Borsa di Hong Kong

I casinò di Macao perdono 18 miliardi dopo l’annuncio della stretta del governo

Revisione delle licenze, normativa più stringente, restrizioni e un controllo diretto di un funzionario dello stato spaventano gli investitori che vendono i titoli dei casinò

di Mo.D.

(AFP)

2' di lettura

A perdere stavolta sono i casino. Ma non al tavolo di Black Jack ma in Borsa. E la cifra non è affatto irrilevante. È stato sufficiente l’annincio del governo cinese di una stretta sui casinò e i big di Macao, quotati ad Hong Kog, hanno segnato una perdita di valore di mercato complessiva di 18 miliardi di dollari. In arrivo ci sarebbero diverse misure a partire dalla revisione delle licenze. La scadenza sarebbe stata il prossimo giugno e già questo creava incertezze, ora di fronte alla revisione normativa la fibrillazione è arrivata ad avere risvolti anche sui mercati azionari. Anche perché il governo potrebbe decidere anche di mettere i propri funzionari a supervisionare le società nel più grande centro di gioco del mondo.

A guidare i ribassi, in una piazza di Hong Kong già in calo, è stato Wynn Macau, che ha perso fino al 34%, seguito da un crollo del 28% di Sands China. In forte calo anche Peers MGM China, Galaxy Entertainment, SJM e Melco Entertainment. Un insieme di ribassi che nel complesso sono stati valutati attorno ai 18 miliardi di dollari. A innescare le vendite l’annuncio di Lei Wai Nong, segretario per l’economia e le finanze di Macao, che ha precisato che il governo si prende un periodo di consultazione di 45 giorni sull’industria del gioco d’azzardo a partire da oggi, indicando la necessità di far fronte a carenze nella supervisione del settore. Lei ha spiegato che saranno nove gli ambiti della consultazione e riguarderanno il numero di licenze, una migliore regolamentazione, il benessere dei dipendenti, oltre all’ipotesi di avere rappresentanti del governo per supervisionare le operazioni quotidiane del casinò. Il governo, inoltre, prevede di aumentare il diritto di voto nelle concessionarie di gioco per i residenti permanenti di Macao, ma potranno anche arrivare nuove regole sulla distribuzione degli utili agli azionisti.

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D’altra parte l’attenzione al settore non è recente. Da anni Macao ha intensificato il controllo sui casinò reprimendo il traffico di flussi illeciti di capitali dalla Cina continentale e prendendo di mira il giro di prestiti clandestini e i trasferimenti illegali di denaro. Pechino ha anche intensificato la lotta ai flussi transfrontalieri di fondi per il gioco d’azzardo.

Ad aggravare le prime reazioni del mercato sono state anche le revisioni al ribasso delle stime degli analisti sui titoli interessati dalla revisione. George Choi, analista di Citigroup a Hong Kong, ha commentato con Reuters, invece, che mentre il documento di consultazione pubblica ha fornito pochi dettagli, i cambiamenti previsti produrranno una crescita sostenibile a lungo termine, con «implicazioni positive sui sei operatori di casinò». Tuttavia, ha ammonito: «Non saremo sorpresi se il mercato si concentrerà solo sulle potenziali implicazioni negative».

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