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Huawei, Google fa pressing su Trump per togliere il bando

di Luca Salvioli


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Un Huawei P30 esposto al Mobile Expo di Bangkok, Thailandia, 31 maggio

2' di lettura

Google si sta muovendo sul bando Huawei. Spingendo per un passo indietro dell’amministrazione Trump e facendo leva sui rischi di sicurezza nazionale che un nuovo sistema operativo sviluppato dai cinesi su un fork Android comporterebbe. L’indiscrezione arriva dal Financial Times, secondo il quale l’azienda californiana sarebbe convinta del rischio che gli smartphone diventino meno sicuri e più suscettibili di essere hackerati, anche dalla Cina.

Secondo Ft, nelle ultime settimane Google avrebbe approcciato il Dipartimento del commercio per discutere dell'iscrizione di Huawei nella “lista nera”, che impedirà all'azienda si Shenzhen di comprare prodotti Usa una volta scaduta una licenza temporanea di 90 giorni. Google avrebbe chiesto un'ulteriore proroga della licenza, oppure di essere esonerata in toto dal divieto. Stessa richiesta sarebbe stata avanzata dai produttori di chip americani come Qualcomm.

Ft non entra nel merito dei rischi ma si possono immaginare. Nel caso in cui il bando Google persistesse, Huawei ha detto che si troverebbe obbligata a fare un suo sistema operativo. Probabilmente verrebbe fatto su un fork di Android, che dunque non includerebbe i servizi Google tra cui Google Play Protect, che controlla le potenziali minacce tra tutte le app. Sarebbe probabilmente Huawei a occuparsi della sicurezza del telefono, salvo antivirus messi dall’utente. Se gli Stati Uniti non si fidano di Huawei, come fanno a fidarsi della sua gestione della sicurezza? Potrebbe fare leva su questo Google. È però vero che negli Stati Uniti di fatto l’azienda cinese non vende telefoni. Se però qualcuno mandasse un documento sensibile su un device Huawei ovunque nel mondo non ci sarebbero rischi di hackeraggio?

Nel frattempo Reuters scrive che Facebook non consentirà più la pre-installazione delle sue applicazioni sugli smartphone Huawei che usciranno sul mercato in futuro. È una ulteriore conseguenza del bando americano. Gli smartphone Huawei attualmente in commercio non saranno interessati, mentre quelli che la società lancerà in futuro arriveranno nei negozi senza avere a bordo le applicazioni dell'ecosistema Facebook e cioè, oltre al social blu, WhatsApp, Instagram e Messenger. Niente di clamoroso: gli utenti potranno scaricarle e installarle. Per ora dal Google Play Store, domani chissà.

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