L'investimento

Huawei si rafforza su Roma, e scommette su smart city e 5G

Il colosso di Shenzhen ha inaugurato sede e Innovation center in zona Laurentina Porte aperte ad aziende e startup, ma è anche un'operazione di visibilità in un momento delicato

di Andrea Biondi


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La nuova sede Huawei è di proprietà del Fondo Laurus gestito da DeA Capital Real Estate

3' di lettura

Un’operazione per rendersi ancora più visibile a istituzioni e centri di potere nella città che ne fa da proscenio. E questo proprio nel momento in cui il forcing dell’amministrazione Trump, che vorrebbe Huawei fuori dai giochi del 5G, sta raggiungendo il suo acme.

La controffensiva di Huawei in Italia passa anche attraverso la nuova, imponente sede inaugurata lo scorso 24 ottobre in zona Laurentina. Quella nella Capitale è l’ultima delle scommesse nella Penisola da parte di questo colosso di Shenzen da 100 miliardi di dollari di ricavi, al centro di una virulenta contesa con gli Usa che puntano a farlo bandire dai Paesi alleati sulla realizzazione delle reti 5G, dipingendo la telco come un agente al servizio di Pechino. Accuse sempre rispedite al mittente, ma la battaglia è serrata.

A Roma nei giorni scorsi si è così scritto un altro capitolo di una storia fatta di 15 anni di presenza nel Paese e vari upgrade. È del 2008 l’inaugurazione a Segrate del Centro di ricerca e sviluppo su tecnologie microwave e alte frequenze, diventato poi centro globale nel 2011. Nel 2016 è stata la volta del Joint Innovation Center dedicato alle smart city, in collaborazione con la Regione Sardegna. Nel 2019 è stato inaugurato l’Innovation, Experience and Competence Center di Milano ed è prossima l’inaugurazione di un secondo centro globale di ricerca e sviluppo dedicato al design.

Ora l’affondo su Roma con questo quartier generale la cui proprietà è del Fondo Laurus gestito da DeA Capital Real Estate. Il nuovo headquarter romano di Huawei funzionerà da ufficio in grado di ospitare nuovi assunti che arriveranno in parte dai mille preventivati da Huawei e annunciati in estate in Italia. Ma questo building che si staglia nella zona Laurentina farà anche da Innovation Center e fucina di idee a vantaggio delle startup capitoline. La nuova sede «risponde alla volontà di aprire le porte a operatori e aziende pubbliche e private per far conoscere e toccare con mano innovazioni e soluzioni Ict con cui ci proponiamo di contribuire a creare una smart nation», ha detto il ceo di Huawei Italia Thomas Miao in occasione dell’inaugurazione accanto a una sindaca Virgina Raggi che ha definito «un grande onore» il fatto che «un’azienda come Huawei abbia scelto la nostra città per aprire una finestra sul futuro con le sue tecnologie».

A Roma, dove Huawei era già presente con una sede che affiancava il quartier generale in zona Lorenteggio a Milano, i punti chiave sono proprio questi: una presenza più visibile e percepita nella Capitale, ma anche la collaborazione con l’intero ecosistema capitolino del Paese. Nel primo caso una significativa scelta la si è vista anche con l’arrivo nell’estate 2018 di un presidente italiano e di esperienza come Luigi De Vecchis, con un passato che fra i vari incarichi lo ha portato anche alla guida di Siemens e di Nokia Siemens Network in Italia.

Altro punto è quello della collaborazione con le aziende. A testimonianza di questo, ad esempio, proprio in occasione dell’inaugurazione una decina di partner dell’area di Roma hanno mostrato live una serie di soluzioni per le smart city, in particolare soluzioni per il monitoraggio strutturale e smart building, per l’efficienza energetica, per l’illuminazione cittadina, solo per citare alcuni esempi. Tutte tecnologie e soluzioni pensate e immaginate – è stato spiegato con chiarezza da Huawei Italia – per indirizzare nuove collaborazioni con le amministrazioni locali del territorio e per aiutarle nel percorso di trasformazione digitale.

Non a caso in occasione dell’inaugurazione dell’Innovation Experience and Competence Center è stata lanciata la Smart City Alliance: progetto per coinvolgere tutti coloro che intendono contribuire alla trasformazione digitale del territorio, in particolare i progetti di smart city, dove condividere esperienze, con un approccio condiviso, basato su una piattaforma tecnologica comune. La Smart City Alliance coinvolgerà non solo le aziende tecnologiche e system integrator, ma imprese, scuole, università, ospedali, associazioni e start up del territorio.

Il tutto fornendo così l’“ultimo miglio” a quella rete che Huawei sta costruendo sul territorio e che passa anche attraverso investimenti sulla formazione e sulla crescita di competenze, per attivare nuovi modelli di business e di servizio alle aziende. Ad esempio insieme al consorzio Elis (www.elis.org), è stato attivato un corso di formazione di tecnici e manutentori per la reti di nuova generazione. Inoltre, sempre nel campus Elis di Roma Huawei collabora al corso di laurea in Digital Engineering che è stato lanciato insieme al Politecnico di Milano per realizzare un modello innovativo di formazione sulle nuove tecnologie digitali, con progetti sul campo.

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