esperimento nelle marche

Hurdust, l’autobus che viaggiando cattura le polveri sottili: test ad Ancona e Jesi

Filtri posizionati sul tetto raccolgono Pm 10 e Pm 2.5: il sistema è capace di filtrare 486mila litri di aria all’ora

di Michele Romano

3' di lettura

Si chiama Hurdust e, nella sua apparente semplicità, è un dispositivo di ultima generazione che contribuisce a contrastare l’inquinamento atmosferico delle città utilizzando gli autobus in movimento. Ancona e Jesi sono le prime in Italia a sperimentare il progetto ispirato da Conerobus, la società di trasporto pubblico della provincia di Ancona.

«Abbiamo una lunga tradizione legata al sistema di trasporto pubblico e da tempo andiamo verso soluzioni ecocompatibili – sottolinea la sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli -: bus a metano prima, sistema filoviario e bus elettrici che potenzieremo nei prossimi anni con un investimento di 20 milioni di euro. Questa operazione si inserisce in questa attenzione: sperimentare e implementare sul trasporto pubblico locale strumenti e sistemi per una città sempre più sostenibile».

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Sul tetto dei primi 4 autobus, che percorreranno ciascuno una zona predefinita per tipologia (urbana, extraurbana, industriale), pur cambiando percorso, è stato posizionato un cassonetto in alluminio che contiene due gruppi di due filtri indipendenti, ciascuno per la raccolta delle Pm10 e delle finissime Pm 2.5: il sistema è capace di filtrare 486 mila litri di aria all’ora e, considerando il funzionamento effettivo di ciascun mezzo per 12 ora al giorno, nei tre mesi di sperimentazione i quattro automezzi saranno in grado di passare al setaccio circa 4,2 miliardi di litri d’aria.

Quando i due filtri risulteranno pieni, verranno cambiati e le polveri sottili raccolte e smaltite. L’innovazione sta soprattutto nella disposizione dei sistemi e dei flussi d’aria, che rendono possibile il posizionamento del dispositivo sul bus senza interferire con il suo normale funzionamento; inoltre, sono in grado di sopportare pioggia, grandine e cicli di lavaggio senza diminuire l’efficacia del sistema.

L’intero progetto è stato battezzato «PurifyGo», purifica e vai, ed è stato sviluppato in 8 mesi e presentato alla Regione Marche, che lo ha finanziato nell’ambito di un fondo messo a disposizione dal ministero dell’Ambiente. Hurdust è stato realizzato da Ansaldo Trasporti, attraverso la controllata Ansaldobreda: è dotato di sensori per la memorizzazione dei principali parametri di funzionamento e di un sistema di trasmissione e interrogazione a distanza, che fa riferimento alla centrale operativa Agt Engineering di Roma e che avrà il compito di monitorare i dati e trasferirili per l’analisi all’Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili del CNR, guidato da Patrizio Massoli, che terrà conto delle aree percorse e si concentrerà anche sull’incrocio dei dati tra i due gruppi di filtri, per individuare il materiale più performante per catturare le polveri sottili.

Al termine del trimestre di sperimentazione, verranno estratti i filtri e il livello di particolato confrontato con la quantità di aria trattata: i risultati saranno messi a disposizione della Regione Marche per studi e valutazioni. «Non ci risultano applicazioni simili in Europa né altrove – aggiunge Muzio Papaveri, presidente di Conerobus –. Siamo un’azienda al servizio della comunità e la nostra mission è quella di offrire all’utenza una risposta sempre più in linea con le sue esigenze: oggi testiamo l’efficienza di questo sistema per poi estenderlo sia sul nostro territorio sia in altre città italiane ed europee».

Ma la sperimentazione va già oltre: «Svilupperemo un sistema laser di bordo – anticipa Filippo Ugolini, ceo di Agt, società che si occupa tra l’altro di ingegneria e prototipazione di sistemi innovativi per la generazione di energia a basso o nullo impatto ambientale -, con l’obiettivo di rendere immediati i dati di inquinamento rilevati sul campo e nelle varie aree e di rimuovere dall’ambiente le particelle intercettate».

«Il tema dell’inquinamento da polveri sottili colpisce significativamente le nostre città, il controllo dei livelli di tali polveri entro limiti accettabile oggi avviene da parte delle amministrazioni pubbliche mediante provvedimenti interdittivi del traffico - sottolinea Rosario Mazza, direttore di Ansaldobreda -. Questo dispositivo è un contributo a una soluzione del problema con un approccio diverso».

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