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I 75 anni di vita dell’Onu: la sfida di resuscitare il multilateralismo

Il segretario generale Guterres: la pandemia ha messo a nudo le fragilità del mondo. Il messaggio di Mattarella e il G 20 a guida italiana da dicembre

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Al via la 75.ma Assemblea generale Onu, palazzo di vetro deserto

Il segretario generale Guterres: la pandemia ha messo a nudo le fragilità del mondo. Il messaggio di Mattarella e il G 20 a guida italiana da dicembre


5' di lettura

NEW YORK - Le Nazioni Unite celebrano 75 anni di vita. Furono fondate dai paesi alleati vincitori sulle ceneri della Seconda Guerra nel 1945 con l'obiettivo di evitare un'altra discesa all'inferno, dopo il fallimento della Società delle Nazioni, travolta dai totalitarismi e dagli orrori della guerra mondiale. Eleanor Roosevelt chiamò quel sogno dei paesi uniti «la nostra grande speranza per un futuro di pace». Sull'onda di quell'aspirazione il 26 luglio 1945 i delegati di una cinquantina di paesi a San Francisco firmarono la Carta che pose le basi per far nascere l'Onu.

Lunedì 21 settembre 2020 in un evento ai più alti livelli il segretario generale Antonio Guterres ha dato il via alle celebrazioni per i 75 anni con un forte appello per rilanciare la politica multilaterale, nell'anno forse più difficile dell'organizzazione internazionale dalla sua fondazione, che mostra tutta la sua debolezza per le divisioni interne nel Consiglio di Sicurezza tra Stati Uniti e Cina. «Il coronavirus – ha spiegato Guterres - ha messo a nudo le fragilità del mondo. Possiamo sconfiggerle solo insieme, ma oggi abbiamo un surplus di sfide multilaterali e un deficit di soluzioni multilaterali». Guterres, ex premier portoghese, ha iniziato nel 2017 il suo mandato quinquennale alla guida dell'Onu: «La mia speranza, nel momento presente – ha concluso - è che i leader del mondo siano abbastanza umili da riconoscere la nostra fragilità e da capire che abbiamo bisogno di unità, solidarietà e cooperazione internazionale».

A causa della pandemia, che ha colpito oltre 30 milioni di persone nel mondo con oltre 900mila morti, l'evento si è svolto in maniera virtuale, senza presenza fisica, con la Sala dell'Assemblea dell'Onu per la prima volta nella sua storia vuota. Tutti gli incontri della 75esima Assemblea Generale in calendario fino al 5 ottobre si svolgeranno con la stessa modalità. Dopo Guterres sono intervenuti i capi di stato di oltre 180 paesi che hanno inviato i loro discorsi pre-registrati di tre minuti.
L'Italia è stata rappresentata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Il mondo che intendiamo affidare alle nuove generazioni deve essere migliore di quello che abbiamo ereditato. Le Nazioni Unite sono uno strumento per questo obiettivo: per dare speranza al futuro dell'umanità”, ha detto il presidente italiano.

I leader al termine hanno approvato una Dichiarazione politica nella quale è scritto: «Il nostro mondo non è quello che avevano immaginato i nostri fondatori 75 anni fa. Esso è flagellato da diseguaglianza crescente, fame, povertà, conflitti armati, terrorismo, insicurezza, cambiamenti climatici e pandemie. Tutto ciò richiede un'azione maggiore, non minore», conclude il documento.

Guardando indietro, Guterres ha rilevato il positivo di questi 75 anni di multilateralismo che hanno permesso di evitare conflitti globali, pur con tanti conflitti regionali, le tante missioni di peacekeeping, la decolonizzazione, la formulazione di standard globali sui diritti umani, la fine dell'apartheid, la sconfitta di alcune malattie endemiche, la riduzione della fame nel mondo, lo sviluppo di un quadro di legislazione internazionale per proteggere l'ambiente.

Per il segretario generale il coronavirus rappresenta la più grande crisi internazionale dalla fondazione dell'Onu che però finora non è riuscita a fare molto. Il Consiglio di Sicurezza formato da 15 componenti, tra cui i membri permanenti di Stati Uniti, Francia, Cina, Russia e Gran Bretagna – le nazioni vincitrici della seconda guerra – dal 15 marzo non è riuscito ad approvare la proposta di Guterres di un cessate il fuoco globale, divisa tra le polemiche sull'origine del virus.
Dopo tre mesi di negoziati, con la discussione anche qui tutta incentrata sull'origine del virus, i 193 paesi membri dell'Assemblea Generale sono riusciti ad approvare una timida risoluzione dove si afferma la necessità di una «risposta coordinata» all'emergenza sanitaria con un appello di un cessate il fuoco di 90 giorni. Stati Uniti e Israele hanno votato contro la risoluzione Onu.
L'appello di Guterres ai 193 paesi membri per la creazione di un fondo da 10,3 miliardi di dollari per combattere la pandemia nei paesi più poveri, ha portato finora alla raccolta di appena un quarto della somma.

Al via la 75.ma Assemblea generale Onu, palazzo di vetro deserto

La risposta coordinata della comunità globale fu importante per far uscire il mondo dalla crisi finanziaria del 2008. Gli Stati Uniti, con l'attuale amministrazione, nel nome dell'America First, hanno abbandonato il tradizionale ruolo di guida della comunità internazionale.
Gli Stati Uniti sono ancora il primo paese finanziatore dell'Onu. Ma Trump ha annunciato l'uscita dall'Oms e sta pensando di abbandonare altre agenzie Onu, come il Consiglio dei Diritti Umani, l'Agenzia per gli aiuti ai Palestinesi, il Population Fund dell'Onu. Come è noto, gli Stati Uniti sono usciti dall'Accordo sul clima di Parigi e dall'Accordo Onu sul nucleare iraniano ripristinando le sanzioni unilaterali. Proprio ieri la Casa Bianca ha annunciato nuove sanzioni all'Iran: a metà agosto il Consiglio di sicurezza Onu le aveva già bocciate, ma gli americani vanno avanti per la loro strada isolazionista.

Con la presidenza americana di turno del G-7 non si è riusciti neanche ad organizzare un vertice virtuale dei grandi a giugno, che quest'anno è stato cancellato. Rilanciare la sfida multilaterale è l'obiettivo principale dell'Assemblea dell'Onu appena iniziata. Obiettivo che vede l'Italia è in prima fila come prossimo paese che avrà la presidenza di turno del G-20 da dicembre e per tutto il 2021, dopo Argentina e Arabia Saudita.

L'economia globale a fine 2021 perderà 16mila miliardi di dollari a causa degli effetti della pandemia, secondo l'Fmi che prevede il maggiore crollo del Pil globale dal Dopoguerra, nonostante i 18mila miliardi di aiuti decisi dai governi nel mondo. La pandemia ha accresciuto le diseguaglianze negli stati tra gli stati, con il livello di povertà estrema salito del 7% in pochi mesi e gli Obiettivi di sviluppo dell'Agenda 2030 già difficili da raggiungere sembrano deragliati con questa crisi.

La sfida italiana «sarà carica di grande significato – dice l'ambasciatrice all'Onu Mariangela Zappia – tra bisogni urgenti e possibili soluzioni». L'agenda del G-20 a guida italiana sarà all'insegna dello slogan People, Planet, Prosperity. «Il debito – spiega l'ambasciatrice – sarà uno degli aspetti fondamentali per tentare di ridurre le diseguaglianze nel mondo, in termini di capacità di mobilitazione di risorse e anche di attenzione verso chi è più in difficoltà a causa del coronavirus. Sulla scia di quanto deciso dal G 20 della presidenza saudita che ha posticipato di un anno la restituzione del debito per i paesi più poveri».
Per gli eventi italiani si sta pensando all'autunno del 2021. Oltre al G 20 l'Italia organizzerà anche un vertice mondiale sulla salute assieme all'Ue e all'Oms. «Questa è una iniziativa presa dall'Italia di concerto con la Commissione europea – conclude l'ambasciatrice italiana all'Onu - e sarà importantissima per migliorare le politiche sanitarie nel mondo».

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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