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I 4 scenari per il governo: crisi, aiuto dei «responsabili», esecutivo per le riforme o elettorale

Fino alla primavera del 2021 andare al voto è praticamente impossibile

di Barbara Fiammeri

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Fino alla primavera del 2021 andare al voto è praticamente impossibile


4' di lettura

Le carte restano coperte. Le dichiarazioni di Matteo Renzi a Porta a Porta confermano che Italia viva continuerà a far parte della maggioranza e quindi a sostenere Giuseppe Conte. Ma fino a quando? L’interrogativo al momento è rimasto privo di risposta. Come si dice in questi casi, il quadro è in evoluzione. Il premier si prepara a lanciare la sua Agenda per il 2023 per reagire a quella che ieri ha sintetizzato come l’emergenza Italia.

L’appuntamento per il varo del progetto non è stato ancora fissata ma è imminente. Potrebbe essere l’occasione per provare ad allargare la maggioranza ai cosiddetti responsabili. Che al di là delle smentite di rito si sono già organizzati e sono in numero sufficiente per dar vita a un gruppo parlamentare a condizione però di non essere etichettati come «stampella».

L’ingresso in questo caso sarebbe aggiuntivo e non sostitutivo di Italia viva. Almeno in prima battuta perchè è evidente che a quel punto Renzi, avendo meno forza contrattuale, molto probabilmente lascerebbe la maggioranza. Ipotesi che resta peraltro in piedi in ogni caso e che potrebbe portare al Conte ter o comunque a un rinnovo della fiducia come avvenne con il Governo Letta quando uscì Fi. Del resto il leader di Iv ha confermato anche ieri di voler presentare e votare (in caso di mancato accordo sulla prescrizione) la mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, contando anche sul fatto che per gli eventuali responsabili, qualora entrassero in maggioranza, sarebbe assai indigesto sostenere il governo su questo punto.

L’esecutivo in ogni caso avrebbe in entrambe queste due ipotesi i numeri per andare avanti. A meno che non si apra la prospettiva per dar vita a un altro Governo con un diverso premier e/o una diversa maggioranza. Renzi ieri ha lanciato l’offerta per un esecutivo che abbia al centro la revisione della forma di Governo, con l’elezione diretta del premier. È quello che viene definito «Governo istituzionale» al quale sono chiamate a partecipare forze politiche appartenenti a schieramenti contrapposti.

Per Pd e M5s è la conferma dell’inaffidabilità del leader di Iv. Dal centrodestra sono più indulgenti. Fi apprezza rivendicando (Mariastella Gelmini) la primogenitura azzurra della proposta sul premierato ma chiede a Renzi di rompere prima con Conte. Ma è al maggior partito d’opposizione e al suo leader Matteo Salvini che guarda l’ex premier. L’obiettivo è un governo di legislatura. Renzi sa che tra i leghisti più di qualcuno ritiene che rimanere all’opposizione sia rischioso. Salvini però non cede. L’ex ministro dell’Interno sul merito della proposta non si mette di traverso, anzi rilancia ricordando che il Carroccio sta raccogliendo le firme per l’elezione diretta del presidente della Repubblica. Salvini però continua a ribadire che l’unica possibilità per un governo sostenuto dalla Lega è quello che abbia già scritta la data per un rapido ritorno alle urne. Insomma, un governo elettorale.

Un’affermazione che è un ossimoro. Almeno che per «rapido» non si intenda un anno perché, come ha ricordato lo stesso Renzi, fino alla primavera del 2021 andare al voto è praticamente impossibile: il referendum sul taglio dei parlamentari è ormai alle porte (il 29 marzo) dopodiché ci sono due mesi nei quali dovranno essere disegnati i collegi e la successiva campagna elettorale, si dovrebbe votare quindi in pieno agosto, improbabile. Altrettanto lo è però in autunno perché saremmo in piena sessione di bilancio e centrali torneranno le clausole di salvaguardia Iva. La prima finestra utile sarà quindi quella dei primi mesi del 2021. È questa la data cerchiata in rosso perché poi dal 1° agosto scatterà il semestre bianco, la fase finale della presidenza della Repubblica di Sergio Mattarella, che in quel periodo non può sciogliere le Camere. Ma l’ipotesi che più piacerebbe al leader di Iv è un Governo senza Conte, a prescindere dalla maggioranza. Perché è Conte oggi il suo avversario, colui che gli contende l’elettorato centrista e che negli indici di fiducia tra gli elettori continua a primeggiare. Sfrattarlo da Palazzo Chigi è l’unico modo per renderlo ininfluente.

I QUATTRO SCENARI

1 - Conte resiste
Il rafforzamento della maggioranza
Sì ai responsabili
Nel caso in cui dovesse concretizzarsi la pattuglia di responsabili a sostegno di Conte, l'ingresso di questi parlamentari nella maggioranza sarebbe aggiuntivo e non sostitutivo di Italia viva. Almeno in prima battuta perché Renzi avrebbe meno forza contrattuale

2 - Avanti con M5S-Pd-Leu
L'uscita di Renzi dal governo
Mozione contro BonafedeI
l leader di Iv Matteo Renzi ha confermato anche ieri di voler presentare e votare (in caso di mancato accordo sulla prescrizione) la mozione di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. L'ipotesi che i renziani escano dalla maggioranza resta in piedi

3 - Conte cade
Governo elettorale fino a fine anno
Il 29 marzo c'è il referendum
Nel caso in cui il governo conte dovesse cadere, non si può tornare al voto in tempi rapidi: prima bisogna votare il 29 marzo per il referendum sul taglio dei parlamentari, poi a ottobre inizia la sessione di bilancio. L'ipotesi è quella di un governo elettorale che arrivi a fine anno

4 - Nuova maggioranza
Governo istituzionale per fare le riforme
Lo stop da Salvini e Meloni
Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ieri ha lanciato l'offerta per un governo istituzionale che abbia al centro la riforma della forma di Governo, con l'elezione diretta del premier. Ma le opposizioni, in primis Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno rispedito la proposta al mittente

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