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I buoni pasto in crescita negli anni di smart working e lavoro agile

I Ticket Restaurant hanno saputo rispondere alle esigenze in rapido mutamento grazie alla loro flessibilità e versatilità di utilizzo. Ma rilevante è stato anche l'aumento della soglia di deducibilità che nel 2020 è stata portata a 8 euro

3' di lettura

Negli ultimi due anni sono cambiate le abitudini, è cambiato il modo di vivere, è cambiato il modo di lavorare. Ed è mutata anche la pausa pranzo degli italiani: tra smart working e lavoro flessibile, da un lato sono emerse nuove esigenze e dall'altro si sono consolidate tendenze che già da tempo si stavano sviluppando. Così, fino a pochi anni fa era ancora centrale il ruolo della mensa aziendale per poter garantire il servizio di ristorazione, durante gli ultimi anni la tendenza da parte delle imprese è stata sempre più quella di lasciare ai dipendenti piena libertà nella scelta delle modalità di fruizione della pausa pranzo.

Un trend, questo, che si è consolidato ancor più con il ricorso sempre più frequente al lavoro a distanza, alla telepresenza o a modalità di lavoro agile e flessibile che, ovviamente, rendono il servizio mensa interno sempre più problematico. In questo scenario, si è confermata anche l'evoluzione del settore dei buoni pasto, che negli ultimi anni hanno visto un boom di consensi proprio grazie alla versatilità d'uso che riescono a garantire.

Se infatti per la classica pausa pranzo nel ristorante aziendale bisogna per forza di cose essere fisicamente presenti negli orari di apertura previsti, il buono pasto può essere utilizzato ovunque e senza limiti di tempo: è adatto per chi è in ufficio e vuole pranzare al bar o al ristorante all'angolo, ma anche per chi è in smart working e si fa portare il pranzo da un rider, per chi preferisce un panino al volo alla scrivania e per chi invece non rinuncia alla cucina casalinga e con i buoni pasto acquista gli alimentari al supermercato e si prepara la “schiscetta” da portare al lavoro.

Tra i motivi del crescente successo dei buoni pasto negli ultimi anni non si può infatti non tenere conto del fatto che i ticket possono essere spesi non solo nei locali, ma anche al supermarket. E quindi, in alcuni casi, possono diventare una forma di supporto fondamentale per la spesa delle famiglie.

Altro elemento che ha contribuito al boom dei buoni pasto negli ultimi due anni è però anche il fatto che nel 2020 la soglia di deducibilità dei buoni pasto digitali è passata da 7 a 8 euro (anche se quella dei buoni cartacei è stata abbassata da 5,29 a 4 euro): un cambiamento che, secondo uno studio di Sda Bocconi School of Management, ha avuto un impatto notevole. La politica di esenzione che ha reso i buoni pasto fiscalmente vantaggiosi per le aziende, secondo il report, stimolerà un settore che in Italia vale circa 3 miliardi di euro e che può contare su 2,4 milioni di utenti (un milione e mezzo nel settore privato, e 900mila persone nel pubblico) che spendono i loro ticket in 150mila esercizi convenzionati. E che, secondo una ricerca di Forbes, considerano i buoni pasto tra i benefit più apprezzati.

Soprattutto se sono totalmente flessibili come Ticket Restaurant, che non per nulla è da sempre il più utilizzato nel nostro Paese, tanto che il suo nome è diventato il sinonimo stesso di “buono pasto”. E che oltre a essere disponibile in due diversi formati (quello classico cartaceo e quello elettronico caricato su tessera utilizzabile anche attraverso app) per rispondere a qualsiasi esigenza, è anche uno strumento di risparmio per le aziende. Oltre a non costituire reddito di lavoro dipendente (e quindi a essere esenti da contributi fiscali e previdenziali), i Ticket Restaurant sono infatti deducibili al 100% ai fini delle imposte dirette, e permettono di detrarre interamente l'Iva al 4%. Lo stesso vale per liberi professionisti e ditte individuali: il Ticket Restaurant può essere utilizzato per scaricare le spese sostenute per l'acquisto di generi alimentari ed è deducibile al 75% (tranne per le Partite Iva in regime forfetario), con Iva detraibile al 10% fino a un importo massimo pari al 2% del fatturato. E quindi sia le aziende sia i professionisti o le partite Iva possono recuperare interamente il costo sostenuto.

Altro fattore che ha contribuito alla crescita di consensi degli ultimi anni è il fatto che per le aziende i buoni pasto siano decisamente più flessibili e versatili di una mensa interna o di un'indennità riconosciuta in busta paga. Ticket Restaurant, ad esempio, è completamente personalizzabile: non esiste un quantitativo minimo per l'ordine e non ci sono nemmeno quantità fisse; si può scegliere in totale libertà il valore nominale, il numero dei buoni pasto da acquistare e anche a quali categorie di dipendenti erogarlo, senza alcun tipo di obbligo di riacquisto.
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