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I bancari dicono sì al contratto: a marzo arrivano gli aumenti in busta paga

Dopo il sì unanime dell’esecutivo dell’Abi, arriva anche il via libera dalle assemblee. Aumento in busta paga di 190 a regime: prima tranche di 80 euro a decorrere da gennaio

di Cristina Casadei

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Dopo il sì unanime dell’esecutivo dell’Abi, arriva anche il via libera dalle assemblee. Aumento in busta paga di 190 a regime: prima tranche di 80 euro a decorrere da gennaio


2' di lettura

Dopo il sì unanime all’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei bancari da parte del comitato esecutivo dell’Abi dello scorso 16 gennaio, arriva anche il via libera da parte delle assemblee dei lavoratori. Nella busta paga di marzo arriverà così la prima tranche che è comunque a decorrere da gennaio. Il contratto porterà in busta paga un aumento di 190 euro a regime in tre tranches: 80 euro la prima, 70 euro la seconda dal primo gennaio del 2021 e 40 euro dal primo dicembre del 2022. Una distribuzione che ha consentito un bilanciamento tra la tutela del potere di acquisto della retribuzione e gli equilibri economici delle banche.

Nonostante sia stata svolta solo una parte delle assemblee, Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin hanno inviato all’Abi una lettera firmata da tutti i segretari generali, Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi, Emilio Contrasto, con cui sciolgono la riserva sull’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritta lo scorso 19 dicembre. La decisione è dovuta anche al provvedimento del governo per l’emergenza Coronavirus che ha vietato assembramenti e quindi “stoppa” di fatto le assemblee dei lavoratori che erano state (in programma fino al 13 marzo) chiamati a esprimersi sull’accordo per il nuovo contratto. L’ipotesi di rinnovo, comunque, è stata approvata a larghissima maggioranza dalle assemblee svoltesi finora e le consultazioni illustrative proseguiranno appena possibile. Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin hanno quindi chiesto all'Abi l’immediata applicazione del nuovo contratto nazionale, compresa la parte economica e i relativi arretrati.

L’aumento economico rappresenta però uno degli elementi del nuovo contratto: il negoziato ha infatti trattato molti aspetti e ha portato al risultato di un vero rinnovo contrattuale e non di un’operazione di manutenzione. Tra le novità più importanti la cabina di regia e il comitato nazionale bilaterale sulla digitalizzazione che rappresenta un elemento di forte innovazione e trasformerà le relazioni sindacali nel settore in un work in progress, le tutele, l’inserimento dell’accordo del 2017 sulle politiche commerciali nell’articolato contrattuale, la riduzione degli inquadramenti che passano da 13 a 9 con un accorpamento dei due livelli delle due aree professionali più basse, con sostanziale invarianza della retribuzione. A questo si aggiungono le soluzioni trovate in materia conciliazione vita privata e lavorativa, la regolamentazione a livello nazionale del lavoro agile, la banca del tempo e la formazione.

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