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I 10 libri dell’anno: la nostra top ten tra scienze, filosofia, antropologia

Ecco il nostro consuntivo di fine anno in vista delle strenne natalizie

a cura di Stefano Biolchini

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(AdobeStock)

Ecco il nostro consuntivo di fine anno in vista delle strenne natalizie


7' di lettura

Saper decidere. Intuizioni, ragione e impulsività Rino Rumiati il Mulino, Bologna, pagg. 175, € 12

Il libro di Rino Rumiati presenta un quadro documentato e completo dello studio delle decisioni. Si tratta di una disciplina che non ha più di mezzo secolo di vita e che si origina dal confronto tra le azioni dei più e quello che si dovrebbe fare secondo gli esperti di statistica, di economia, di scienze politiche, e, in generale, delle metodologie scientifiche e delle teorie della razionalità.Specifici meccanismi mentali, personali e di gruppo, ci portano a scegliere semplificando troppo i problemi. Per centinaia di migliaia di anni, quando ci siamo evoluti in piccole bande di cacciatori raccoglitori, era adattivo farlo perché c'era poco tempo per decidere e ogni indugio poteva essere.Oggi decidere a naso ci porta spesso fuori strada. Una scienza delle decisioni umane è possibile perché nella costruzione di scelte inefficienti c'è del metodo. Andare a naso non vuol dire andare a caso2

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Biologia dell'omosessualità. Eterosessuali o omosessuali si nasce, non si diventa Jacques Balthazart Bollati Boringhieri, Torino,pagg. 336, € 26

L'orientamento sessuale è programmato nel cervello prima della nascita da un insieme di condizioni prenatali, genetiche ed epigenetiche, nessuna delle quali viene scelta dal feto Uno dei libri migliori sulla natura bioologica dell'omosessualità è stato pubblicato nel 2010 da Jacques Balthazart e torna quest'anno in libreria. L'approccio di Balthazart parte da studi di laboratorio sulla sessualità animale. In natura risultano circa 450 specie animali che esprimono comportamenti omosessuali, con casi eclatanti come i montoni.

Come i grafici mentono. Capire meglio le informazioni visive Alberto Cairo Raffaello Cortina Editore, Milano, pagg. 256, € 20

La statistica mente. Ma anche i grafici possono nascondere molte menzogne: possono contenere dati discutibili o insufficienti oppure suggerire schemi fuorvianti. Alberto Cairo svela le trappole la visualizzazione grafica dei dati, e dei fattori che possono fare delle rappresentazioni di dati, comunicazioni ingannevoli. Lo spessore epistemologico e l'impianto etico delle sue riflessioni sono rimarchevoli. Uno tra i più famosi professionisti della visualizzazione grafica, nonché professore all'Università di Miami, fonda la qualità e l'onesta del proprio mestiere e il compito di insegnante, sulla capacità di rendersi conto del rischio di mentire usando i grafici, soprattutto involontariamente, cioè a causa della razionalità limitata o dei bias cognitivi. Un capitolo dedicato ai grafici che raccontano la pandemia in corso, che spiega la natura dei rischi che le accattivati illustrazioni statiche o dinamiche che consultiamo ogni giorno per informarci sull'epidemiologia di Covid 19 contengano suggestioni fuorvianti.

La nuova Medicina. Per un nuovo umanesimo medico Domenico Ribatti La nave di Teseo, Milano,pagg. 256, € 18

Il libro di Domenico Ribatti trasmette il messaggio che attraverso l'uso alle metodologie scientifiche, per rendere la cura delle malattie e il godimento della salute più sicuri, efficaci ed equi, la medicina è migliorata, in senso epistemologico e morale. Cosa si potrà mai fare di meglio e di più rispettoso per il paziente, se non continuare a garantire le migliori competenze su piazza e trattarlo come una persona adulta e autonoma. Vita, morte e malattia sono sempre meno fatti privati, dal momento che si verificano all'interno di istituzioni e riguardano l'intera collettività. Il paziente di oggi, diversamente da mezzo secolo fa, sa che la medicina mette a sua disposizione grandi risorse, che egli carica di attese e anche di pretese, che ritiene che possano essere esaudite all'interno di una tecnologia medica d'alto livello. Al contrario, non poche attese e pretese potrebbero e dovrebbero trovare soddisfazione all'interno di un'antropologia relazionale di livello altrettanto elevato.

Il significato biologico e sociale del colore della pelle Nina G. Jablonski, Bollati Boringhieri, Torino, pagg. 353, € 25

Fino a quando i nostri antenati sono rimasti fermi nei luoghi dove nascevano, il colore della pelle non ha creato problemi, ma quando hanno cominciato a muoversi ovunque sul pianeta hanno dovuto attenuare il colore per consentire che le deboli radiazioni delle basse latitudini giungessero sottopelle. A questi mismatch tra l'adattamento all'ambiente e migrazioni, si è aggiunto il fatto che il colore della pelle è diventato un elemento che marcava la diversità tra i gruppi che si incontravano per la prima volta, che preferivano ognuno il colore della propria pelle e reagivano con sospetto o paura a quello degli altri. In quanto stimolo percettivo più immediato, il colore della pelle viene utilizzato dal nostro sistema cognitivo e dalle risposte emotive di allarme per categorizzare sulla base di stereotipi elementari e funzionali le persone con cui veniamo in contatto, e che non sono dei “nostri”. Nina Jablonsky racconta la complessa storia di come sono cambiate le preferenze culturali per il colore della pelle.

Il mondo sottosopra. Stiamo precipitando in un mondo dove la verità è solo un punto di vista in mezzo a tanti? Massimo Polidoro Piemme, Milano, pagg. 503, € 19,50

Il libro di Massimo Polidoro ricostruisce l'intricato delta di interessi, pregiudizi, controlli, ignoranza, manipolazioni, corsie preferenziali che distribuisce il flusso di fatti e conoscenza all'ampio contesto socioculturale. Insieme a Piero Angela e Lorenzo Montali, Polidoro fondava nel 1988 il CICAP, che ha rappresentato per l'Italia un importante presidio culturale contro le credenze nel paranormale e nella pseudoscienza. Ripercorrendo le diverse forme che hanno assunto pseudo credenze e ideologia della post-verità, Polidoro analizza i contenuti improbabili, il ruolo dei bias cognitivi, la teoria del complotto, i negazionismi che ispirano le credenze in un mondo sottosopra, affrontando anche la questione se sia più efficace un approccio aggressivo o uno dialogante rispetto ai diffusori di bufale. Alla fine, consegna al lettore un elenco articolato di consigli per difendersi da false informazioni e che consistono nel controllare le fonti, imparare a leggere le notizie, chiedere le prove, saper ascoltare, evitare di parlare con interlocutori che non ascoltano, fare attenzione a cosa scrivono i divulgatori, essere creativi nella comunicazione e non demoralizzarsi.

Neuropsicologia delle demenze Costanza Papagno, Nadia Bolognini il Mulino, Bologna, pagg. 267, € 25

Abbiamo ereditato un cervello che appare talvolta imperfetto. Commette errori sistematici, difficilmente correggibili, ed è fragile, nel senso che può non durare abbastanza a lungo. Di qui le demenze senili, descritte e studiate da Costanza Papagno e Nadia Bolognini dell'Università di Milano Bicocca: il libro da loro curato è chiaro, aggiornato e documentato. La questione è attuale: i processi degenerativi del cervello sono sempre più un dramma con l'allungarsi della vecchiaia. Se non avverranno catastrofi, si stima che nel 2040 le persone anziane di molti paesi, tra cui l'Italia, soffriranno soprattutto di processi degenerativi del cervello. I neuropsicologi utilizzano diversi test per valutare le prestazioni mentali: attenzione, memoria, linguaggio, funzioni percettive e motorie, capacità di azione. Le misure ottenute con un individuo possono venire messe a confronto con quelle medie di una popolazione. Quando abbiamo a che fare con le demenze, cioè con deficit cognitivi sistematici in uno o più di questi ambiti, si ripresenta il problema dell'ingegneria inversa. Non esiste alcun test che singolarmente sia in grado di distinguere le diverse demenze. Dobbiamo cercare di isolare le funzioni relativamente conservate da quelle deficitarie.

Famiglia Anna Oliverio Ferraris Bollati Boringhieri, Torino, pagg. 171, € 10

Tutti capiscono che cosa sia una famiglia. In realtà pensano al tipo di famiglia che conoscono, quella privilegiata dalla loro cultura ed epoca storica. C'è un concetto di famiglia più generale? Ci sono molti concetti sfumati, con un centro e una periferia. Possiamo individuare una famiglia tipica nella storia dell'umanità? No, come mostra Anna Oliverio Ferraris, che ha insegnato presso l'Università La Sapienza di Roma e che ha scritto una guida laica alla famiglia intesa come snodo tra società e individuo. Un saggio chiaro, ben documentato, meditato e imparziale. Beninteso, c'è un prototipo di famiglia che salta subito alla mente. È quella che vediamo per solito nella pubblicità: una madre, un padre e due o tre figli. Le statistiche elencano altri tipi di famiglie: chi abita solo, i figli senza un genitore, con madre e padre separati, oppure con nuovi partner, anche dello stesso sesso. All'interno della nostra cultura la famiglia della pubblicità è comunque quella tipica, per quanto statisticamente rara. Se allarghiamo l'orizzonte, scopriamo altre possibilità.

E poi, i bambini. I nostri figli al tempo del coronavirus Massimo Ammaniti Solferino, € 12

Massimo Ammaniti ha insegnato all'università La Sapienza di Roma ed è uno dei più noti psicoanalisti italiani dell'età evolutiva. Chi meglio di lui poteva interrogarsi su quel che è successo ai nostri figli al tempo del coronavirus? Non facile rispondere in assenza di ricerche affidabili. Ammaniti ha però aggirato l'ostacolo in modo brillante sfruttando l'eccezionalità della situazione per riflettere sui modi con cui normalmente i bambini italiani sono istruiti e educati. Ha applicato i suoi studi e una lunga esperienza all'esame delle possibili conseguenze di questo grande «esperimento naturale» di cui forse in futuro conosceremo, almeno in parte, gli esiti. Purtroppo, a differenza degli esperimenti veri e propri con variabili controllate, questo esperimento è stato imposto dalla Natura. Possiamo solo riflettere, come ha fatto Ammaniti, sui diversi modi con cui bambini e adolescenti, chiusi in casa e con le scuole non sempre raggiungibili in via telematica, si sono adattati alle nuove situazioni. Amati molto, forse troppo, se presi uno per volta. Ignorati come categoria da una classe dirigente che, nel complesso, bada poco al futuro di chi ha di fronte più futuro.

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Il dilemma dello sconosciuto. Perché è così difficile capire chi non conosciamo Malcolm Gladwell Utet, Milano, pagg. 363, € 20

Malcolm Gladwell, giornalista del New Yorker e divulgatore noto nel campo delle scienze cognitive, analizza le cause degli errori che commettiamo nel farci un'idea di chi incontriamo per la prima volta: si tende a sopravvalutare l'esperienza. Con risultati sperimentali e, soprattutto, con il racconto di casi, Gladwell analizza le cause degli errori che commettiamo nel farci un'idea di chi incontriamo per la prima volta. Per sbagliare meno sarebbe bene approfondire alcune cose e ignorarne altre. In linea di massima, se possibile, sarebbe meglio informarsi sul passato di quella persona, su quello che ha fatto. Dovremmo invece dare meno peso alle prime impressioni che finiscono per guidare i giudizi successivi. Dopo il primo incontro con uno sconosciuto tendiamo a confermare l'idea che ci siamo fatti frettolosamente. La persona dovrebbe restare più a lungo un dilemma. Basta poco, invece, e subito non lo è più. Crediamo di averla «inquadrata». Il «quadrato», però, si rivela poi una figura irregolare e cangiante: chi crediamo conoscere può sorprenderci e coglierci in contropiede. Non solo giudichiamo troppo presto, ma i pre-giudizi si basano spesso su idee correnti, su stereotipi del senso comune.

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