i guai del futuro presidente

Hunter Biden, figlio di Joe, indagato in Delaware per presunti reati fiscali

Il presidente eletto Biden verrà nominato “Presidente degli Stati Uniti” dal Collegio elettorale il prossimo 14 dicembre

di Redazione Esteri

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(EPA)

2' di lettura

Hunter Biden, il figlio del presidente eletto, è indagato per questioni fiscali in Delaware, dove risiede. Lo ha reso noto lui stesso, dicendosi fiducioso di poter dimostrare la sua innocenza. «Ho saputo ieri per la prima volta che l'ufficio dell'attorney general in Delaware ha informato il mio avvocato, sempre ieri, che sta indagano le mie questioni fiscali. Prendo questa cosa molto seriamente ma sono fiducioso che un esame professionale e oggettivo di queste questioni dimostreranno che ho gestito i miei affari legalmente e in modo appropriato, con il beneficio di consulenti fiscali professionali», ha reso noto Hunter Biden.

La reazione del team di Joe Biden

«Il presidente eletto Joe Biden è profondamente orgoglioso di suo figlio, che ha combattuto sfide difficili, compresi i violenti attacchi personali degli ultimi mesi, solo per emergere più forte»: così il team Biden-Harris ha commentato la notizia dell'inchiesta sul figlio del presidente eletto. Per Joe Biden, va ricordato, si avvicina la più importanza scadenza istituzionale, quella del 14 dicembre, giorno in cui il collegio elettorale lo nominerà formalmente Presidente degli Stati Uniti. L'indagine sarebbe iniziata nel 2018, prima dell'arrivo del procuratore William Barr al Dipartimento di Giustizia. L'inchiesta, sottolinea la Cnn, costituirà un banco di prova immediato per Joe Biden, che ha sottolineato ripetutamente l'importanza di tutelare l'indipendenza del Dipartimento.

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Bomba a orologeria

L'inchiesta, secondo molti giornali americani, sembra una bomba a orologeria, dopo che Trump ha ripetutamente accusato la famiglia Biden di essere «un'impresa criminale», puntando il dito contro gli affari di Hunter in Ucraina e in Cina quando il padre era vicepresidente con Barack Obama. Nel mirino in particolare la sua nomina nel board della società energetica ucraina Burisma a 50 mila dollari al mese, pur non avendo alcuna competenza nel settore. Un problema di opportunità, ma finora non sono mai stati accertati profili penali o condizionamenti della politica americana.


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