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I biscotti della coop sociale hanno battuto il covid con frollabus ed e-commerce

L’iniziativa marchigiana Frolla Microbiscottificio lanciata da due giovani per coinvolgere ragazzi diversamente abili. Fatturato in crescita e espansione

di Carlo Andrea Finotto

Diversamente Bar - Il bar di Frolla il microbiscottificio

3' di lettura

Il nome dice già molto: Frolla Microbiscottificio. L’essenziale, però, è invisibile agli occhi... Dietro al nome di questa impresa si nasconde una storia particolare che ha preso vita nel 2018: per la precisione il 12 maggio, a Osimo, in provincia di Ancona. Jacopo Corona, 26 anni, pasticciere, e Gianluca Di Lorenzo, 40 anni, operatore sociale, sono due amici che hanno un progetto d’impresa chiaro ma sfidante: dare vita a una cooperativa sociale per fornire a soggetti socialmente svantaggiati un percorso di inserimento lavorativo.

Il tutto prende sempre più forma, proprio come un biscotto, dopo l’incontro con Silvia Spegne, madre di un ragazzo con disabilità: il team decide di produrre biscotti con ragazzi diversamente abili.

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Il crowdfunding iniziale

L’iniziativa, intanto, trova posto dentro l’incubatore di imprese di Ancona e decide di affidarsi al crowdfunding per trovare le risorse necessarie e aprire il laboratorio. Sul territorio questo sistema di finanziamento non è proprio una novità ma quasi, come racconta Jacopo Corona: «Avevamo un po’ di timore, perché non sapevamo se avrebbe avuto successo. Invece si è creato interesse, c’è stata una sorta di passa parola e si creato un grande senso di comunità». Non sono mancati gesti e sostegni particolari: «Una signora anziana, pur di dimostrare il suo appoggio, ci ha fatto avere un ciambellone. Dal punto di vista economico, invece, la prima campagna ha raccolto 12mila euro. Inoltre abbiamo avuto l’appoggio da parte di una gruppo di importanti imprenditori locali, che hanno fornito sostegno concreto anche con la fornitura delle materie prime e i locali riqualificati per insediare l’attività».

Valore umano e fatturato

Frolla Microbiscottificio diventa un’esperienza concreta, con un team di 18 ragazzi diversamente abili, in perfetta sintonia con quanto stabilito dalla legge, ovvero una persona disabile ogni 3 dipendenti. I turni di lavoro sono basati su rotazioni da 4 ore, dal martedì alla domenica. «La rotazione è stata una scelta ben precisa: in questo modo si creano sempre più stimoli tra i ragazzi e così facendo si dà un contributo prezioso alla loro crescita e allo sviluppo della loro curiosità» spiegano i protagonisti, sottolineando che in questa iniziativa è il valore umano che influenza la produttività. Ogni giorno vengono confezionati circa 150 sacchetti di biscotti.

Che l’iniziativa partita da Corona e Di Lorenzo abbia colto nel segno lo si capisce dai numeri. Il fatturato, infatti, cresce ogni anno: 105mila euro nel 2019, 175mila nel 2020 e 235mila euro nell’ultimo esercizio.

Frollabus per battere il covid

I numeri sono ancora più interessanti se si pensa che poco dopo essere diventato operativo Frolla Microbiscottificio si è trovato a fare i conti con lo tsunami della pandemia di covid 19. Era stato appena aperto il “DiversamenteBar”, che ora ha una sede anche a Castelfidardo (Ancona). «Sì, il coronavirus ci ha costretti a cambiare un po’ i piani iniziali: il bar era appena aperto e il magazzino era pieno di materie prime. Noi abbiamo deciso di affrontare anche questa sfida senza fermarci e quindi abbiamo investito sul commercio elettronico e sul bar mobile». È così che è nato il frollabus, finanziato con un’altra campagna di crowdfunding da 30mila euro. Il pulmino è stato utilizzato per portare i prodotti nei paesi e nelle piazze, nei mercati.

Anche in questo caso, i risultati ci sono stati: se la terra madre di Osimo è la più attiva con il 6,6% delle vendite totali di Frolla Microbiscottificio, anche grazie all’e-commerce, al secondo posto si piazza Milano con il 5,2% del totale. Roma invece è al 3,5%.

I piani di espansione

Jacopo Corona conferma che i territori di Monza, Brianza e Milano sono quelli dove la cooperativa sociale vende di più dopo le Marche. Per quanto riguarda i piani di espansione «lavoriamo alla distribuzione dei nostri prodotti, da affiancare alla vendita diretta. Stiamo individuando negozi partner, con piccoli numeri, per avere riferimenti in varie parti d’Italia».
Oggi, sottolinea Corona, «siamo quasi a 25 persone, abbiamo preso nuovi spazi per ampliare magazzino e laboratorio e stiamo pianificando 20-30 punti vendita nel centro – nord Italia: nelle Marche, in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia».

Le partnership sul territorio

Lo stretto rapporto con la comunità territoriale nato sin dai primi passi di Frolla Microbiscottificio prosegue anche ora, con una serie di rapporti con aziende per produzioni mirate o progetti particolari. È il caso di Clementoni con cui si è lavorato alla creazione di
un gioco da tavola di Frolla, per sensibilizzare il tema dell’inclusione lavorativa attraverso
l’aggregazione. Sul fronte della formazione, invece, è nato il rapporto con l’istituto alberghiero di Loreto per progetti di alternanza scuola/lavoro. Frolla è impegnata anche nella realizzazione di un incubatore d’impresa rivolto al terzo settore in partenariato con altri enti del territorio marchigiano.


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