Godere Genova con gli occhi e il palato d'intenditori

2/5Idee e Luoghi

I balli, le dame, lo sfarzo di Rubens e dei palazzi sontuosi nel XVII secolo

Sono trascorsi cinque secoli da quando Pietro Paolo Rubens compì la sua peregrinazione umana e artistica in Italia. Eppure, come dimostra la straordinaria mostra Rubens a Genova, in programma a Palazzo Ducale sino al 22 gennaio prossimo, quella fascinazione e incanto che il giovane artista di Anversa provò e trasmise nel suo stile in un volume di schizzi e disegni, in pratica una sequenza di 72 tavole relative a dodici palazzi e chiese da lui scelti tra i più moderni del XVII secolo, pubblicato a proprie spese, e soprattutto nei ritratti delle dame liguri esposti appunto in questa esposizione, sono rimasti inalterati. “Mi è parso dunque di fare una opera meritoria verso il ben pubblico di tutte le province oltramontane, producendo in luce li disegni da me raccolti - scrive Rubens - d'alcuni palazzi della superba città di Genova”. Nelle sale, la sensualità e carnalità dei sui soggetti provocano sensazioni conturbanti, specialmente Venere, Cupido, Bacco e Cerere, il dipinto Susanna e i Vecchioni, e quel ritratto di Violante Maria Spinola Serra eternamente giovane, eterea, sfarzosa senza quasi saper dev'esserlo. Sempre invitato alle feste, Rubens ricevette continui turbamenti e commissioni: “Questa sera si fece una commedia in Sampierdarena in casa di Nicolò Pallavicino e vi erano una radunata di bellissime dame benissimo all'ordine - scrive ancora il fiammingo -. E vi fu il duca di Mantova. Et finita la commedia, si ballò quasi tutta la notte”. Tra le altre opere coeve, Jan Roos fa volare verso l'alto coi suoi uccelli e pavoni variopinti e davvero realistici.

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