REN ZHENGFEI

Huawei, il fondatore rompe il silenzio: «Mai spiato per la Cina, Trump è un grande presidente»

Perché gli Usa (e altri Paesi) hanno paura di Huawei

4' di lettura

Ren Zhengfei, fondatore e presidente di Huawei, respinge i sospetti secondo cui la compagnia sia utilizzata dal governo cinese per spionaggio: in un rarissimo incontro con i media stranieri, Ren, nel quartier generale di Shenzhen, ha detto che sua figlia e direttore finanziario, Meng Wanzhou, arrestata in Canada a inizio dicembre con l’accusa di violazione delle sanzioni Usa all’Iran, dovrebbe essere liberata, aggiungendo di sentire la sua mancanza. Huawei «non ha mai ricevuto alcuna richiesta da alcun governo di fornire informazioni improprie», ha aggiunto l'ex ingegnere militare, nel resoconto del Financial Times.

Ren ha anche definito Donald Trump «un grande presidente» e ha detto che adotterà un approccio di attesa per sapere se il leader degli Stati Uniti interverrà nella vicenda della figlia. «Amo il mio paese, sostengo il Partito Comunista. Ma non farò nulla per danneggiare il mondo», ha detto il 74enne. «Non vedo una stretta connessione tra le mie convinzioni politiche personali e le attività di Huawei».

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Ren ha detto che rifiuterà qualsiasi richiesta da Pechino di informazioni sensibili sui suoi clienti e ha sottolineato il potenziale di cooperazione con gli Stati Uniti e l'amministrazione di Trump. E ha minimizzato il ruolo di Huawei nelle attuali tensioni tra Washington e Pechino, che hanno scosso investitori e società in tutto il mondo.

«Huawei è solo un seme di sesamo nel conflitto commerciale tra Cina e Stati Uniti», ha detto Ren dal campus dell'azienda a Shenzhen. «Trump è un grande presidente. Osa tagliare massicciamente le tasse, a vantaggio delle imprese. Ma bisogna trattare bene le aziende e i paesi in modo che siano disposti a investire negli Stati Uniti e il governo sarà in grado di riscuotere tasse sufficienti».

Ren, figura leggendaria negli ambienti economici cinesi, è una voce unica in un conflitto che contribuirà a definire il panorama globale nei prossimi anni.
Una serie di dirigenti Huawei - fino al presidente di turno Ken Hu - hanno parlato con i media per negare le accuse di spionaggio e sfidare gli accusatori a fornire prove di transazioni losche. Ma l'arresto in Polonia la scorsa settimana di un dirigente delle vendite accusato di spionaggio può aver contribuito a spingere il solitario fondatore a intervenire personalmente. Il dipendente in Polonia è stato licenziato durante il fine settimana.

Nonostante il potenziale impatto sulla sua attività, Ren si è detto fiducioso che il fatturato di Huawei sarebbe salito a 125 miliardi di dollari nel 2019 da oltre 100 miliardi di dollari l'anno scorso. «Huawei non è un'azienda pubblica, non siamo così stressati sui risultati finanziari», ha detto Ren. «Se non vogliono che Huawei sia presente in alcuni mercati, possiamo ridimensionare un po'. Finché possiamo sopravvivere e nutrire i nostri dipendenti, c'è un futuro per noi».

Ren ha costruito un'azienda che genera più vendite di Alibaba Group Holding Ltd. e Tencent Holdings Ltd. messe insieme. Nel 2018, Huawei ha superato Apple Inc. nelle vendite di smartphone. Le sue citazioni adornano le pareti della food court del vasto campus di Huawei, alla periferia della metropoli meridionale di Shenzhen, e i dipendenti parlano ancora di lui con toni riverenti.

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Eppure Huawei è ora diventato un bersaglio in tutto il mondo. Se è vero che l'azienda è di proprietà dei suoi dipendenti, la precedente carriera del fondatore presso l'Esercito di Liberazione del Popolo ha costantemente alimentato il sospetto che essa rappresenti una minaccia per la sicurezza, accusa che ha sempre negato.

In Cina, lo sforzo guidato dagli Stati Uniti di escludere Huawei dalla realizzazione delle reti 5g equivale ad un affronto nazionale. L'azienda rimane il fulcro dello sforzo di Pechino per dominare le tecnologie future entro il 2025 e un documento del 2018 del Dipartimento del Tesoro ha dimostrato che Huawei aveva circa un decimo dei brevetti essenziali per le reti wireless 5G. Questo la mette in una posizione privilegiata per capitalizzare i miliardi che verranno spesi per lo sviluppo della tecnologia. «Sono un forte sostenitore del mondo che costruisce uno standard tecnologico unificato», ha detto Ren.
Ren, che è sopravvissuto alla grande carestia di Mao Zedong per fondare Huawei con quattro partner nel 1987 con 21.000 yuan (3mila dollari ai prezzi correnti), ha detto che Huawei continuerà a impegnarsi con i governi in modo che possano comprendere meglio la sua attività.

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Nel 2011 Ren ha abbandonato la gestione quotidiana dell’azienda introducendo un sistema unico di rotazione che consente ai giovani dirigenti di gestire l'azienda per circa sei mesi alla volta. Ma è rimasto il volto dell'azienda in occasioni importanti, come quando ha accompagnato il presidente Xi Jinping in una sede Huawei nel Regno Unito nel 2015.

Il bilancio del 2017 dell'azienda mostra che Ren ha una partecipazione dell'1,4%, con un patrimonio netto di 2 miliardi di dollari, secondo il Bloomberg Billionaires Index.

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