la rivalità usa-cina

Huawei spinge su HarmonyOS. I sistemi operativi tagliano in due il mondo

Imminente il rilascio della seconda versione di HarmonyOs. Il colosso di Shenzhen sancise la rottura definitiva con il sistema operativo più diffuso al mondo.

di Biagio Simonetta

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(REUTERS)

Imminente il rilascio della seconda versione di HarmonyOs. Il colosso di Shenzhen sancise la rottura definitiva con il sistema operativo più diffuso al mondo.


2' di lettura

La frattura tecnologica che rischia di tagliare il mondo in due, sospeso nell'ostilità dilagante fra Stati Uniti e Cina, potrebbe trovare nuovo carburante nei sistemi operativi mobile. Già, perché quelli di Huawei hanno annunciato l'imminente rilascio della seconda versione di HarmonyOS. E questa salirà a bordo degli smartphone in qualche mese, sancendo la rottura definitiva fra il colosso di Shenzhen e Android (quindi Google).
Le novità su HarmonyOS sono arrivare dalla conferenza degli sviluppatori di Huawei in corso in Cina, per voce di Richard Yu, Ceo di Huawei consumer. E hanno un valore che va ben al di là dell'aspetto tecnologico. Perché che il produttore di smartphone più importante al mondo, a cui è vietata la versione completa di Android, decida di farsi in casa un sistema operativo proprio è certamente una notizia importante, in ambito tech. Ma è la portata geopolitica di questa vicenda ad assumere valori ancora più rilevanti.
Facciamo un passo indietro. Huawei è alle prese con un ban commerciale molto duro emesso dalla Casa Bianca nel maggio del 2019. Quasi un anno e mezzo in cui rinvii e inasprimenti si sono alternati, e che hanno sfinito la società cinese anche dal punto di vista commerciale. Huawei, i cui smartphone negli hanno conquistato milioni di consumatori grazie a tecnologie di avanguardia, si è trovata davanti a uno scoglio enorme. Nonostante hardware da primi della classe, i telefoni senza i servizi Google sono difficili da vendere in occidente. E col passare dei mesi la situazione è diventata insostenibile.
A dicembre scorso, prima che scoppiasse la pandemia, un accordo di “Fase 1” fra Stati Uniti e Cina lasciava intravedere una distensione fra le parti. Eventualità che avrebbe aiutato anche Huawei, ritenuta da Trump un pericolo per la sicurezza degli Stati Uniti d'America. In tutto questo, l'esplosione della pandemia ha giocato contro l'azienda di Shenzhen. I rapporti fra Cina e USA sono precipitati, Trump – anche per distogliere l'attenzione globale da una gestione dissennata dell'emergenza sanitaria – è tornato a picchiare duro contro le aziende tech cinesi (vedi il caso TikTok, ndr), e le speranze per Huawei di poter tornare a usare Android si sono di fatto frantumate.
Da qui la spinta propulsiva su HarmonyOS. Ma attenzione, perché in una recrudescenza dei rapporti fra le due superpotenze, ora potrebbe essere la Cina a fare la voce grossa, impedendo alle sue aziende di avere rapporti commerciali con quelle statunitense. E questo porterebbe HarmonyOS a essere non solo il nuovo sistema operativo degli smartphone Huawei, ma di tutti gli smartphone cinesi. In questo contesto si inserisce il progetto Global Developer Service Alliance (GDSA), che vede già coinvolti Huawei, Xiaomi, Oppo e Vivo, cge stanno unendo le forze per creare una piattaforma dedicata agli sviluppatori di App occidentali.
Certo, si tratta di un'eventualità ancora lontana, che tuttavia è sempre più chiacchierata soprattutto in Cina. Sembra abbastanza chiaro, insomma, che il 2021 potrebbe essere l'anno della più grossa frattura tecnologica della storia. E che i sistemi operativi avranno un ruolo determinante.


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