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Hotel, via ai lavori per il Langham Venice

L’hotel cinque stelle lusso – su progetto di Matteo Thun & Partners – avrà 133 camere, di cui 30 suite. Acquisito da Rio dei Vetrai srl, società di proprietà della Great Eagle Group, nel 2019 per circa 32,5 milioni di euro, la consegna dell’opera è prevista per il I trimestre 2026

di Paola Pierotti

3' di lettura

Matteo Thun & Partners è al lavoro a Venezia per ridare una seconda vita al cinquecentesco Casino Mocenigo, con gli affreschi originali degli studenti di Paolo Veronese, insieme con la riqualificazione degli edifici industriali di una fabbrica del vetro del 20esimo secolo. Siamo sull’isola di Murano, dove nei mesi scorsi il Langham Hospitality Group ha annunciato ufficialmente l’avvio dei lavori della seconda sede in Europa (dopo lo storico hotel di Londra).

Il progetto

Sintesi di architettura rinascimentale e modernità delle fornaci, eredità di un passato tipico veneziano che si sposa con la contemporaneità del design. Con la promessa di 200 posti di lavoro. Matteo Thun & Partners torna a Venezia dopo l’esperienza del JW Marriott Venice Resort & Spa all’isola delle Rose, facendo tesoro della conoscenza della città e declinando in modo innovativo il concetto già proposto del «box in the box, scatola nella scatola – racconta Elisa Vago, partner dello studio Matteo Thun & Partners – che per il Marriott è stato molto accentuato. Qui è stato ripreso e declinato in modo più soft, ad esempio con un sistema di contropareti che abbiamo scelto per dialogare con l'esistente. Molto diverso il tema del giardino (disegnato in collaborazione con lo studio londinese Del Buono Gazerwitz, ndr): all’isola delle Rose gli spazi erano immensi e si è incluso un orto e una piscina, nel grande parco. Qui è tutto condensato, la scala è più piccola e la cura dei giardini è stata massima, lavorando sull’ottimizzazione degli spazi, il tema delle viste e della privacy».

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Thun per il Langham firma l’interior delle sole aree pubbliche, le camere saranno disegnate da Richmond International e il ristorante avrà il design di Martin Brudnizki. Primo Langham per Matteo Thun & Partners che è entrato in pista ereditando un piano di recupero approvato nel 2009 che prevedeva per ogni edificio una scheda di intervento precisa, ma anche un permesso di costruire approvato nel 2012 che è stato però ripresentato ex novo a valle di modifiche sostanziali, ad esempio per le facciate e per la terrazza che ospiterà un caffè accessibile al pubblico (rinunciando ad un volume costruito). Il risultato? Una nuova destinazione per l’ospitalità, un hotel cinque stelle lusso con circa 133 camere, di cui 30 suite.

Rio dei Vetrai srl, società di proprietà della Great Eagle Group, ha acquistato il bene dalla precedente proprietà per una cifra dell'ordine dei 32,5 milioni di euro, nel dicembre del 2019. «La consegna dell'opera è prevista per il primo trimestre del 2026. Alla fase di fondazione attuale – racconta Bob van de Oord, prossimo ceo (dal 1° settembre 2023) e regional vice president of Operations Europe, Middle East and USA di Langham Hospitality Group – seguiranno i lavori in elevazione che patiranno per fine anno, nel 2024 si passerà agli interni».

Gli edifici rinascimentali che si affacciano sulla laguna veneziana, in particolare, verranno completamente ristrutturati per diventare l'ingresso principale del Langham Venice, accogliendo gli ospiti che arriveranno via acqua. Uno spazio di lusso, privato, ma il Casino Mocenigo e i suoi affreschi originali dedicati alla musica, alla poesia e all'amore saranno fruibili dagli ospiti e dal pubblico.

Il cantiere

Come si evince dalla visita esclusiva in cantiere, che Il Sole 24 Ore ha potuto fare, le facciate originali della vecchia fornace, comprese le capriate originali in legno, verranno conservate e restaurate: il team di progettazione dello studio guidato da Matteo Thun, con Buromilan e F&M Ingegneria, ha studiato una soluzione che celebra l’eredità vetraria di Murano, lasciando spazio alla nuova destinazione d'uso. Il cortile privato e centrale, inedito per Venezia, sarà il cuore del resort. «Quando Langham Hospitality ci ha chiesto di applicare la nostra vision a un luxury resort a Murano – ha concluso Elisa Vago – eravamo entusiasti per l’opportunità di restituire gli edifici storici alla loro gloria passata e fornire una destinazione straordinaria per i visitatori curiosi e amanti della cultura in cerca di un'autentica esperienza veneziana». Il dialogo continuo e costruttivo tra la proprietà (che gestirà anche la struttura e che attentamente cura tutte le fasi), il team di progettazione e la soprintendenza, hanno portato al via libera del progetto che entrerà in funzione per la stagione estiva del 2026.

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