IL GRUPPO DI SEOUL

Hyundai e Kia scommettono su tecno-stile e motori green

di Cesare Cappa

Il concept «Imagine by Kia» con l’apertura porte ad armadio

3' di lettura

Il gruppo Hyundai che controlla anche il marchio Kia e il brand di lusso Genesis ha varato un piano decisamente ambizioso: entro il 2025 offrirà 44 modelli elettrificati, con un obiettivo annuale di vendite di circa 1,67 milioni di unità. E nella strategia per la eco mobilità pulita sviluppera un'ampia gamma di powertrain elettrificati su veicoli ibridi, elettrici e a idrogeno alimentati a celle a combustibile e per queste prevede di investire oltre sei miliardi di euro entro il 2030.

Le strategie di elettrificazione di casa Kia si palesano attraverso la concept-car “Imagine by Kia”. Una denominazione articolata, che cela una serie di novità disponibili nel prossimo futuro. Assodato che l’ingegneria elettrica sarà una parte rilevante dell’evoluzione coreana, «Imagine by Kia» mette sul piatto nuove soluzioni stilistiche: la celebre mascherina nota come Tiger Nose, viene sostituita dalla più autorevole Tiger Mask. Quanto al corpo vettura, che si presenta come una sorta di coupé a quattro porte, nella forma e negli intenti prefigura un crossover di segmento C.

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Tipologie a parte, le informazioni relative ad “Imagine by Kia” sono ridotte ai minimi termini. L’unica realtà nota è che il pacco batterie sia predisposto per la ricarica wireless. Originali gli interni con 21 display in plancia. Una soluzione che distribuisce sullo schermo l’immagine completa, fornendo tutte le informazioni relative alla vettura e al sistema d’infotainment. Il numero di occupanti a bordo è limitato a quattro persone. Ciascuno dei sedili è rivestito di pelle e seta.

L’attualità invece ha solide conferme sul fronte Kia e-Soul. La variante elettrica di Soul fa un deciso passo avanti in termini di prestazioni. Come è stato per la cugina Hyundai Kona Electric, anche la vettura Kia offre ora due distinte possibilità ai propri utenti. Ossia due alternative in ambito batterie (con capacità differenti s’intende) in grado di garantire autonomie diverse. Così la Kia e-Soul vanta sia la versione long-range da 64 kWh e quella mid-range da 39.2 kWh. La prima è equipaggiata con un motore elettrico da 150 kW (204 cv) e dispone di un’autonomia massima fino a 452 chilometri. La seconda ha invece una potenza di 100 kW (136 cv) e percorre fino a 277 km con una singola carica. Entrambe le varianti hanno 395 Nm di coppia motrice. L’avvento del nuovo modello ha realizzato alcune differenze rispetto al precedente, soprattutto per quanto concerne le dimensioni. La nuova e-Soul è infatti più lunga di 55 mm - la lunghezza complessiva è pari a 4.195 mm – stessa sorte toccata al passo, che sale a quota 2.600 mm (+30 mm). Mentre lo sbalzo anteriore è cresciuto di 15 mm.

L’elettrificazione tocca da vicino pure Kia Niro, che si aggiorna per restare al passo coi tempi. Un restyling che ha introdotto una novità particolarmente interessante. Protagonista il sistema d’infotainment, che passa sotto la denominazione Uvo Connect. Un sistema che può fare affidamento su di una sim interna, che da quindi libero accesso alla connettività, alimentando il bagaglio di informazioni disponibili. Non solo, perché pure l’hardware di bordo si evolve. Arriva infatti un nuovo schermo Lcd opzionale da 10,25 pollici, che si aggiunge al display da 7 pollici Tft nel quadro strumenti. Quanto allo stile, sul restyling di Niro arrivano nuovi paraurti anteriori così come nuovi sono i gruppi ottici.

Il fronte Hyundai non è certo fermo al palo. L’elettrica Ioniq può fregiarsi delle cinque stelle Green Ncap. Si tratta di un consorzio nato dalla collaborazione tra F.I.A. (Federazione Internazionale dell’Autombile) e Euro Ncap. Tale consorzio ha il compito di misurare e valutare l’efficienza energetica delle vetture. In questa singolare classifica, che tiene conto dell’energia impiegata durante la guida, misurata sia in laboratorio che nel traffico reale, la Hyundai Ioniq ha conquistato il massimo punteggio disponibile (le cinque stelle). Un successo che conferma nuovamente quanto l’elettrificazione sia al primo posto dei pensieri coreani.

Un pensiero che non riguarda in via esclusiva i modelli elettrici. Infatti, dopo l’esperienza di Tucson 2.0 Crdi equipaggiata con la rete di bordo a 48 Volt, spetta pure alla versione equipaggiata con il più compatto 1.6 Crdi. La cubatura più piccola dovrebbe massimizzare l’efficienza del sistema mild-hybrid, che realizza quello che in gergo si definisce un ibrido leggero. Ossia un sistema in cui un piccolo motore elettrico sostituisce il motorino di avviamento e l’alternatore, ed è in grado di ricaricare la batteria supplementare nei rallentamenti, aiutando il motore a gasolio nelle ripartenze e riavviandolo quando l’auto si ferma al semaforo.

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