violazione delle sanzioni verso l’iran

Huawei, arresto shock della cfo e figlia del fondatore su richiesta Usa. Ira di Pechino

di Luca Salvioli


La cfo di Huawei, Meng Wanzhou, figlia del fondatore. È stata arrestata in Canada su richiesta Usa (Foto Epa)

2' di lettura

Lo scontro tra Stati Uniti e Huawei, e dunque tra Stati Uniti e Cina, fa un salto di qualità con l’arresto della Cfo del colosso tecnologico cinese, Wanzhou Meng, figlia del fondatore, avvenuto in Canada. È datato 1 dicembre, anche se emerge ora, e avviene su richiesta degli Usa che hanno chiesto l’estradizione. L’accusa è di aver violato le sanzioni nei confronti dell’Iran. Pochi giorni fa, restando in tema, la banca francese Société Générale ha raggiunto un patteggiamento da 1,34 miliardi di dollari con le autorità americane, che l'avevano accusata di avere violato sanzioni Usa riguardanti Iran, Cuba, Sudan e Libia.

Un caso senza precedenti
Questo caso è però molto più pesante. Anzitutto perché riguarda un’azienda cinese con cui i rapporti diplomatici, sia con l’azienda che con il Paese, sono ai minini termini. Inoltre perché, come scrive Bloomberg, un arresto di un executive cinese di questo calibro è raro, se non inedito. La Cina ha reagito subito chiedendo a entrambi i Paesi di liberare la Meng immediatamente.

Le conseguenze sui mercati
La notizia dell'arresto, confermata dal dipartimento canadese di Giustizia, ha mandato nel panico i mercati finanziari; il timore è che il caso possa mettere a repentaglio la tregua commerciale tra Usa e Cina siglata sabato scorso a Buenos Aires (Argentina) dopo il termine del G20. Non appena la notizia è iniziata a circolare ieri nel tardo pomeriggio americano, i future dell'S&P 500 sono arrivati a scendere dell'1,9% per poi ridurre i cali allo 0,6%. Le perdite sono tornate ad ampliarsi, superando l'1%, quando la Cina ha chiesto la liberazione di Meng. La Borsa di Shangai ha chiesto in calo dell’1,7%, Tokyo -2% e anche l’Europa sta viaggiando in calo.

La posizione di Huawei
L’azienda è intervenuta con una nota: «Siamo convinti e fiduciosi che le autorità canadesi e statunitensi raggiungeranno senza dubbio una conclusione corretta e imparziale. Huawei rispetta tutte le leggi e le regole dei Paesi in cui opera, incluse quelle in materia di controllo delle esportazioni delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e dell'Ue». Huawei aggiunge che «non è a conoscenza di illeciti» e che «sono state fornite poche informazioni riguardo le accuse».

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