrebbe voluto morire lì, come il suo scrittore preferito, ma disse addio al mondo a Ginevra. E scrivendo e giocando a scacchi sulla terrazza della sua stanza al Fairmont Montreux Palace, affacciata sulle rive del lago svizzero, passò gli ultimi anni della sua vita anche Vladimir Nabokov insieme alla moglie Vera: oggi nel giardino dove lo scrittore amava andare a caccia di farfalle si trova una statua che lo ricorda.

Giro del mondo negli hotel amati dagli scrittori

Giro del mondo negli hotel amati dagli scrittori

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I libri ispirano gli hotel
Tanto stretto e antico è il legame fra letteratura e hotel, e tanti sono i fan che chiedono di soggiornare fra le stesse mura dei loro scrittori preferiti, che oggi alcuni alberghi nascono ab origine come letterari: è il caso del Literary Man Hotel di Obidos, borgo medievale in Portogallo, le cui pareti sono ricoperte da decine di migliaia di libri e che offre un ricco programma di incontri con autori e laboratori di scrittura.

    Ancor più originale l'idea dell'hotel Victoria di Trieste, quattro stelle che oggi occupa il palazzo dove James Joyce visse nei suoi anni friulani: uno sconto del 15% è offerto a chi ha scritto un libro e lo dona alla biblioteca dell'albergo. Ognuno dei dieci piani del Library Hotel di New York piani è dedicato a uno dei macrotemi della classificazione decimale Dewey, per cui al nono si trovano le stanze con libri di Storia e al dodicesimo quelle con tomi sulla Religione.

    La stanza n. 9 dell’hotel Annalena di Firenze, frequentata da Montale

    Dormire in libreria
    Oltre a questi hotel-librerie, si stanno moltiplicando anche le librerie dove poter passare la notte: i primi “Book&Bed” sono spuntati in Giappone nel 2015 e oggi sono cinque, l’ultimo aperto a primavera nel quatiere Shinjuku di Tokyo. E sempre in primavera la formula è arrivata anche in Italia: a Napoli, il secondo piano della Libreria Mooks ospita due suite, intitolate a Sigmund Freud e a Italo Calvino, arredate con oltre 4mila titoli. E una seconda apertura è già prevista sempre a Napoli nel 2020.

    Ci sono poi hotel letterari storici che attendono di tornare al loro splendore, come il De Bains al Lido di Venezia che ispirò Morte a Venezia a Thomas Mann. Stanze e storie per «vagabondi dell'anima», gli ospiti ideali dell' “Hotel a zero stelle” sognato da Tommaso Pincio nel libro omonimo del 2011: «Coloro che ancora gironzolano alla ricerca di sé, senza troppa arte né parte».

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