Classifica Kantar

I brand di moda e lusso sono i più amati del made in Italy nel mondo

Gucci, Prada e Fendi dominano la classifica dei “Top 30 Valuable Italian Brands” di Kantar. Bottega Veneta ha registrato la crescita più alta

di Redazione Moda

Il nuovo flagship store Gucci a Namiki, Tokyo

2' di lettura

Dei primi 15 marchi del made in Italy dal valore più alto, sei appartengono al settore moda e lusso: la classifica di Kantar, “Top 30 Most Valuable Italian Brands” conferma la forza trainante dell’alto di gamma per la reputazione e il valore dell’industria italiana nel mondo. Il “valore” attribuito a questi 30 brand è il risultato di un calcolo che tiene conto di performance finanziarie, della percezione dei consumatori e della capacità del brand di produrre crescita e valore finanziario.

Al primo posto c’è Gucci (con una brand value di 33,8 miliardi di dollari, in aumento del 12% rispetto al 2020), seguito nella top ten al sesto posto da Prada (3,9, +29%) e all’ottavo da Fendi (3,1 miliardi). Seguono Bottega Veneta al 12esimo posto (2,2 miliardi), Giorgio Armani al 13esimo (ma è il primo del settore per livello di sostenibilità) e Bulgari al 15esimo. Salvatore Ferragamo si trova al 19esimo posto. Fra i cinque marchi che hanno accresciuto più velocemente il loro valore nel corso dell’ultimo anno ci sono Bottega Veneta (+54%) e Fendi (+48%). Il successo del brand di Kering, secondo gli analisi di Kantar, è riconducibile in parte anche a una più selettiva strategia legata ai social media, mentre Fendi (nel portafoglio Lvmh) è stata premiata anche per la sua avanzata policy sulla sostenibilità.

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I primi 30 marchi considerati dalla classifica hanno generato nel 2021 ricavi per 114,5 miliardi di dollari, in crescita dell’11% rispetto all’anno precedente, un’ottima perfomance considerate le limitazioni imposte dalla pandemia. In generale il segmento luxury è il primo per contributo, con un valore collettivo dei brand pari a 48 miliardi di dollari, aumentato del 16% rispetto all’anno prima. Il lusso è anche la categoria più esposta all’estero, aspetto che ha contribuito a sostenere i dati del settore, soprattutto grazie al buon andamento dell’Asia e della Cina in particolare.

l report sottolinea come questi top brand siano accomunati dalla capacità di cogliere subito l’opportunità del digitale, considerato non più solo strumento di comunicazione ma anche di marketing. Infine, i top 30 italiani hanno registrato complessivamente una crescita superiore alla media globale, +11% rispetto al +10%, ma anche rispetto ai top 30 brand di Cina (cresciuti dell’8%), Germania (+6%) e Francia (+5%).

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