alternanza scuola-lavoro

I Big della farmaceutica aprono le porte agli studenti lombardi

di Laura Cavestri


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(Imagoeconomica)

2' di lettura

Le Big della Farmindustria milanese aprono le porte all’alternanza scuola-lavoro. Farmindustria, Assolombarda e l’Ufficio Scolastico Regionale lombardo hanno presentato stamane il Protocollo d’intesa per l’avvio dell’alternanza scuola-lavoro in filiera in Lombardia. Un progetto che partirà quest’anno e riguarderà 60 studenti delle scuole di Milano: Istituto Tecnico Commerciale Statale (I.T.C.S.) Primo Levi; Istituto d’Istruzione Superiore (I.I.S.) Evangelista Torricelli; Istituto Tecnico Sperimentale a Ordinamento Speciale (I.T.S.O.S.) Marie Curie.

Coinvolte diverse imprese del farmaco: Amgen, AstraZeneca, Avara Liscate Pharmaceutical Services, Bayer, Biologici Italia Laboratories (Gruppo Recipharm), Boehringer Ingelheim, Bidachem, Bracco, Dompé Farmaceutici, Eisai, Euticals (Gruppo Amri), Grunenthal Italia, Italfarmaco, Janssen Italia, Istituto Lusofarmaco Italia, Lodichem, Lundbeck Italia, Neopharmed Gentili, Novartis Farma e Sanofi.
«Formazione e innovazione sono due aspetti fortemente correlati – ha commenta Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria –. Partire dai più giovani, dagli studenti di scuola superiore, significa guardare al futuro in maniera strategica. Ecco perché siamo veramente entusiasti per la firma di questo Protocollo. Il Paese, nel nostro settore, è in grado di attrarre investimenti da tutto il mondo grazie alla qualità delle risorse umane. Vogliamo quindi permettere ai ragazzi di conoscere la realtà delle imprese del farmaco, che è altamente tecnologica e con grandi prospettive. E mostrare la bellezza della ricerca, indispensabile per terapie sempre più efficaci. Lo facciamo in una Regione in cui l’industria farmaceutica è un’eccellenza».

La Lombardia, infatti, è la prima Regione farmaceutica in Italia per presenza industriale e per valore degli investimenti in Ricerca e Sviluppo. Conta oltre 28mila addetti nelle aziende del farmaco, cui si aggiungono altri 18mila nell’indotto.
«Offrire un orientamento ai ragazzi che a breve dovranno scegliere quale strada percorrere nella loro formazione. È questo il fulcro del progetto – specifica Antonio Messina, vicepresidente di Farmindustria –. L'alternanza è un momento importante per gli studenti che vedono con i propri occhi il lungo iter del farmaco, dalla ricerca alla produzione, e possono così arricchire il proprio bagaglio di competenze. Osservare, imparare, essere curiosi e flessibili è indispensabile per rispondere prontamente ai veloci cambiamenti che la tecnologia apporterà. E le imprese del farmaco vogliono trasmettere questa mentalità agli studenti».

Il progetto di alternanza scuola-lavoro in filiera è già partito nel Lazio (Roma, Latina e Frosinone) e in Emilia Romagna (Bologna e Parma).

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