guerra con la cina

Huawei, la parziale retromarcia di Trump. Ma solo per salvare le reti tlc Usa

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Trump mette al bando Huawei, nuovo scontro con la Cina

2' di lettura

NEW YORK - La Casa Bianca prepara una marcia indietro parziale e temporanea nella sua crociata contro Huawei per impedire lo stop delle reti di tlc nelle aree rurali degli Stati Uniti. Ma è pronta a vietare tutti i nuovi acquisti di chip e tecnologia made in Usa al colosso cinese delle tlc. Martedì il Dipartimento al Commercio emanerà un provvedimento sospensivo di 90 giorni al divieto all'utilizzo delle apparecchiature Huawei già attive da parte di carrier americani “per evitare l'interruzione dei servizi internet in network già esistenti”, ha detto un portavoce del ministero.

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Nello stesso giorno il Dipartimento pubblicherà anche la “black list” annunciata nei giorni scorsi, preparata dall'Ufficio per l'industria e la sicurezza (Bis) che sottopone restrizioni agli acquisti di tecnologia made in Usa a Huawei e alle sue 68 società affiliate.

I potenziali beneficiari del permesso temporaneo a usare gli apparati di rete del colosso cinese delle tlc sono i provider che forniscono servizi di telefonia mobile e di accesso a internet nelle aree meno popolate del paese come il Wyoming e l'Oregon. Le grandi società di tlc hanno già limitato le forniture cinesi. Ma i piccoli carrier continuano a usare apparati Huawei per le loro reti perché più economiche. Secondo la Rural wireless association, che rappresenta gli operatori con meno di 100mila abbonati, il 25% delle reti internet e di telefonia mobile nelle aree rurali sono realizzate con sistemi Huawei.

L'amministrazione negli ultimi giorni ha alzato il tiro contro la società cinese. Una partita sulla quale si gioca il mercato per le reti super veloci 5G. Mercoledì Trump ha firmato l'ordine esecutivo che vieta alle società americane di usare apparati di tlc prodotti da aziende straniere che pongono minacce alla sicurezza nazionale. Decisione pensata in chiave anti-cinese, contro Huawei e Zte, anche se le due società non vengono citate. Giovedì il Dipartimento al Commercio ha annunciato l'intenzione di creare la “black list” già citata.

Il provvedimento sospensivo permetterà a Huawei di acquistare componenti di tlc americani per dare la possibilità ai clienti attivi di garantire la manutenzione delle reti esistenti. La società cinese non sarà autorizzata ad acquistare prodotti made in Usa per nuove forniture. Nel 2018 Huawei ha speso 70 miliardi $ per acquisti in tecnologia, 11 miliardi dei quali da aziende americane come Qualcomm, Intel e Micron.

Huawei, secondo fonti cinesi, si prepara allo scenario peggiore, nel quale potrebbe essere costretta alla sopravvivenza in condizioni estreme. La sua controllata HiSilicon che produce chip, utilizzerà i suoi processori di riserva, sviluppati da anni in modo indipendente, per far fronte al divieto in arrivo sugli acquisti di tecnologie made in Usa.

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