RAPPORTO AIDP-LABLAW

Hr, un’azienda su due per le selezioni usa l’intelligenza artificiale

di Gianni Rusconi


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(Adobe Stock)

3' di lettura

Il dato, agli occhi dei responsabili delle risorse umane “vecchio stile”, risulterà forse sorprendente e magari pure indigesto. Sta di fatto che, stando ai risultati contenuti nell'indagine condotta da Doxa per conto di Aidp e LabLaw su un campione 169 Hr manager, oltre la metà delle aziende italiane, il 52,1% per la precisione, ha introdotto sistemi di intelligenza artificiale a supporto dei processi di gestione dei dipendenti negli ultimi due anni.

Se mai ci fossero ancora dubbi sulla crescente diffusione della “robotizzazione” nelle attività di ricerca e selezione del personale, per migliorare e non sostituire la competenza umana, ecco una riprova che sembra allontanare le reticenze residue. Almeno in termini di presa di consapevolezza del fenomeno.

Lo studio, in particolare, evidenzia come gli ambiti di applicazione principali della tecnologia siano le fasi di reclutamento e valutazione della performance delle persone (ne sono convinti oltre il 60% dei manager intervistati), seguite dalla formazione (voce citata in circa il 48% dei casi), dai sistemi retributivi (39%), dalla sicurezza (24%) e dalla mobilità sul lavoro (14,9%). Le motivazioni che spingono le aziende ad adottare soluzioni basate sull'intelligenza artificiale (e il discorso vale per gli strumenti digitali in genere) sono ancora più comprensibili: la necessità di risparmiare e ottimizzare i tempi è la risposta più gettonata (quasi nel 60% dei casi), a seguire la velocità con la quale aumentare l'efficienza nella gestione delle risorse umane (nel 57%) e la semplificazione dei processi (per cui si esprime circa il 45% del campione). Secondo un terzo delle aziende oggetto di indagine, più in generale, la digitalizzazione permette inoltre di aumentare la produttività della funzione Hr e di garantire livelli di servizi di alta qualità.

Nel riconoscere come sia innegabile il fatto che l'intelligenza artificiale stia avendo un impatto anche nella gestione delle risorse umane, il presidente di Aidp, Isabella Covili Faggioli, ha posto un lecito interrogativo di fondo. “Fin dove può arrivare tale processo? Tutti i direttori del personale sono concordi su un punto: l'AI e la robotizzazione dei processi attraverso strumenti avanzati come le chatbot possono migliorare l'efficienza di diversi ambiti della selezione, soprattutto quelli più ripetitivi, ma non potrà mai sostituire il processo di selezione e valutazione tradizionale dei candidati. La decisione finale rimane un imprescindibile fattore umano, come del resto i risultati della ricerca confermano”.

Lo studio conferma come lo sviluppo e all'applicazione dell'intelligenza artificiale nei processi legati alle risorse umane si concretizzerà soprattutto nella selezione, nella formazione e nella valutazione delle performance


La ricerca dice che si ricorre all'intelligenza artificiale per velocizzare il processo di selezione nel 66% delle aziende campione mentre il 37% dei responsabili Hr ne fa uso per automatizzare l'analisi dei curriculum, considerando come effetti collaterali della digitalizzazione il miglioramento nella rapidità di risposta ad ogni candidato (lo evidenzia il 15% dei manager) e l'accuratezza delle interviste effettuate (il 26%). Circa i due terzi dei direttori delle risorse umane ha introdotto sistemi digitali e di macchine learning per la gestione delle attività di valutazione e monitoraggio della performance mentre uno su dieci ha già puntato su algoritmi predittivi, e cioè software che consentono di fare predizioni sul futuro e nel caso specifico sulle possibili prestazioni di candidati e dipendenti.

In ambito formativo, invece, la “rivoluzione” AI si concretizza principalmente nell'utilizzo di piattaforme di e-learning o programmi di apprendimento online, soluzioni che interessano oltre il 95% delle aziende mentre si sta progressivamente aprendo la strada all'utilizzo di assistenti virtuali in grado di assicurare training continuo ai propri dipendenti.
Dando uno sguardo al futuro, per concludere, lo studio conferma come lo sviluppo e all'applicazione dell'intelligenza artificiale nei processi legati alle risorse umane si concretizzerà soprattutto nella selezione, nella formazione e nella valutazione delle performance. I direttori del personale, anche quelli “old style”, prendano nota.

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