le misure per famiglie e imprese

I bonus del decreto rilancio: ipotesi 1.200 euro per le baby sitter e fino a 500 euro per le vacanze

Il governo è al lavoro su quello che si chiamerà “dl Rilancio”. I diversi ministeri hanno inviato diverse proposte, contenute in un documento di lavoro di oltre 770 pagine

I bimbi a maggio nei parchi, a giugno centri estivi

Il governo è al lavoro su quello che si chiamerà “dl Rilancio”. I diversi ministeri hanno inviato diverse proposte, contenute in un documento di lavoro di oltre 770 pagine


4' di lettura

Si chiamerà “decreto Rilancio” (dopo essere stato prima “decreto aprile” e poi “decreto maggio”) il prossimo decreto sul quale il governo è al lavoro per sostenere l'economia - dalle famiglie alle imprese - nella fase di gestione della crisi provocata dal coronavirus. I diversi ministeri hanno inviato le proposte, che sono contenute in un documento di lavoro di oltre 770 pagine. Molte proposte sono incomplete, altre non trovano il parere favorevole della Ragioneria. Il documento, che fotografa un provvedimento in evoluzione, contiene norme dal lavoro alla salute, dalla famiglia allo sport.

Tax credit vacanze fino a 500 euro
Tra le proposte, quella di un credito d'imposta a favore dei nuclei familiari con un reddito Isee non superiore a 35.000 per il pagamento dei servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive e utilizzabile dal 1 luglio al 31 dicembre 2020, in favore di un solo componente per nucleo familiare nel limite massimo di 500 euro. La misura del credito sarebbe di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona.

Ipotesi bonus baby sitter 1.200 euro
Salirebbe da 600 a 1.200 euro il bonus per il baby sitting che si estenderebbe anche ai centri estivi, nelle diverse declinazioni che vanno dai servizi integrativi per l'infanzia ai servizi socio educativi territoriali.La misura - che non riporta rilievi della Ragioneria - prevede anche un incremento a 2.000 euro per il bonus in favore del personale sanitario.

Stop a licenziamenti per cinque mesi
Altra ipotesi riportata dal documento di lavoro in vista della predisposizione del Decreto Rilancio, l’estensione dai 60 giorni del Cura Italia a cinque mesi per il divieto dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, con sospensione anche delle procedure pendenti. Viene inoltre concessa la possibilità al datore di lavoro di revocare in ogni tempo l'eventuale licenziamento purché faccia richiesta di cassa integrazione salariale in deroga.

Cig Covid semplificata, ancora 12 settimane
La proroga per il trattamento di Cassa integrazione potrebbe essere di 12 settimane e non di 18 come proposto inizialmente e partirebbe dai periodi che decorrono dal 23 febbraio fino al 31 ottobre. Una nota della Ragioneria indica infatti le 12 settimane come il periodo coperto finanziariamente. È prevista una spesa di 1,2 miliardi. Arrivano anche semplificazioni: i datori di lavoro che non anticipano i trattamenti ordinari di Cig possono fare richiesta diretta all'Inps di pagamento della prestazione.

331 milioni euro per riapertura scuole a settembre
Per le “Misure per sicurezza e protezione nelle istituzioni scolastiche statali e per lo svolgimento in condizioni di sicurezza dell'anno scolastico 2020/2021”, la «norma incrementa di 331 milioni di euro, per l'anno 2020, il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, per la sicurezza e protezione delle istituzioni scolastiche ed educative».

1, 5 mld a sanità territoriale
È destinata poi a essere rafforzata l’offerta sanitaria e socio-sanitaria territoriale per fronteggiare l’emergenza con la somma di 1,5miliardi. L'ipotesi di finanziamento è finalizzata ad una presa in carico precoce dei pazienti contagiati, dei pazienti in isolamento domiciliare obbligatorio, dimessi o paucisintomatici non ricoverati e dei pazienti in isolamento fiduciario. Saranno le regioni e le province autonome ad adottare piani di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale.

Editoria, credito imposta per carta e digitale
Tra le principali proposte relative al settore editoriale contenute nel documento di lavoro per la messa a punto del decreto Rilancio c’è l’innalzamento dal 30% al 50% dell'importo massimo degli investimenti pubblicitari nel settore editoriale ammessi al credito d'imposta, la forfettizzazione delle rese dei quotidiani ai fini della riduzione pagamento dell'Iva aumentata dall'80% al 95%, nonchP il riconoscimento di un credito d'imposta dell'8% della spesa sostenuta nel 2019 per l'acquisto della carta. Da segnalare anche un contributo una tantum fino a 500 euro per gli edicolanti, un credito d'imposta pari al 30% della spesa sostenuta nel 2020 per l'acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate digitali e la proroga di sei mesi - dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021 - per gli affidamenti dei servizi di informazione primaria.

Fondo di 150 milioni per librerie e musei
Tra le ipotesi anche un “Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali”, con una dotazione di 150 milioni di euro, per il sostegno delle librerie, dell'intera filiera dell'editoria, musei e luoghi di cultura. Il Fondo sarebbe destinato anche «al ristoro delle perdite derivanti dall'annullamento, in seguito all'emergenza epidemiologica da Covid-19, di spettacoli, fiere, congressi e mostre».

280 milioni per lo spettacolo
Infine c’è l’incremento da 80 a 230 milioni del Fondodi parte corrente per le emergenze dedicato ai settori dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo, istituito nello stato di previsione del ministero di beni culturali e turismo e poi di quello di conto capitale, così da portare complessivamente le risorse per il settore ad una cifra pari a 280 milioni di euro.

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