il quesito del lunedì

I bonus casa passano all’erede? Sì, se tiene l’immobile (e non lo affitta)

di Agnese Menghi


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2' di lettura

Il quesito. Mio padre, deceduto, nella sua dichiarazione dei redditi aveva inserito spese per ristrutturazioni di immobili; ha fruito, fino ad ora, di tre anni di tale bonus. I restanti sette anni possono essere a me trasferiti? B.P. - Catania

La risposta. Il comma 8 dell'articolo 16–bis del Tuir (Dpr 917/86) prevede che «in caso di decesso dell'avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene». Di conseguenza, gli eredi possono fruire delle rate restanti dell'agevolazione solo nell'ipotesi in cui conservino la detenzione materiale e diretta del bene, ma non è necessario che l'immobile sia adibito ad abitazione principale dell'erede.

Tuttavia, la condizione della «detenzione materiale e diretta del bene» deve sussistere non solo per l'anno dell'accettazione dell'eredità, ma anche per ciascun anno per il quale il contribuente intenda fruire delle residue rate di detrazione. A tal proposito, l'agenzia delle Entrate nella circolare 7/E/2018 aveva precisato quanto segue:
• nell'ipotesi in cui l'immobile ereditato venga locato, non spetta la detrazione in quanto l'erede proprietario non ne può disporre;
• se l'immobile è a disposizione, la detrazione spetta in parti uguali agli eredi;
• se vi sono più eredi, qualora uno solo di essi abiti l'immobile, la detrazione spetta per intero a quest'ultimo non avendone più gli altri la disponibilità.

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 10 giugno 2019.

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