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Huawei in trattativa per vendere il suo marchio di smartphone Honor

Huawei sarebbe in trattativa per cedere, in tutto o in parte, Honor, il brand con cui opera nella fascia media del mercato degli smartphone. Una mossa per contrastare gli effetti del ban Usa

di Andrea Biondi

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(REUTERS)

Huawei sarebbe in trattativa per cedere, in tutto o in parte, Honor, il brand con cui opera nella fascia media del mercato degli smartphone. Una mossa per contrastare gli effetti del ban Usa


2' di lettura

Huawei sarebbe in trattativa per cedere, in tutto o in parte, Honor, il brand con cui opera nella fascia media del mercato degli smartphone. A rilanciare l’indiscrezione è la Reuters che ventila un’interessamento in particolare di Digital China Group Co Ltd. La vendita, secondo l’agenzia di stampa, potrebbe portare a un’iniezione fino a 25 miliardi di yuan (3,7 miliardi di dollari).

Una vendita per allentare la morsa Usa

Il tam tam su questo possibile scenario è partito già da qualche giorno, da quando cioè a parlare di una possibile vendita è stato un analista molto quotato e seguito: Ming-Chi Kuo. Secondo l’analista di TF International Securities, qualsiasi vendita da parte di Huawei del business degli smartphone Honor rappresenterebbe un vantaggio per il marchio Honor, ma anche per i suoi fornitori e l’industria elettronica cinese. «Se Honor è indipendente da Huawei, il suo acquisto di componenti non sarà più soggetto al divieto degli Stati Uniti». Tutto questo sarà di aiuto per il business e per la catena di fornitori», ha scritto in una nota la scorsa settimana.

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Il colpo sui chip

È evidente che a muovere la questione sarebbe quindi il ban Usa nei confronti del colosso di Shenzhen, che ha colpito in particolar modo Huawei sull’impossibilità di approvvigionarsi dei chip necessari alla propria produzione di device.

I possibili acquirenti

Digital China, il principale distributore di telefoni Honor, secondo la Reuters sarebbe il player favorito per l’acquisizione in tutto o in parte del marchio di casa Huawei, creato nel 2013, più low cost e rivolto a giovani. Ma alla questione sarebbero interessati altri possibili acquirenti: dal produttore cinese di elettronica TCL, a Xiaomi, produttore di smartphone che sta guadagnando quote sul mercato e che insieme con Oppo e Vivo compete in particolar modo nella fascia presidiata dagli smartphone a marchio Honor. I quali, secondo stime della società di ricerca Canalys hanno rappresentato il 26% dei 55,8 milioni di smartphone venduti da Huawei nel secondo trimestre dell’anno.

Il business di Huawei

Stando ai dati dell’ultimo Annual Report di Huawei, nel 2019 – anno in cui gli effetti del braccio di ferro con gli Usa hanno iniziato a farsi sentire – il segmento consumer (tablet e smartphone e altri prodotti) pesava il 54,4% del totale ed era risultato in crescita del 34% a fronte di un segmento carrier (le reti) cresciuto del 3,8% e il cui peso sul totale del volume di affari si era attestato al 34,5%. A chiudere c’è l’enterprise business (le soluzioni per le imprese) che valeva il 10,4% del volume di affari di Huawei, in miglioramento dell’8,6%.

La risposta dei consumatori cinesi al ban Usa

A far salire le vendite è stata però perlopiù la Cina, arrivata a pesare il 59% sul business di Huawei con aumento del 36,2 per cento. L’ostracismo Usa ha unito oltre la Grande Muraglia. Ma per allentare la morsa Usa l’opzione vendita di Honor inizia ad apparire un’ipotesi sempre meno da scartare.

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