SanitÀ

Humanitas e San Donato pronti ad acquisire Ieo e Monzino

di Serena Uccello

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(Fotogramma)


3' di lettura

Un’alleanza tra due grossi players della sanità privata lombarda per «rilevare e valorizzare» l’eredità di Umberto Veronesi, morto lo scorso 8 novembre. Nasce con questo spirito, spiegano i protagonisti, la manifestazione d’interesse formulata dai gruppi Humanitas e San Donato nei confronti del Fondazione Ieo-Ccm, che comprende l’Istituto europeo oncologico e l’ospedale Monzino specializzato nelle patologie cardiovascolari.

Non si conoscono ancora ufficialmente i contenuti economici della proposta avanzata agli azionisti. Secondo quanto scrive Alessandro Da Rold su Lettera43 si tratterebbe di un’offerta che vale 300 milioni. «Intesa, con il supporto di Rothschild e soprattutto dell'ex Eni Paolo Scaroni (vicepresidente nella banca d'affari, ndr), - scrive Da Rold - ha lanciato il sasso. Sul tavolo c’è un’offerta di circa 300 milioni di euro per rilevare le quote dagli azionisti storici dello Ieo, perché siano poi spartite tra l’Humanitas di Gianfelice Rocca e il Gruppo San Donato: Rocca otterrebbe lo Ieo, mentre il Monzino andrebbe al gruppo fondato dal professor Luigi Rotelli».

Quanto ai tempi, difficile fare previsioni. La lettera sarebbe partita la scorsa settimana, ma tra i quindici azionisti le anime sono diverse. Intanto una prima valutazione è arrivata dalla stessa famiglia Veronesi. «Sarebbe una cosa positiva
per Milano e per il gruppo. Papà ne sarebbe felice», ha detto Paolo Veronesi che
esprime «l’opinione mia e della mia famiglia. Mettere Milano al centro del panorama scientifico e dell'assistenza sanitaria a livello internazionale è sempre stato il sogno di papà - ricorda il presidente della Fondazione Umberto Veronesi e direttore della Divisione di senologia chirurgica dell'Ieo - Un sogno che a un
certo punto si è interrotto e che ora credo trovi tutte le possibilità di realizzarsi. Già anni fa - confida - papà aveva manifestato a Rocca i suoi progetti e il suo desiderio, e gli aveva chiesto di dargli una mano. Ho parlato con tutti gli interlocutori - afferma - Ho incontrato sia Rocca sia la famiglia Rotelli. Credo possa essere una cosa positiva», ribadisce. Come Ieo «già siamo il più grande polo oncologico italiano - osserva - e, mettendo insieme numeri e forza di investimento» con Humanitas «lo diventeremmo anche a livello internazionale. Stessa cosa sul fronte cardiologico«, per il Monzino insieme al gruppo ospedaliero San Donato: «Non ci sarebbero più rivali».

Il progetto infatti non prevederebbe la creazione di una nuova società ma piuttosto lo sviluppo di due grossi poli: Humanitas-Ieo, specializzato nella ricerca e nelle terapie oncologiche, e San Donato-Monzino per la cardiologia. Non dunque un’operazione di risiko sanitario quanto invece un’aggregazione che punterebbe al lancio di due soggetti forti in grado di reggere la competizione internazionale.

Per Humanitas (767 milioni di fatturato, 1. 883 letti e 114mila ricoveri) si tratterebbe di un nuovo importante investimento dopo l’acquisizione della clinica San Pio X. Un punto, questo della crescita dimensionale, su cui l’anno scorso al termine dell’inaugurazione dell’anno accademico 2016/2017 era intervenuto specificatamente il presidente Gianfelice Rocca spiegando che «per competere nel mondo, le dimensioni debbano crescere. Bisogna creare delle grandi istituzioni, più grandi di quelle che abbiamo attualmente, attraverso anche acquisizioni e fusioni, poter competere in particolare nel campo della lotta contro il cancro». In questo senso, ha proseguito Rocca, «occorre un'istituzione in grado di catturare fondi internazionali e talenti e attrarre gli interessi dell'industria farmaceutica».

Per San Donato (un miliardo e mezzo di fatturato), che tre anni fa ha gestito il “salvataggio” del San Raffaele, si tratterebbe allo stesso modo di incorporare la ricerca di base, sui cui il Monzino è centro di eccellenza, così da collegarla allo sviluppo delle terapie sui pazienti.

I dati
Humanitas è un gruppo presente in Italia con 7 ospedali. La struttura capofila del gruppo è l'IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, policlinico, centro di ricerca internazionale e sede di insegnamento di Humanitas University. È inoltre presente a Milano con Humanitas San Pio X, a Bergamo con Humanitas Gavazzeni, a Castellanza con Humanitas Mater Domini, a Catania con Humanitas Centro Catanese di Oncologia e a Torino con Humanitas Gradenigo e Humanitas Cellini. Il gruppo è inoltre presente sul territorio anche con 8 centri diagnostici.

Il gruppo ospedaliero San Donato ha all’attivo 18 ospedali di cui tre IRCCS, che sono Policlinico San Donato, ospedale San Raffaele, ed istituto ortopedico Galeazzi. I posti letto sono 5.169, 4milioni i pazienti curati ogni anno e 15mila i collaborati.

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