«Superior. Interiors»

«How To Spend It», lo speciale dedicato all’arredo e al design

di Nicoletta Polla Mattiot

2' di lettura

Per Emanuele Orsini abitare è sperimentare e mettere radici. Per Alberto Galassi l'ergonomia è il parametro della creatività applicata. Per Rossana Orlandi la sfida è la tecnologia poetica, il progetto vivo che dà emozioni. Per Cristina Celestino lo stile è giock di colore e di proporzioni. Per Laura Antonelli ci sono tanti modi per essere sostenibili e uno è acquistare oggetti che resteranno parte della nostra vita per lunghissimo tempo. Nomi e volti diversi di una creatività del fare che attraversa brand, gallerie, associazioni, cantieri, spazi espositivi. Sono alcuni dei protagonisti di un'edizione speciale: per il secondo anno, How to spend it celebra il suo legame forte con il mondo del design con Superior Interiors. In occasione del Salone del Mobile, va in edicola, a partire da venerdì 5 aprile, con un numero monografico, interamente dedicato alle novità dell'arredo: progetti, personaggi e un focus tendenze che fa il punto sui due grandi temi dell'attualità produttiva: innovazione e sostenibilità. E' un ingresso privilegiato nell'universo casa, con un punto di vista trasversale, dove parlano di design non solo i segmenti classici della progettazione, ma anche l'arte, la fotografia, lo yachting, persino il food. Non è un caso se uno degli stilisti di moda più schivi e restii alle interviste, Raf Simons, passato dalla direzione artistica di marchi quali Jil Sanders e Dior, sceglie di parlare proprio della sua collezione casa. «E' appassionante lavorare a qualcosa che è destinato a permanere nel tempo e che non cambia ad ogni stagione», dice. E rivela il suo piano espositivo per il Salone: tre piccole costruzioni in legno, progettate da Jean Prouvé negli anni Cinquanta, un ambiente domestico vissuto, affettivo dove è il valore dell'uso che rende preziosa una sedia, un mobile, un rivestimento. «Nakashima non avrebbe avuto nulla in contrario nel vedere l'impronta di un bicchiere sul piano di un suo tavolo».

È il racconto di chi si appropria di un bel pezzo di design e ne fa molto di più, un pezzo di vita. Perché gli arredi sono fatti per essere abitati, non esposti o messi in mostra, dice ancora Simons. Eppure i confini con l'arte si stanno assottigliando, persino i percorsi del collezionismo seguono ormai strade contigue. Non a caso, in una sorta di staffetta della creatività, oggi ha aperto a Milano Miart, che si concluderà il 7 aprile. Un giorno di riposo fra una kermesse e l'altra, il 9 apre il Salone, fino al 14. Subito dopo, il 15, parte il Grand Tour Contemporaneo, la prima mostra diffusa delle Fondazioni Italiane, dodici centri da Nord a Sud che, come un unico spazio esteso a tutta la penisola, inaugurano in simultanea.

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Adriano Olivetti sosteneva che un sogno sembra tale fino a quando non si comincia da qualche parte, allora diventa un proposito. Questa capacità di concretezza e messa a terra nel design si chiama progetto: la forma delle idee, la competenza di guardare l'ambiente e disegnarci dentro i gesti della vita. Il Made in Italy rappresenta un terzo del valore globale del settore. E' non solo un' importante fucina di idee, ma un efficiente motore economico. Da sempre l'immaginazione promuove crescita e cambiamento.

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