Vertice a Brasilia

I Brics rilanciano il libero scambio. Sì all’Accordo sul clima e “no” al protezionismo

Eluso il “nodo” Venezuela sui cui Brasile, Russia e Cina divergono

di Roberto Da Rin


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(EPA)

2' di lettura

Era il Venezuela il convitato di pietra, eppure non se ne è fatto cenno. Sono stati rafforzati i punti di convergenza e, deliberatamente, ignorati quelli di divergenza. Al vertice dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) concluso a Brasilia, il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo brasiliano, Jair Bolsonaro, sono stati i primattori del summit, che negli ultimi anni aveva perso vigore.

Libero scambio globale, lotta al protezionismo e pieno appoggio all'Accordo di Parigi sul cambiamento climatico: sono stati questi i principali punti contenuti nella dichiarazione finale firmata a Brasilia da Bolsonaro, Xi Jinping, il presidente russo Vladimir, quello dell' India, Narendra Modi e il Sudafricano Cyril Ramaphosa.
«Ribadiamo l'importanza di un commercio internazionale trasparente, non discriminante, aperto, libero ed inclusivo», si legge nel documento, nel quale i cinque leader si dichiarano impegnati nella promozione di «un sistema commerciale multilaterale, imperniato sull'Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc)» i cui membri devono «evitare le misure unilaterali e protezioniste».

Nessun cenno invece riguardo alla grave crisi politica e istituzionale in corso in Venezuela, un tema caldo su cui Cina, Russia e Brasile sono molto distanti: il Brasile riconosce Juan Guaidò, presidente del Parlamento venezuelano, come presidente legittimo a Caracas mentre Russia e Cina sono i principali alleati internazionali del governo di Nicolas Maduro.
I paesi Brics hanno anche ribadito il loro «appoggio all'accordo di Parigi sul cambiamento climatico», sottolineando l'”importanza dell'implementazione dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile «senza però compromettere la sovranità» di ogni paese nella gestione delle sue politiche ambientali, un tema particolarmente importante per Bolsonaro dopo le critiche internazionali delle quali è stato l'oggetto a causa dell'aumento del 100% degli incendi forestali in Amazzonia durante la prima metà dell'anno.

Oltre a questo impegno «a favore dello sviluppo sostenibile in termini economici, sociali ed ambie●ntali», i cinque paesi del Brics hanno anche espresso il loro appoggio comune «al multilateralismo e la cooperazione fra gli Stati per garantire il mantenimento della pace e della sicurezza» così come «alla preservazione del ruolo centrale delle Nazioni Unite» nel sistema politico mondiale.

Rilanciato infine il ruolo della New Development Bank Brics, la Banca dei Brics, istituita nel 2014 con sede a Shanghai e un capitale iniziale di 100 miliardi di dollari. Ebbene, è stata annunciata l'apertura di una sede a Mosca. L'obiettivo dell'organismo è di mobilitare risorse per infrastrutture e progetti di sviluppo sostenibile nelle economie emergenti.
Nel solo mese di settembre la banca del Brics ha approvato quattro nuove infrastrutture e progetti di sviluppo, con prestiti per un totale di 1,4 miliardi di dollari. Questi nuovi investimenti ridefiniscono il portafoglio della Banca; il totale è di 42 progetti per un valore complessivo di 11,6 miliardi di dollari.

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