regole e debito pubblico

I BTp, le assicurazioni e i requisiti di Solvency

Il meccanismo imprevisto e imprevedibile per cui le compagnie sono costrette a disfarsi dei BTp a prescindere dalla loro effettiva rischiosità

di Carlo Ferraresi*

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Il meccanismo imprevisto e imprevedibile per cui le compagnie sono costrette a disfarsi dei BTp a prescindere dalla loro effettiva rischiosità


3' di lettura

La tutela degli interessi degli assicurati e degli azionisti di una compagnia di assicurazione obbliga oggi gli amministratori a ridurre la quantità di titoli di stato italiani in portafoglio, originando inevitabili conseguenze sul sistema Italia. E' naturale e doveroso che chiunque sia chiamato a porre in essere una simile operatività si interroghi circa il razionale sottostante. Laddove l'esposizione a titoli di stato italiani mettesse effettivamente a rischio i risparmi degli assicurati e gli investimenti degli azionisti, non ci sarebbe bisogno di specifiche normative per convincere gli amministratori ad operare subito in tal senso: il mandato fiduciario ricevuto non ammetterebbe alternative.

Purtroppo, però, le condizioni di mercato registrate a partire dal 2020 hanno innescato un meccanismo imprevisto ed imprevedibile per cui, pur non facendo registrare una effettiva rischiosità per i nostri BTP, le compagnie sono costrette a disfarsene.Il tasso di rendimento medio dei BTP a dieci anni nell'anno compreso tra giugno 2018 e maggio 2019 è stato di circa 150 bps superiore a quello fatto registrare nel corso del 2020, così come lo spread rispetto al tasso Swap a 10 anni è stato di 60 bps superiore. Eppure, in quel periodo, i livelli di solvibilità delle compagnie italiane sono rimasti in area di sicurezza e le stesse non sono state costrette a vendere BTP.Cosa rende quindi oggi necessaria la vendita dei BTP?La principale “novità” origina da un fenomeno che quando il sistema Solvency II è stato concepito e strutturato nessuno poteva prevedere: la presenza di tassi risk-free persistentemente bassi e sostanzialmente negativi. A fronte di un livello medio del tasso Swap a 10 anni pari a 80 bps nel periodo compreso tra giugno 2018 e maggio 2019, nel corso del 2020 tale valore è diventato negativo e mediamente pari a -10 bps.

Poiché nel sistema di regole Solvency II la valutazione di attività e passività si effettua in logica market-consistent, il tasso risk-free è fondamentale per stimare sia il valore ad oggi degli impegni presi nei confronti degli assicurati, sia il rendimento delle attività possedute per far fronte agli stessi: valori negativi generano un marcato peggioramento del livello di solvibilità, purtroppo non corretto dal cd. volatility adjustment perché – paradossalmente – i BTP godono di buona salute.Con l'attuale sistema di regole, l'unico modo per evitare di avere un livello di solvibilità che non vari nel tempo in funzione del livello dei tassi risk-free è quindi avere un portafoglio di attività il cui valore ad oggi si ottenga scontandone i flussi ad un tasso simile a quello con cui si scontano le passività: in pratica, occorre vendere BTP ed acquistare titoli risk-free, concorrendo a farne ulteriormente ridurre il tasso.

Se quindi, da un lato, l'introduzione del sistema Solvency II ha consentito alle compagnie di trovarsi preparate per gestire un contesto di mercato così critico grazie ai processi di controllo del rischio e della solvibilità che ha reso obbligatori, dall'altro sta penalizzando il settore a causa di algoritmi valutativi disegnati in un contesto del tutto diverso; cui, in assenza di variazioni legislative a livello comunitario, tutti devono – ovviamente – rigorosamente attenersi: supervisore europeo, supervisore italiano, compagnie.Prescindendo dal livello di solvibilità con cui si è arrivati all'attuale assetto dei mercati (un livello che ha toccato per il Gruppo Cattolica un'importante soglia critica a metà maggiocon poco più del 100% per poi ritornare sopra il 140% già a giugno) la spinta a ridurre il peso dei BTP in portafoglio è un fenomeno generalizzato che interessa tutto il settore assicurativo.L'EIOPA ha da poco affrontato il tema dei tassi persistentemente bassi o negativi (EIOPA, Supervisory statement on the impact of the ultra-low/negative interest rate environment, February 2020), individuando possibili misure correttive del sistema Sovency II da potersi prendere nel breve e nel medio-lungo termine. Per l'Italia è assoluta priorità fare sistema affinché il modello Solvency II evolva quanto prima, così da considerare in modo complessivo l'attuale contesto di tassi. Tutto ciò consentirebbe di raggiungere obiettivi comuni: sostenere il Paese e allo stesso tempo proteggere clienti ed azionisti.

*Amministratore delegato Cattolica Assicurazioni

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