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Professionisti, bonus anti-Covid verso quota un miliardo di euro

Con i mille euro della rata di maggio le domande totali dagli iscritti alle Casse arriveranno a 1,5 milioni

di Antonello Cherchi e Valeria Uva

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Con i mille euro della rata di maggio le domande totali dagli iscritti alle Casse arriveranno a 1,5 milioni


4' di lettura

Un milione e mezzo di domande e oltre un miliardo di euro per i professionisti ordinistici nei mesi di marzo, aprile e maggio.

Dopo che con il decreto legge agosto - il cui testo è stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato il 13 agosto e sale a 115 articoli - il Governo punta a sciogliere le ultime riserve sull’indennità di maggio riservata agli iscritti alle Casse private (si veda anche il Sole 24 ore del 6 agosto), si può tentare un bilancio di tutta l’operazione di sostegno affidata al reddito di ultima istanza per tamponare la crisi da Covid.

Secondo i dati che il Sole 24 Ore ha raccolto dalle 16 Casse in cui si scompone l’universo ordinistico (non ha risposto solo l’ente pluricategoriale Epap), le richieste viaggiano a un ritmo di poco inferiore al mezzo milione al mese. Il dato è praticamente consolidato per marzo e aprile e di fatto sarà replicato a maggio, visto che secondo il Dl Agosto l’indennità per questo mese ricalcherà i requisiti dettati per l’assegnazione del bonus ad aprile e sarà quindi riconosciuta in automatico senza una nuova istanza. Con l’importante differenza che l’aiuto a maggio salirà da 600 a mille euro.

I requisiti

Non sono previste ulteriori penalizzazioni: in pratica i mille euro di maggio spetteranno senza condizioni a tutti i liberi professionisti non pensionati con reddito 2018 sotto i 35mila euro, mentre quelli tra i 35mila e i 50mila euro di reddito dovranno dimostrare un calo delle entrate nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 pari ad almeno il 33 per cento. Del bonus, infine, beneficeranno anche i nuovi iscritti del 2019.

Pure a maggio gran parte delle richieste andranno in automatico per chi ha fatto domanda a marzo o aprile, ma prima di dare il via libera all’assegno gli enti di previdenza dovranno comunque verificare che nel frattempo non sia scattato il pensionamento di chi richiede il contributo. Inoltre, sarà chiesto un supplemento di istruttoria anche per chi ha cessato l’attività dal 30 aprile al 31 maggio: il lasso temporale viene esteso dal Dl Agosto e coloro che vi rientrano dovranno presentare domanda entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta del decreto legge. Per le Casse, dunque, si prospetta un agosto molto caldo. A disposizione ci sono 530 milioni di euro.

LE RICHIESTE GIÀ LIQUIDATE
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Il bilancio

Sommando le domande liquidate di marzo e aprile si arriva a 937mila assegni» già intascati (a cui dovrebbero aggiungersi circa 12mila di Epap che solo per marzo aveva già reso noto di aver liquidato oltre 6mila istanze).

La platea si aggira sul mezzo milione di professionisti e un valore fin qui erogato di 534,371 milioni. Una cifra tutta anticipata dalle Casse e rimborsata finora per meno della metà: 243 milioni a valere su marzo, mentre aprile - le cui domande si sono chiuse l’8 luglio - non è ancora stato rimborsato.

Per le proiezioni su maggio, il dato a cui guardare è probabilmente quello di aprile. Il bonus assegnato quel mese non risentiva, infatti,del vincolo - in cui è incappato il contributo di marzo - dell’iscrizione esclusiva alla Cassa a cui si chiedevano i 600 euro. La cancellazione di quel limite ha, infatti, fatto aumentare le istanze presentate ad aprile, che sono arrivate a un totale di 479.340. Pertanto, l’ordine di grandezza che ci si deve aspettare per maggio - alle condizioni disegnate per ora dal Dl Agosto - è di circa 485mila domande, considerando che dovranno essere aggiunte quelle degli iscritti all’Epap. Per un nuovo esborso di 485milioni, che porterà il bilancio finale dell’operazione appunto poco sopra il miliardo di euro. Il decreto, peraltro, dovrebbe prevedere anche un’ indennità ulteriore per gli autonomi costretti alla quarantena Covid.

I ripescaggi

A questa cifra vanno aggiunti gli eventuali “ripescaggi” di quanti a marzo sono stati esclusi dai 600 euro a causa del sopraggiunto vincolo di esclusività di iscrizione alla Cassa (requisito poi cancellato ad aprile). Solo di recente il ministero del Lavoro lo ha “eliminato” anche per marzo, rispondendo a un quesito della Cassa commercialisti. Gli enti previdenziali stanno facendo gli accertamenti, tant’è che molti non sono stati in grado di fornire i numeri. Di sicuro il bonus spetta ai 908 commercialisti, rimasti in sospeso. Mentre per i 4.187 avvocati nelle stesse condizioni, Cassa forense chiede certezze per le coperture. Chiarimenti sono attesi anche da Enpap per oltre 7mila psicologi in regime di non esclusività. Enpam ha riaperto l’istruttoria su 2.569 domande di medici e dentisti e valuterà l’annullamento in autotutela del diniego.

Nessun ripescaggio è per ora atteso per i consulenti del lavoro, perché la piattaforma Enpacl non consentiva in partenza la presentazione della domanda senza il requisito della esclusività. Inarcassa, invece, prevede l’esclusività di iscrizione da regolamento. Ma anche quegli enti che hanno un’idea più chiara, si riservano un’ultima verifica sui numeri: è il caso, per esempio, dell’Enpaia.

Secondo i dati disponibili al momento, i professionisti che possono aspirare ad avere i 600 euro negatigli a marzo sono poco meno di 10mila.

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