Casa Bianca 2020

I caucus del piccolo Iowa sono alle porte. Ecco le ragioni della loro importanza

Oltre 1.600 assemblee tra pianure gelate mettono alla prova la stoffa dei candidati e delle loro campagne presidenziali

di Marco Valsania


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(AFP)

5' di lettura

New York - Accade una volta ogni quattro anni. È quando si esprimono assieme 1.678 piccole e grandi assemblee, sparse in aule di scuola, palestre, centri di ritrovo, biblioteche. In città e cittadine sotto coltri di gelo, quelle dell’inverno nelle pianure dell’Iowa.

Ma, se il piccolo stato agricolo e rurale è spesso dimenticato durante il resto del ciclo politico americano, in quest’occasione fa la voce grossa e l’atmosfera non potrebbe essere più calda.

A ragione: è qui che si contano i primi, cruciali voti destinati a scegliere i candidati alla Casa Bianca, questa volta soprattutto il candidato democratico che sfiderà il Presidente uscente Donald Trump, incontrastato portabandiera repubblicano, il prossimo novembre. Una sfida che oggi vede impegnati anzitutto Bernie Sanders, Joe Biden, Elizabeth Warren, Pete Buttigieg e Amy Klobuchar.

Piccolo ma essenziale
Perchè l’Iowa conta è presto detto. I consensi sono tutti cercati e conquistati sul campo, frutto di capillari campagne sul terreno coronate dall’insolito procedimento dei cosiddetti “caucus”, appunto assemblee locali di partito, aperte a tutti gli iscritti. Qui i consensi si contano a ricontano a viso aperto. Tra ore di presentazioni da parte dei candidati o più di frequente di loro surrogati.

E discussioni, dopo che alcuni candidati non raggiungono percentuali minime di consensi, per convincere i loro sostenitori a schierarsi con coloro che invece si qualificano. è una procedura che può sembrare quasi d’altri tempi nell’era dei social media, con toni da democrazia diretta, in uno stato da molti considerato altrimenti ininfluente e assai poco rappresentativo del paese - agricolo, molto “bianco” e con età media elevata.

Ma che quando si tratta di elezioni e della scelta dei candidati tiene ancora fede alla sua tradizione di influenza: qui i candidati mostrano in realtà di che stoffa sono fatti. Le loro campagne mettono in evidenza serietà e organizzazione. Perchè hanno dovuto combattere in lungo e in largo in queste pianure, incontrando e interloquendo costantemente con potenziali elettori. Non bastano insomma enormi cassaforti o sofisticate compagne pubblicitarie per essere legittimati dai caucus dello Iowa.

Per trovare il segno della rilevanza dei caucus basta ricordare: Barack Obama, nel 2008, non a caso dimostrò qui a tutti gli effetti di non essere una meteora, imponendosi davanti alla favorita dell’establishment del partito Hillary Clinton. Le scelte dell’Iowa hanno (quasi sempre) l’abitudine di riflettere, alla fine, tendenze nazionali, nonostante critiche e polemiche su una sua rilevanza sproporzionata. Ecco da dove vengono, cosa sono e come funzionano i Caucus democratici che si svolgono nella notte di lunedì 3 febbraio.

I primi nel 1972
Fu nelle elezioni del 1972 che i democratici tennero a battesimo l’attuale sistema dei Caucus dell’Iowa, con i repubblicani che seguirono quattro anni dopo. Fu il frutto di una riorganizzazione dell’intero meccanismo di selezione dei candidati in risposta alle proteste e ai movimenti sociali che avevano traumatizzato la Convention democratica del 1968, con l’obiettivo di rendere il processo più inclusivo, trasparente e articolato su scala nazionale.

L’Iowa oggi elegge solo 41 delegati, divisi proporzionalmente tra i vincitori, alla Convention nazionale del partito che richiede per la nomination almeno 1.991 delegati. Ma, primi, nella nazione, possono essere delegati “pesanti”.

La necessità di spiegare la complessità e peculiarità di un sistema in questi giorni sotto gli occhi di tutti ha visto mass media da Reuters al New York Times mettere in circolazioni persino animazioni grafiche al fine di illustrare la nottata - con Reuters che ha scelto per protagonisti del suo “cartoon” uno stuolo di gatti e il Times che ha riprodotto una palestra in una scuola di Johnston nei sobborghi della capitale statale Des Moines. In un clima di crisi della stampa locale, l’Iowa ha inoltre visto fiorire un nuovo giornale online - Iowa Starting Line - interamente dedicato a seguire i minimi dettagli della politica elettorale dello stato.

Un Iowa che cambia
È uno stato del Midwest, l’Iowa, omogeneo per eccellenza. L’85% dei poco piu’ di tre milioni di abitanti è bianco. Ma la diversità è cresciuta e questo oggi aiuta a garantire un’influenza con pochi pari: la popolazione di origine ispanica sfiora oggi le 200.000 persone, raddoppiata in pochi anni.

Se quattro anni or sono in tremila parteciparono ai caucus democratici, questa volta le attese delle associazioni che promuovono la partecipazione delle minoranze etniche sono di forse ventimila. Per la prima volta ci saranno sei speciali “caucus satellite” dove il bilinguismo è assicurato, qualora cittadini ispanici non dovessero riuscire a recarsi ai tradizionali caucus nelle rispettive circoscrizioni elettorali.

E la pratica dei caucus-satellite si è diffusa oltre l’obiettivo della diversità etnica: 87 riunioni in sedi extra e in orari straordinari sono state organizzate per accomodare elettori che non sono in grado di presenziare ai loro caucus ufficiali che di norma iniziando alle 7 di sera ora locale. La partecipazione complessiva, la capacità dei candidati di mobilitare i loro elettori, è fondamentale all’esito: il record al momento spetta al 2008, l’anno di Barack Obama, con 240.000.

Come sono organizzati
Nei caucus democratici, in buona sostanza, i partecipanti si dividono in gruppi separati, spostandosi fisicamente in diversi angoli delle sale dedicate a seconda del candidato che appoggiano. (questo per i democratici, i repubblicani in realtà semplicemente votano e quest’anno con Donald Trump che corre senza rivali interni l’appuntamento è ininfluente).

Subito dopo le 7 pm vengono eletti i cosiddetti “Precinct captains”, i presidenti dell’evento per la serata incaricati di gestirlo e coordinarlo. Poi i candidati o i loro rappresentanti hanno tempo per interventi, quindi scatta la suddivisione volontaria degli elettori. Chi è indeciso puo’ partecipare e se vuole rimanere neutro.

La barriera del 15% o più
Il primo conteggio serve a identificare i candidati che si qualificano per un secondo turno di voti. Chi tra gli aspiranti alla nomination non ottiene almeno il 15% dei consensi dei partecipanti - in qualche caucus minore in reatà anche di più - viene automaticamente squalificato dal caucus. Il 15% è definito come la “coglia di visibilità”.

I sostenitori degli sconfitti possono pero’ a quel punto scegliere di appoggiare un altro candidato di loro scelta. E così possono fare anche gli elettori rimasti inizialmente incerti.

Il riallineamento
È ciò che viene definito come il “realignment”, il riallineamento delle preferenze. è di fatto un secondo turno elettorale. è preceduto, dopo il primo conteggio, da sforzi ad personam o collettivi da parte dei gruppi legati ai candidati che si sono qualificati di persuadere gli elettori finora legati a rivali oppure indecisi a unirsi invece a loro, quale seconda miglior scelta.

Alla fine di questa discussione scatta un secondo conteggio, il cosiddetto “final count”. è l’esito definitivo del voto del caucus, sulla base quel quale vengono assegnati i delegati a ciascun candidato rimasto. I risultati sono infine comunicati a un ufficio centrale per via elettronica.

Voti e risultato
Quest’anno i democratici riporteranno ben quattro tipi di risultati dai caucus dello Iowa, una riforma in omaggio a richieste di trasparenza e a obiezioni di candidati progressisti quali Bernie Sanders che temono di perdere nei conteggi dei delegati pur vincendo in termini di voti assoluti. Può accadere con i realignment o perchè il numero di delegati assegnato a ciascuna assemblea locale, che poi esprimono i 41 delegati dello stato alla Convention nazionale, è basato sulla partecipazione di quattro anni or sono e potrebbe quindi sotto-rappresentare o sovra-rappresentare le circoscrizioni attuali.

Il numero più atteso resta la somma totale dei delegati locali - “State delegate equivalents”, o Sde - che viene usato da gran parte degli osservatori per determinare e dichiarare il vincitore o vincitrice dei caucusa della Iowa. Verrà tuttavia comunicato anche l’esito dell’iniziale conteggio dei voti, o first alignment, del conteggio finale post-realignment, e la prevista spartizione dei delegati per la Convention nazionale.

Per approfondire:
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