Il quesito del Lunedì

I benefici «prima casa» non escludono in automatico il pagamento Imu o Tari

L’abitazione non utilizzata come principale è soggetta a Imu. Per l’abitazione a disposizione la Tari non dovrebbe essere corrisposta, ma va verificato il regolamento comunale.

di Pasquale Mirto

1' di lettura

La domanda. Sono in procinto di acquistare un'abitazione con i benefici prima casa, e dopo l’acquisto dovrò vendere l’abitazione attuale entro 12 mesi, in quanto anch’essa era stata acquistata con i suddetti benefici. Nel periodo in cui sarò proprietario di due abitazioni, dovrò pagare l’Imu su una delle due e la Tari su entrambe?
P.M. - Torino

La risposta. Per l’Imu la normativa richiede, al fine di accedere all’esenzione prevista per l’abitazione principale, che il soggetto passivo, e il suo nucleo familiare, abbiano stabilito in un immobile la residenza anagrafica e la dimora abituale. A nulla rileva il fatto che l’acquisto sia avvenuto con i benefici prima casa. Quindi, l’abitazione che non sarà utilizzata come abitazione principale sarà soggetta a Imu come abitazione tenuta a disposizione. Per quanto riguarda la Tari, per l’abitazione a disposizione essa non dovrebbe essere corrisposta, ma occorre verificare il regolamento comunale, perché molti Comuni prevedono, comunque, il pagamento della tassa anche in presenza del solo allaccio ai servizi in rete, sia pure in assenza di mobilio.

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Il quesito è tratto dall'inserto L’Esperto risponde in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 31 maggio.

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