ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil bando all’azienda cinese

Huawei, nuova deroga di 90 giorni dagli Usa. Ma restano le incognite

Una nuova deroga concede al produttore cinese di mantenere i suoi rapporti con le aziende statunitensi fino al prossimo 19 novembre, anche se per Trump resta una compagnia che mette a rischio la sicurezza degli Stati Uniti

di Biagio Simonetta


Huawei svela HarmonyOS, sistema operativo concorrente di Android

2' di lettura

Tutto rimandato. Del bando commerciale imposto dagli Stati Uniti a Huawei se ne riparlerà fra tre mesi. Una nuova deroga, infatti, concede al produttore cinese di mantenere i suoi rapporti con le aziende statunitensi fino al prossimo 19 novembre. Lo ha annunciato in una intervista tv il segretario al Commercio Wilbur Ross.

Che cosa succederà dopo questa nuova data è tutto, ovviamente, da capire. Ma intanto il colosso di Shenzhen mette in freezer una storia che - dallo scorso maggio - ha posto grandi dubbi sul suo futuro.

La decisione di interrompere i rapporti commerciali fra le società Usa e Huawei è fortemente sostenuta da Donald Trump. Il presidente Usa, da tempo associa Huawei al governo di Pechino, muovendo accuse di spionaggio. Per il taycoon, Huawei è un'azienda che mette a rischio la sicurezza degli Stati Uniti. Da qui il bando commerciale sottoscritto a maggio scorso. Da allora, però, sono scattate due deroghe: la prima, trimestrale, scadeva proprio oggi (19 agosto), la seconda, appena concessa da Washington, congela tutto per altri tre mesi. A novembre se ne riparlerà.

Una buona notizia, ma...
Questa deroga è sicuramente una buona notizia per Huawei. La società cinese ha avvertito pesantemente il colpo di questo bando commerciale. La ripercussione più immediata è stato il grosso interrogativo su Android: con il divieto imposto da Trump, Google potrebbe togliere da un giorno all’altro la licenza di Android a Huawei. E non è un caso che pochi giorni fa il produttore cinese abbia presentato al mondo il suo sistema operativo (Harmony OS). Un piano B, per ora. Se ne riparlerà.

È utile ricordare che Huawei, nelle scorse settimane, è stata costretta a bloccare il lancio di un Matebook (un laptop), a causa di componentistica non sufficiente. I rapporti commerciali fra il colosso cinese e le aziende americane, del resto, sono importanti: dei 70 miliardi di dollari che Huawei ha speso per l’acquisto di componenti nel 2018, circa 11 miliardi sono andati a società statunitensi come Qualcomm, Intel e Micron Technology. È chiaro, allora, che questo bando è un’incognita gigante. Non solo per il produttore cinese, ma per tutto il suo indotto.

Aspettando il nuovo Mate
È difficile, adesso, capire che cosa succederà in futuro. La deroga è una boccata di ossigeno, ma le posizioni di Trump nei confronti di Huawei non sembrano essere mutate. La decisione sembra piuttosto una strategia per prendere tempo nei confronti di Pechino. Secondo alcuni il rinvio è stato deciso per permettere alle aziende statunitensi che fanno affari con Huawei di prepararsi con più calma all’entrata in vigore del divieto.
Per Huawei, però, i tempi stringono. In autunno la società di Shenzhen lancia, usualmente, il suo nuovo smartphone della gamma Mate. Un device molto atteso dai suoi fan. Ed è interessante, adesso, capire se a bordo di questo smartphone ci sarà Android. La deroga al bando commerciale, infatti, vale per i prodotti esistenti. Mentre su quelli non ancora sul mercato la faccenda pare essere molto più articolata. E forse, una semplice deroga - anziché una decisione definitiva - crea più scompenso che certezze.

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