l’annuncio del CEO

Huawei spiazza Trump: pronta a cedere i brevetti 5G all’Occidente

iI Ceo di Huawei, Ren Zhengfei, ha annunciato che la sua azienda potrebbe vendere ad una rivale occidentale tutti i brevetti, le licenze, i codici e il know-how relativi alla tecnologia 5G

di Biagio Simonetta


Il 5G di Huawei, l'infrastruttura che tutti temono

3' di lettura

Una decisione che potrebbe rivelarsi clamorosa. In un'intervista all'Economist, il Ceo di Huawei, Ren Zhengfei, ha annunciato che la sua azienda potrebbe vendere ad una rivale occidentale tutti i brevetti, le licenze, i codici e il know-how relativi alla tecnologia 5G. Un'operazione che avverrebbe per una cifra, una tantum, al momento sconosciuta.
Nella fase successiva alla vendita, la società acquirente potrebbe poi generare nuovi codici e quindi né Pechino né la stessa Huawei avrebbero più il controllo delle infrastrutture di telecomunicazione.
Una decisione che spiazza un po' tutti. Principalmente Donald Trump. Se la cessione ipotizzata dal CEO diventasse realtà, il presidente americano - nemico numero uno di Huawei, tanto da inserire l'azienda in una blacklist commerciale - dovrebbe rivedere fortemente il suo piano e le sue misure. Senza il 5G in mano, Huawei sarebbe molto ridimensionata. E le accuse di Trump, che reputa Huawei una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti d'America, cadrebbero in un attimo.

Fasi preliminari
È chiaro che le parole di Ren Zhengfei non sono da considerare definitive. Il Ceo di Huawei ha parlato di ipotesi. E l'impressione è che se mai un progetto del genere esista, si è ancora nelle fasi preliminari. Huawei è un gigante a sette teste in Cina. La sua capacità di penetrare il mercato degli smartphone, negli ultimi cinque anni, è stata disarmante. E il 5G è il progetto al quale ha dedicato maggior tempo e denaro. Per questo una sua uscita di scena, seppur con una cessione ben remunerata, è una strada assai difficile da vedere.

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Un'operazione miliardaria
Negli ultimi anni, Huawei ha investito oltre 2 miliardi di dollari proprio in ricerca e sviluppo sulle tecnologie 5G. Una cifra pazzesca, che però ha fatto del colosso di Shenzhen uno dei player più importanti a livello mondiale, di questo business. Chiaramente, allora, un'eventuale cessione di brevetti, licenze e know how, porterebbe nelle casse di Huawei una montagna di denaro. C'è chi ipotizza che la cifra giusta potrebbe andare ben oltre i 20 miliardi di dollari. E allora la vera domanda è: chi potrebbe acquistare questa divisione aziendale a una cifra simile? Difficilissimo dare una risposta. Le europee Nokia ed Ericsson, ad esempio, sarebbero disposte a un'operazione simile? Si vedrà. Di certo, però, Huawei non mollerebbe il 5G in modo definitivo, ma continuerebbe a lavorarci con una portata più “nazionale”.

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La sopravvivenza prima di tutto
Ma perché Huawei sarebbe pronta a intraprendere una strada simile? La risposta più chiara arriva proprio dalle parole del CEO: «Una distribuzione equilibrata degli interessi favorirebbe la sopravvivenza di Huawei, permettendole di fare grandi passi avanti». Segno evidente, dunque, che all'interno dell'headquarter di Shenzhen, qualcuno si sta chiedendo se la guerra commerciale con gli Stati Uniti sia una strada percorribile. Dopo il blocco commerciale imposto da Trump, i numeri delle vendite di device Huawei fuori dalla Cina hanno fatto registrare un preoccupante segno negativo. E il timore che tutto ciò possa incidere fortemente anche sul prossimo modello (il Huawei Mate 30) in uscita fra qualche giorno, è pesantissimo. Ad oggi, infatti, non è ancora chiaro se questo smartphone disporrà di Android oppure no, con tutte le conseguenze del caso. Così, l'ipotesi di cedere il comparto 5G sembra un po' una bandiera bianca verso Trump. C'è da dire che in questi giorni, i rapporti fra USA e Cina sembrano aver ripiegato su toni più morbidi. Le parti hanno annunciato che si rivedranno nel mese di ottobre, e alcuni dazi commerciali sono stati posticipati. L'intervista di Ren Zhengfei all'Economist si inserisce in questo contesto di nuova collaborazione. Almeno apparente.

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